Recensione Oppo Find X10 Pro Max: tre fotocamere a 200 Mpx per esaltare l’imaging

Negli ultimi anni la fotografia da smartphone ha seguito una strada precisa: affiancare a sensori con tanti megapixel un reparto computazionale fortemente affidato a una IA sempre più spinta. Così le ottiche hanno quasi perso importanza in favore di una post elaborazione spesso aggressiva, molto scenografica e con dettagli e tonalità ricostruite per immagini (e video) belli da vedere ma sovente poco realistici. Così si sono notati cieli saturati sul blu, volti con filtri bellezza a tutto spiano e tagli di luce un po’ esagerati. Poi verso la fine del 2025 si è iniziato a usare la parte algoritmica non già per ridisegnare la foto o i video ma bensì per aggiungere maggiore realismo. Nel 2026 questo concetto è stato ulteriormente perseguito e con il Find X10 Pro Max Oppo cambia direzione. O, meglio, anticipa e potenzia l’obiettivo ultimo dell’imaging su device mobile: restituire una foto o una clip “fedele” alla scena reale, che somigli a ciò che si è visto e non a come una IA lo reinterpreta.

Per arrivarci Oppo ha messo insieme due elementi. Il primo è un hardware che segna un primato nella categoria con ben tre sensori da 200 MP (i più recenti Samsung Isocell) assistiti da un sensore multispettrale dedicato al colore e da ottiche Hasselblad. Il secondo è il LUMO True Image Engine, un nuovo motore di elaborazione che quasi torna un po’ indietro rispetto agli eccessi della fotografia computazionale per conferire realismo, migliorando realmente gli scatti senza aggredirli o reinventarli.

Find X10 Pro Max non è però solo una fotocamera con uno smartphone attorno (per la cronaca il migliore cameraphone finora prodotto da Oppo). È un top di gamma completo: certificazioni IP66, IP68 e IP69, ricarica a 80 W via cavo e 50 W wireless, Wi-Fi 7 e USB 3.2. In questa recensione analizziamo ogni componente e ogni funzione, spiegando cosa fa e perché – secondo noi – può fare la differenza nell’uso reale.

In breve: Oppo Find X10 Pro Max (1.799 euro) è il primo smartphone con tre fotocamere posteriori da 200 megapixel, tutte co-sviluppate con Hasselblad. Ha un display BT.2020 da 6,78 pollici, il chip MediaTek Dimensity 9600 Pro a 2 nm e una batteria al silicio-carbonio da 7150 mAh. Gira su ColorOS 17, basata su Android 17, la cui intelligenza artificiale non si limita più a rispondere ma esegue compiti. La dicitura “Pro Max” indica un dato cruciale secondo noi: le performance complessive, in particolare quelle imaging, superano persino quelle del finora flagship Find X9 Ultra.

Design e materiali

Find X10 Pro Max riprende il linguaggio estetico della serie Find X di Oppo: linee pulite, nessun eccesso, un’eleganza tecnica e discreta. La scocca è in alluminio con finitura opaca fine. I lati sono piatti e i bordi leggermente arrotondati. Questa scelta ha un effetto pratico: si ha una presa più stabile rispetto ai pannelli con profili curvi, mentre i bordi smussati evitano che il frame in alluminio prema sul palmo della mano.

Il tutto in dimensioni e peso ridotti al minimo che su uno smartphone di queste dimensioni la differenza si nota, soprattutto quando lo si tiene in orizzontale per fotografare o girare video. Le misure sono 161,32 × 76,57 × 8,40 mm. Il peso dipende dalla colorazione: 228 grammi per Titanium Grey e 226 grammi per Luna White (la versione che stiamo usando con grande soddisfazione). Forse non è un device leggero in termini assoluti ma i numeri indicano molto di più quando si leggono nel giusto contesto: dentro ci sono una batteria da 7150 mAh, tre moduli fotografici con sensori grandi e un teleobiettivo periscopico.

