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Experience: una giornata di lavoro con Honor Magic V2

Stiamo usando Honor Magic V2 da settimane, mesi per la verità, in abbinata con la Sim di Vodafone che tradizionalmente usiamo come numero personale e lavorativo. Un retaggio di un’esperienza lavorativa passata che è rimasta nel tempo come numero “ibrido” e che teniamo sempre operativo, sia in Italia sia all’estero, perché legato a banca, assicurazione, risorse personali e accessi lavorativi. Ci è sembrato l’ambito migliore in cui “misurare” nel tempo l’efficacia del bellissimo (come oggetto, cosa non da poco) Magic V2 in uno spazio misto di esigenze. Nasce dal combinato disposto dell’update del sistema operativo a MagicOS 8 (Android 14) e dalla recente Milano Design Week l’idea di scrivere questa sorta di resoconto, o di racconto, su come il foldable super compatto di Honor ci abbia aiutato fattivamente durante le giornate lavorative, ma non solo. Lo abbiamo scelto per presidiare gli eventi e le conferenze tra Eurocucina 2024 (a Rho) e Fuorisalone 2024, sparso per vari “spot” in Milano.

Partiamo da due elementi di base, forse banali ma non scontati. Il primo: in abbinata con la Sim di Vodafone abbiamo sempre ottenuto una linea impeccabile e una qualità telefonica eccellente, anche in HD. È un requisito a cui non ci si bada ma provando numerosi top di gamma, notiamo come le oscillazioni nella qualità del segnale, per quanto contenute, siano percepibili nell’uso quotidiano. Certo, molto varia anche in base al gestore telefonico. Per questo abbiamo scelto Vodafone: l’idea era ottenere la condizione migliore.

E il Magic V2 non ha deluso nel corso della giornata, garantendo sempre una perfetta sintonia, un accesso pronto e reattivo alla banda larga mobile (principalmente in 5G) per sostenere mail, social network, chat e la fruizione delle risorse aziendali in cloud (documenti in Word ed Excel sulle attività “on going” della nostra casa editrice Nelson Srl). L’ottima ricezione è frutto di una gestione sapiente delle antenne e che si riflette anche in una stabile connettività Bluetooth con gli auricolari Jabra Elite 10, il super smartwatch Garmin Tactix 7 Oled e l’autoradio integrata nella nostra Alfa Romeo. Il Wi-Fi si è attivato non appena rientrati in ufficio. Tutti questi passaggi di connettività sono stati eseguiti sostanzialmente senza latenza: apprezzabilissimo.

Dunque, la qualità del segnale è il primo elemento di base non scontato. Il secondo riguarda la gestione dei due schermi. Il nuovo sistema operativo MagicOS 8 garantisce la cosiddetta “continuity” passando dal display esterno a quello interno e, soprattutto, viceversa. Questa si è rivelata una grande comodità nell’uso effettivo di tutti i giorni. La comodità di avere dimensioni da smartphone tradizionali (spessore di 9,9 mm) con display esterno Oled da 6,43″ (2.376×1.060 pixel) non è solo di servizi. Abituati agli smartphone “classici” si fa usare senza rimpiangere i modelli non foldable per qualità grafica, definizione e reattività (arriva a 120 Hz). In più è comodo e pratico nella digitazione e nell’uso delle app. Questa sua utilità si esalta in condizioni di mobilità: mentre si cammina, in auto, sui mezzi e in tutte quelle condizioni nelle quali è necessario eseguire azioni che potremmo definire “collaudate” sugli smartphone (rispondere alla chat, alla mail, alla telefonata o verificare un percorso, una informazione on-line, scattare foto e così via).