Non perché è il “nostro” ma vogliamo dire che, secondo noi, la versione Luna White dell’Oppo Find X10 Pro Max è la colorazione con più personalità. Reinterpreta l’estetica delle macchine fotografiche classiche in chiave contemporanea. L’isola fotografica, chiamata LUMO Camera Island, ha una finitura argento metallizzato opaco e ospita la True Color Camera e il doppio flash. I dettagli richiamano esplicitamente il mondo della fotografia professionale. C’è una zigrinatura classica intorno al modulo posteriore quadrato, simile a quella delle ghiere delle ottiche, e c’è l’anello arancione opaco firmato Hasselblad. Il retro è bicolore: una parte in vetro opaco liscio e una con una trama che ricorda il tessuto, come i rivestimenti delle fotocamere a pellicola.

Snap Key: un tasto per fare tutto

Sul lato sinistro del telaio c’è lo Snap Key, un tasto fisico personalizzabile. È una scelta sempre più diffusa sui top di gamma, e su Find X10 Pro Max è particolarmente flessibile. Si può assegnare a funzioni diverse: cambio del profilo audio (suoneria, vibrazione, silenzioso); accensione della torcia; avvio del registratore vocale; traduzione; screenshot.

Di default lo Snap Key è collegato ad AI Mind Space, l’archivio intelligente di ColorOS 17 di cui parliamo più avanti. Ogni tipo di pressione fa una cosa diversa:

  • pressione breve: cattura il contenuto a schermo e lo salva in AI Mind Space;
  • pressione lunga: registra una nota vocale;
  • doppia pressione: apre direttamente l’app AI Mind Space.

Nell’uso quotidiano questo trasforma lo Snap Key in un tasto “ricordati di questo”. Si vede un indirizzo, una ricetta, un prodotto o un biglietto e lo si salva con un solo gesto, senza aprire app né fare screenshot da riordinare dopo.

Resistenza: IP66, IP68 e IP69 e cinque stelle SGS

Oppo non ha lesinato nemmeno in fatto di durabilità. Find X10 Pro Max ha tre certificazioni di protezione contro polvere e acqua, e ciascuna copre uno scenario diverso. Di solito non scendiamo nei dettagli delle diciture IP, ma è bene ogni tanto specificarle:

  • IP68: protezione totale dalla polvere e resistenza all’immersione prolungata in acqua. È la certificazione più conosciuta e copre cadute in piscina o al mare.
  • IP69: resistenza a getti d’acqua ad alta pressione e ad alta temperatura. È lo standard più severo e protegge in situazioni come il lavaggio con idropulitrice o gli schizzi di acqua calda.
  • IP66: resistenza a getti d’acqua potenti, come onde o pioggia battente.

Fronte e retro sono protetti da Oppo Crystal Guard Glass, un vetro con trattamento chimico sviluppato insieme a Corning per resistere meglio a urti e graffi. Lo smartphone ha ottenuto anche la certificazione SGS Five-Star per la resistenza alle cadute dell’intero dispositivo. Per un telefono pensato anche per l’uso in esterni, in viaggio o sul set, è una garanzia concreta. Tant’è che abbiamo usato il Find X10 Pro Max senza troppi riguardi e il vetro non ha accusato alcun tipo di sfrisatura visibile: ottimo.

Audio, vibrazione e sblocco

Sul Find X10 Pro Max si trovano due speaker stereo simmetrici. I due altoparlanti sono posizionati alle due estremità e sono di dimensioni simili. Questo è importante: su molti smartphone uno speaker è molto più debole dell’altro e il suono risulta sbilanciato. Qui, tenendo il telefono in orizzontale, la scena sonora è ampia e omogenea, a vantaggio di giochi, film e video. Il volume massimo raggiungibile è sufficiente per esaltare qualsiasi contenuto multimediale.

Sotto alla scocca si trova anche il motore aptico X-axis 0816C con una taratura curata a livello di sistema. Il risultato è una vibrazione secca e precisa invece del ronzio impreciso di molti smartphone: la vibrazione precisa e netta è percepibile soprattutto scrivendo sulla tastiera, nei giochi e nelle microinterazioni dell’interfaccia o nelle app. Non manca il sensore di impronte a ultrasuoni 3D. A differenza dei sensori ottici, che fotografano il dito con una fase verde, quelli a ultrasuoni ne leggono la forma tridimensionale con onde sonore. Sono più veloci e affidabili, e funzionano meglio con dita umide o sporche. In abbinata citiamo la modalità Splash Touch che mantiene il touchscren utilizzabile con lo schermo bagnato o con le dita umide. Torna utile sotto la pioggia, in cucina o in spiaggia, in coppia con le certificazioni IP.

Display: 6,78 pollici, BT.2020 e cornici da 1,15 mm

Il display di Find X10 Pro Max è un Amoled Ltpo piatto da 6,78” con risoluzione di 2.772 × 1.272 pixel. Il formato è 20:9 e la densità di 450 ppi. Le cornici sono simmetriche e sottilissime: solo 1,15 mm su tutti e quattro i lati. Avere cornici identiche sopra, sotto e ai lati rende il frontale più ordinato e lo schermo più immersivo. La scelta di un pannello piatto, invece che curvo, è la nostra preferita perché evita i tocchi accidentali sui bordi, non distorce l’immagine ai lati ed è più facile da proteggere con una pellicola. In sostanza, l’utilizzo è più ergonomico.

CaratteristicaValore
TipoLTPO AMOLED piatto, 10 bit
Diagonale e risoluzione6,78″, 2772 × 1272 px, 450 ppi
Refresh rate1-120 Hz adattivo, fino a 144 Hz nei giochi supportati
Luminosità tipica800 nit
Luminosità HBM a schermo intero2.000 nit
Luminosità di picco HDR3.600 nit
Luminosità minima1 nit
DimmingPWM a 3840 Hz fino a 70 nit, DC Dimming sopra i 70 nit
Gamut colore95% BT.2020
HDRDolby Vision
ProtezioneOPPO Crystal Guard Glass

La tecnologia LTPO permette al display di variare la frequenza di aggiornamento in modo dinamico fino a 144 Hz. Quando l’immagine è ferma, per esempio leggendo questo articolo o con l’Always-On Display, la frequenza scende fino a 1 Hz e il consumo cala molto. Quando si scorre o si apre un’app, sale fino a 120 Hz per garantire la massima fluidità. Nei giochi compatibili il pannello arriva a 144 Hz. Tra i titoli supportati ci sono Call of Duty: Mobile, PUBG MOBILE e Free Fire/Free Fire Max. Negli sparatutto competitivi una frequenza più alta riduce la latenza percepita e rende più facile seguire i movimenti rapidi.

Oppo Find X10 Pro Max è ben leggibile anche sotto il sole. La luminosità va spiegata su tre livelli:

  • 800 nit tipici: la luminosità dell’uso normale in interni;
  • 2.000 nit a schermo intero (HBM): la modalità ad alta luminosità che si attiva all’aperto con il sole, su tutta la superficie dello schermo;
  • 3.600 nit di picco HDR: il valore massimo raggiunto su porzioni dell’immagine nei contenuti HDR, come il riflesso del sole o una luce in una scena notturna.

Il dato più importante per l’uso quotidiano è quello a schermo intero: 2.000 nit bastano per leggere messaggi, mappe e social anche sotto il sole estivo. Il picco HDR serve invece a rendere più realistici foto e video HDR. Per apprezzarlo al massimo conviene aprire le proprie foto nell’app Foto integrata, che sfrutta la piena luminosità sui contenuti HDR.