Poi però quando ci si deve focalizzare bene su qualcosa, che sia un momento di produttività intensa o di risposta o azione più elaborata, ebbene il display interno da 7,92″ (2.156×2.344 pixel, 120 Hz) apre la mente a nuove opzioni di ragionamento. Intanto perché è possibile avere una visione simil-pc di alcune applicazioni, come per esempio Outlook con la colonna laterale con l’elenco dei messaggi a sinistra e a destra il contenuto delle mail. La stessa impostazione è riservata a WhatsApp. Il display più ampio permette di visualizzare in modo più ergonomico documenti, pagine web, contenuti e così via. Infine, la superficie può essere corredata da finestre flottanti con le app o addirittura suddivisa in due parti (in senso verticale e orizzontale) per amplificare la propensione al multitasking. Ci è capitato più di una volta di tenere aperto il backend di WordPress di iGizmo.it a sinistra per inserire la news che stavamo ultimando di scrivere con la comoda tastiera a tutto schermo sul grande display da 7,92″. Basta fare un copia e incolla tra le due parti dello schermo per essere operativi, corredare la notizia delle parti mancanti, inserire le foto dalla galleria e essere online. Oppure tenendo WhatsApp in finestra flottante su Outlook si verificano le ultime mail sulla base delle informazioni ricevute via chat. O, ancora, con Magic Portal, la IA secondo Honor, si può trascinare un testo all’intero di qualsiasi app e semplificare la messaggistica o la composizione di contenuti.

Sono esempi semplici, anche per non entrare nel dettagli di alcune specifiche aziendali, che però sintetizzano le potenzialità operative del Magic V2. Che, come detto, vanta un approccio alla continuity eccellente: qualsiasi app sia aperta sul display interno in grande, la si ritrova nello stesso stato quando si chiude lo smartphone e si continua a usare sullo schermo esterno. Questa è una grande comodità quando si sta, per esempio, scrivendo qualcosa e bisogna muoversi a piedi: si chiude l’Honor e sul display esterno si continua. La medesima cosa avviene al contrario: si può iniziare una mail o un’attività sul display esterno e poi proseguirla in grande e in modo “panoramico” su quello interno. Su questo fronte della continuità operativa traslando l’attenzione tra i due schermi Oled, Honor ha eseguito un gran lavoro di ottimizzazione che si traduce in una produttività ininterrotta. In sostanza, il display esterno è utile per il browsing e la fruizione immediata, tipo “mordi e fuggi”, delle app e dei contenuti. Quello interno si apre alla produttività più articolata, ragionata e complessa.

Non solo lavoro, anche lo svago ha la sua importanza. Nella riproduzione musicale si apprezza la gestione audio DTS:X Ultra che amplifica le sonorità e offre una ricca scena acustica: abbiamo preferito la configurazione “Musica” rispetto a quella automatica perché, secondo chi vi scrive, ha un impatto qualitativo superiore nell’ascolto musicale. Entrambi i display sono a 120 Hz e con una resa cromatica contrastata e ricca, che magari si distacca un po’ dal realismo dei colori ma propone contrasto e profondità davvero avvincenti per gli occhi. Abbiamo visto la serie Ripley (in bianco e nero) e su entrambi i pannelli abbiamo apprezzato la calibrazione eseguita da Honor e che rende il Magic V2 anche un ottimo smartphone multimediale. Sostenuto dal processore Qualcomm Snapdragon 8 Gen 2 (il top del 2023 e tutt’oggi un chipset dalle prestazioni di fascia alta) affiancato da 16 GB di Ram e 512 GB di storage possiamo dire che il l’ottimo foldable di Honor è a prova di futuro, di app e di necessità.

Nel corso dell’uso quotidiano abbiamo apprezzato la cover inclusa dotata di stativo e che consente di appoggiare il Magic V2 (da aperto e da chiuso) sulle superfici in modo che i display siano inclinati verso gli occhi dell’utente per godersi un film, una serie, un webinar, una videocall o anche solo per migliorare l’accesso ai propri contenuti. E, sempre rimanendo in tema di strumenti offerti da Honor, dobbiamo segnalare il reparto fotografico così composto: principale 50MP + 50MP ultrawide + 20MP tele con zoom 2,5x; 2 selfie cam da 16 MP. La qualità delle foto non delude mai, anche in condizioni di scarsa luminosità: il Magic V2 è un device super flagship ma non fotografico e questo posizionamento è mantenuto anche a livello imaging. In più le funzioni di editing integrate nell’app Galleria permettono correzioni complete ed efficaci sulle immagini, ancora più comode se perfezionate sul pannello interno da 7,92″. L’excursus completo sulla sezione fotografica del Magic V2 è stato già pubblicato nella recensione del device in questo articolo: https://www.igizmo.it/recensione-honor-magic-v2-foldable-sotto-mentite-spoglie/