Poi c’è una novità forse un po’ tecnica ma interessante. Riguarda lo spazio colore ma per capirla serve una premessa. Uno spazio colore (o gamut) indica l’insieme dei colori che uno schermo può riprodurre. Quasi tutti i top di gamma attuali coprono il DCI-P3, lo standard nato per il cinema digitale. Il BT.2020 è molto più ampio: è lo standard di riferimento per la produzione cinematografica e televisiva professionale in Ultra HD e HDR. Copre circa il 40% di colori in più rispetto al DCI-P3, soprattutto nei verdi, nei rossi e nei ciani più saturi. Oppo Find X10 Pro Max è tra i primi smartphone a supportarlo, con una copertura del 95%. Il risultato si deve a nuovi materiali Oled rossi, verdi e blu sviluppati su misura da Oppo. Questi materiali offrono tre vantaggi: efficienza luminosa più alta a parità di consumo il pannello emette più luce; meno luce blu nociva a vantaggio del comfort visivo, soprattutto la sera; vita utile più lunga del 30% rispetto alla generazione precedente, con meno rischio di degrado e burn-in nel tempo.

Nell’uso reale il vantaggio si vede nei contenuti HDR con colori intensi: fuochi d’artificio, tramonti, prati e mari tropicali e contrasti accentuati o scenari ricchi di colori differenti. In questi casi un pannello BT.2020 restituisce sfumature che uno schermo DCI-P3 deve “comprimere”. Il display è comunque calibrato in fabbrica per una riproduzione accurata, quindi i contenuti standard non risultano saturi.

Gli schermi Oled regolano la luminosità in due modi fino a 1 nit. Il primo è il PWM, che accende e spegne i pixel molto rapidamente: più bassa è la luminosità, più lunghi sono gli intervalli di spegnimento. Alle frequenze basse (1 Hz) questo sfarfallio, anche se invisibile, può causare affaticamento visivo e mal di testa nelle persone sensibili. Il secondo è il DC Dimming, che riduce direttamente la corrente senza sfarfallio. Find X10 Pro Max li combina nel modo migliore:

  • sotto i 70 nit: PWM ad altissima frequenza, 3840 Hz. A questa velocità lo sfarfallio è molto meno percepibile e meno faticoso per gli occhi;
  • sopra i 70 nit: DC Dimming, senza sfarfallio.

Al buio lo schermo scende fino a 1 nit, un valore utile per leggere a letto senza disturbare chi dorme accanto. Oppo ha migliorato anche l’uniformità della luminosità e la resa cromatica ai livelli più bassi: foto, video e giochi restano chiari e con colori corretti anche al minimo.

Oppo ha fatto certificare il pannello a TÜV Rheinland Intelligent Eye Care. Questo significa che il Find X10 Pro Max ha le seguenti risorse per ridurre l’affaticamento visivo:

  • AI Adaptive Eye Care. È una funzione di benessere digitale basata sull’AI. Usa i sensori del telefono per capire quando lo schermo è trOppo vicino al viso e suggerisce di allontanarlo. Propone anche brevi esercizi guidati di ammiccamento: quando si fissa uno schermo si sbatte meno spesso le palpebre e gli occhi si seccano. Si attiva in Impostazioni > Display e luminosità > Cura degli occhi.
  • Luminosità automatica di nuova generazione. Il nuovo algoritmo reagisce più in fretta quando cambia la luce, per esempio uscendo da un edificio. Inoltre impara le preferenze dell’utente: se in una certa situazione si alza spesso la luminosità a mano, il sistema se ne ricorda e si adegua. Il risultato è uno schermo più luminoso e confortevole, con meno correzioni manuali.
  • Tonalità adattiva con sensore a cinque canali. Con l’opzione “Tonalità adattiva” attiva, il telefono adatta la temperatura colore dello schermo alla luce ambientale, un po’ come fa la carta sotto luci diverse. Il nuovo sensore a cinque canali misura la luce in modo più preciso e un algoritmo aggiornato fa il resto. Sotto una lampada calda, per esempio, lo schermo diventa più caldo e affatica meno la vista.

Fotocamere: tre sensori da 200 MP

La corsa ai megapixel è partita da 12 MP ed è arrivata a 50, 108 e infine 200 MP. Finora però i 200 MP erano riservati a una sola fotocamera, di solito la principale o il teleobiettivo. Le altre avevano sensori più piccoli e meno risoluzione. Il risultato era una qualità molto disomogenea: ottima a 1x, peggiore passando all’ultra grandangolare o a zoom intermedi.

Oppo fa un “all in” con Find X10 Pro Max, che è il primo smartphone con tre fotocamere posteriori da 200 MP: ultra grandangolare, principale e teleobiettivo. Le ottiche sono co-sviluppate con Hasselblad. L’obiettivo non è avere più megapixel, ma una qualità costante su tutta l’escursione focale.

FotocameraSensoreFormatoFocaleAperturaStabilizzazione e fuoco
Principale Hasselblad 200 MP Ultra HDRSamsung ISOCELL HPC con DeepPix1/1,3″24 mmf/1.5OIS (CIPA 6,5)
Ultra grandangolare Hasselblad 200 MPSamsung ISOCELL HP51/1,56″13 mm, 124°f/2.2Autofocus, minima distanza 4 cm
Teleobiettivo periscopico Hasselblad 200 MPSamsung ISOCELL HP51/1,56″70 mm (3x)f/2.1OIS (CIPA 7,5), minima distanza 10 cm
True Color CameraMultispettrale a 24 canali, 3,2 M pixelBSI95°f/2.4–
FrontaleSamsung ISOCELL JN5 50 MP1/2,75″18 mm, 100°f/2.0Autofocus

La fotocamera principale usa un sensore Samsung Isocell HPC da 1/1,3 pollici, sviluppato in esclusiva da Oppo e Samsung. È abbinato a un obiettivo da 24 mm con apertura f/1.5, molto luminoso, e a una stabilizzazione ottica certificata CIPA 6,5. Il valore CIPA indica di quanti “stop” la stabilizzazione permette di allungare il tempo di scatto senza mosso. 6,5 stop è un valore molto alto: in pratica si possono usare tempi lunghi a mano libera, con meno rumore nelle foto notturne. Eccellente la tecnologia che debutta proprio sull’HPC: la DeepPix. Altra digressione sulla gamma dinamica.

Cos’è la gamma dinamica? È la capacità di un sensore di registrare insieme dettagli nelle zone molto luminose e in quelle molto scure. Si misura in “stop”: ogni stop in più raddoppia l’intervallo di luce gestibile. Con poca gamma dinamica un cielo luminoso diventa una macchia bianca, oppure le ombre diventano nere senza dettagli. Il limite fisico è che ogni pixel converte la luce in elettroni e li accumula come un secchio fino alla saturazione (bianco). Quando il secchio si riempie, il pixel “satura” e le alte luci si bruciano. La capacità di questo secchio si chiama full-well capacity (FWC).

La soluzione DeepPix. Alcuni sensori, con la tecnologia Lofic, affiancano al fotodiodo un serbatoio extra per gli elettroni. DeepPix invece riprogetta il pixel stesso, con tre interventi:

  • FDTI (Front Deep Trench Isolation): isola meglio i pixel e aumenta la capacità del fotodiodo di trattenere elettroni. Il secchio diventa più profondo;
  • Dual VTG (Vertical Transfer Gate): trasferisce gli elettroni dal fotodiodo allo stadio di lettura in modo più efficiente, senza perdite;
  • floating diffusion più ampia: la zona che riceve gli elettroni e li converte in tensione per la lettura è più grande, quindi ne gestisce di più.

Il risultato è una full-well capacity più alta del 60% rispetto alla generazione precedente di sensori Isocell e una gamma dinamica fino a 17 stop. È un valore paragonabile a quello delle fotocamere professionali. Inoltre DeepPix è nella struttura del sensore, quindi funziona sempre: non c’è un’opzione da attivare né una modalità speciale.