Mentre si è in condizioni di mobilità si ha una sorta di computer iper-portatile con cui perfino operare sui file Excel senza rimpiangere il notebook (tenendo il display interno a 100° di angolo, molte app si suddividono in automatico a metà per scrivere sulla tastiera virtuale nella parte inferiore osservando il contenuto su quella superiore). Ma quando si torna in ufficio, alla scrivania, la connettività nativa con Windows è funzionale ad avere sul display del pc lo schermo, le risorse e i file del Magic V2, così da operare da tastiera e mouse sui contenuti della memoria dell’Honor come se fosse una tradizionale finestra del sistema operativo. Anche qui, la produttività non risente del luogo in cui è eseguita ma vive del connubio tra connettività, ergonomia e potenzialità del device.

E l’autonomia? Eccellente. Honor Magic V2 dispone di una doppia batteria silicon carbon per una capacità complessiva di 5.000 mAh che può essere ricaricata in meno di un’ora completamente utilizzando la tecnologia Honor SuperCharge da 66 Watt. Con questo carica batteria, si ricarica dal 48% e all’80% in circa 15 minuti e 30 minuti. Una ricarica completa del Magic V2 dallo 0% (spento) ha richiesto solo 48 minuti. Sul fronte della durata della batteria, abbiamo potuto utilizzare Magic V2 tutto il giorno o, meglio, dalle 8:00 alle 23:00 circa senza problemi e rinunce. Rimangono ancora un paio di ore di accensione prima che si spenga perché l’autonomia è azzerata. Basta collegare lo smartphone al carica batteria per circa 15 minuti e avere poco meno del 40% in più di batteria. Nel weekend, con un uso più parco e meno intenso, si stacca dal cavo Usb-C di ricarica al sabato mattina e lo si riconnette durante la domenica pomeriggio.

Nel corso del tempo abbiamo anche preso confidenza con alcune delle funzioni specifiche di sicurezza integrate da Honor nel Magic V2. Forse non risultano immediate ma la cosa interessante è che ci sono quando servono, a dimostrazione della propensione business dello smartphone. Una su tutte è Spazio Parallelo, che attiva un clone di MagicOS 8 con tutte le app standard di Google e altre che si possono installare dallo store. Questo ambiente è separato da quello primario e protetto dai sistemi di accesso previsti e le cui informazioni sono salvate in locale e cifrate nel chip dedicato per risultare inaccessibili (parola chiave, codice numerico, impronta digitale e riconoscimento del volto). Lo spazio parallelo può essere regolato nell’accesso a fronte di queste informazioni di sicurezza già salvate oppure può essere bloccato con una password nuova e diversa. In questo ambiente separato da quello principale si possono eseguire tutte le funzioni e configurazioni standard, creando una sorta di Magic V2 super protetto. Abbiamo inserito i dati di accesso alla mail e alle risorse aziendali, togliendole dall’ambiente tradizionale per perimetrarle solo all’interno dello Spazio Parallelo protetto. Ebbene, la suddivisione tra privato e lavoro è stata non solo ancora più netta e marcata, utile anche per “staccare” dalle mail e dalle faccende aziendali, ma anche per ottenere una protezione maggiore dei dati cruciali.

Magic V2 è dotato di Honor Connect, una funzionalità che consente all’utente di connettere automaticamente più dispositivi in ​​un unico ecosistema. Le informazioni e i file possono fluire tra i dispositivi senza problemi, fornendo uno spazio di lavoro più comodo ed efficiente per l’utente professionale. Alla resa dei conti, Honor ha sviluppato un foldable che non solo offre un design elegante e durevole in grado di resistere a quasi tutte le situazioni (oltre 400mila aperture garantite dalla cerniera), ma funge anche da partner commerciale perfetto per qualsiasi manager e professionista esigente.

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