L’ultra grandangolare è sempre stato il punto debole degli smartphone. Ha sensori piccoli, poca luce e dettaglio scarso ai bordi. Find X10 Pro Max ha il primo ultra grandangolare da 200 MP del mercato, con un sensore da 1/1,56 pollici, grande per questo tipo di fotocamera. Insieme all’apertura f/2.2, il sensore raccoglie il doppio della luce rispetto alla generazione precedente. Il beneficio più grande si vede in interni e di notte, dove gli ultra grandangolari tradizionali producono immagini rumorose e impastate. L’obiettivo da 13 mm è progettato su misura con 7 lenti ad alta precisione e offre un campo visivo di 124°, tra i più ampi su uno smartphone. È ideale per architettura, paesaggi, interni e foto di gruppo in spazi stretti. Ecco alcune foto in ultra- grandangolo.

L’autofocus ha due ruoli. Nei paesaggi assicura che il soggetto sia a fuoco anche quando non è all’infinito. Inoltre consente una distanza minima di messa a fuoco di soli 4 cm, così l’ultra grandangolare fa anche da fotocamera macro. Fiori, insetti, tessuti e dettagli di oggetti si fotografano da vicinissimo con la risoluzione di un sensore da 200 MP.

Il teleobiettivo usa una struttura periscopica: le lenti sono disposte in orizzontale dentro il corpo del telefono e un prisma devia la luce. Così si ottiene una focale lunga senza aumentare lo spessore. Il sensore è da 1/1,56 pollici e l’apertura f/2.1 è tra le più luminose per un teleobiettivo da smartphone. La stabilizzazione ottica arriva a CIPA 7,5, ancora più alta della principale. È una scelta logica: con le focali lunghe ogni micro-movimento della mano si amplifica. I 70 mm equivalenti (3x) sono una focale classica per il ritratto a mezzo busto. Comprimono la prospettiva, rendono le proporzioni del viso più naturali e separano bene il soggetto dallo sfondo. Funzionano bene anche per dettagli architettonici e paesaggi, dove isolano una porzione della scena.

Con 200 MP il sensore può ritagliare la parte centrale dell’immagine e mantenere comunque 50 MP a 6x. Non è uno zoom digitale tradizionale, che ingrandisce i pixel: il ritaglio avviene sul sensore, usando pixel reali. In pratica il telefono ha anche un secondo teleobiettivo 6x da 50 MP. La distanza minima di messa a fuoco è di 10 cm. Si possono fotografare piccoli dettagli restando a distanza, senza fare ombra sul soggetto e senza spaventare gli insetti. Il sensore grande crea anche uno sfocato dello sfondo naturale e morbido. Si attiva fino a 120x e già a 20x subentra l’elaborazione della IA: al massimo fattore di ingrandimento i dettagli sono ben ricostruiti, soprattutto perché preservano l’equilibrio cromatico. Come si vede qui di seguito.

26 MP di default e 200 MP quando servono

Un file da 200 MP pesa molto, è lento da condividere e nella maggior parte dei casi non serve. Per questo Find X10 Pro Max scatta di default a 26 MP, grazie a una pipeline di elaborazione dei pixel migliorata. Il vantaggio vale su tutto l’intervallo da 0,5x a 9,9x. Anche agli zoom intermedi, come 2x, 4,5x o 8x, il telefono attinge ai pixel reali dei sensori da 200 MP invece di ingrandire un’immagine a bassa risoluzione. Così il dettaglio resta alto in ogni passaggio dello zoom, senza impostazioni da cambiare. Con poca luce il sistema passa automaticamente a 12 MP con pixel binning. Il binning unisce più pixel adiacenti in un unico “superpixel” più grande, che raccoglie più luce. Si perde risoluzione ma si guadagna in pulizia e meno rumore. Citiamo anche che si può scattare in Raw su tutte le ottiche e anche in Raw Max, per la migliore gestione del file.

Per avere la piena risoluzione si attiva la modalità Hasselblad Hi-Res e si tocca l’icona 200MP in alto nel mirino. I file da 200 MP hanno due vantaggi: stampa in grande formato per poster e quadri con dettaglio elevato; ritaglio creativo dall’app Foto con cui si possono ricavare più inquadrature diverse da un unico scatto. Per esempio, una foto di una piazza può diventare un panorama, un ritratto verticale di un passante e un dettaglio architettonico, tutti nitidi.

La fotocamera per i selfie usa un sensore Samsung Isocell JN5 da 50 MP con autofocus e apertura f/2.0. L’autofocus è importante: molte frontali hanno il fuoco fisso e risultano morbide quando si allunga o si avvicina il braccio. Il campo visivo di 100° è molto ampio per una frontale. Nei selfie di gruppo entra più gente senza bastone, e nei selfie in viaggio c’è spazio per il panorama alle spalle. Per il vlog il vantaggio è ancora più chiaro. Con una sola inquadratura si riprendono insieme l’espressione del viso e l’ambiente circostante. Ogni reazione ha il suo contesto, e il racconto risulta più completo.

LUMO True Image Engine: colori, toni e texture fedeli alla realtà

L’hardware è solo metà della storia. L’altra metà è il LUMO True Image Engine, la nuova piattaforma di fotografia computazionale di Oppo. La fotografia computazionale ha permesso agli smartphone di superare i limiti di sensori e ottiche piccoli. Combina più scatti, riduce il rumore, schiarisce le ombre e recupera le alte luci. Negli anni però spesso ha esagerato: colori ipersaturi, contrasti innaturali, dettagli artificiali. La filosofia di Oppo è che una bella foto debba somigliare al ricordo del momento. La fotografia computazionale deve aiutare a catturarlo, non sovrascriverlo. LUMO True Image Engine unisce tre elementi: la scienza del colore Hasselblad; l’elaborazione naturale della Master Mode, finora riservata alla modalità professionale e che abbiamo preferito nel nostro utilizzo perché permette di disattivare la messa a fuoco forzata sui volti; i dati cromatici reali misurati dalla True Color Camera.

Il motore lavora su tre fronti: colore, tono e texture. La True Color Camera non scatta foto: misura i colori della scena. È un sensore multispettrale a 24 canali con 3,2 milioni di pixel multispettrali, un obiettivo f/2.4 e un campo visivo di 95°. Un normale sensore fotografico vede la luce in tre canali: rosso, verde e blu. Per questo può confondersi con le luci artificiali, come LED, neon o luci miste, e sbagliare il bilanciamento del bianco. Un sensore a 24 canali scompone lo spettro della luce in modo molto più fine. Riconosce che tipo di luce illumina la scena e qual è il colore reale degli oggetti.

La nuova generazione offre una gamma dinamica 5,5 volte superiore alla precedente. Misura quindi i colori in modo accurato anche in scene con forti contrasti di luce. Uno degli ambiti in cui il vantaggio si vede maggiormente è nel tono dell’incarnato. Molti smartphone schiariscono e sbiancano i volti, che diventano pallidi e uniformi. LUMO True Image Engine conserva le variazioni naturali di colore e luminosità della pelle, per ritratti più autentici.

Il tono è l’equilibrio tra luci e ombre, ed è importante quanto il colore. Molti smartphone usano un tone mapping locale molto spinto. Schiariscono le ombre e abbassano le luci zona per zona, fino a ottenere un’immagine “piatta”, dove tutto è ugualmente illuminato. Il soggetto sembra illuminato da un faretto e l’atmosfera della scena si perde. Un tramonto non sembra più un tramonto. Find X10 Pro Max porta nella fotografia di tutti i giorni l’approccio della Hasselblad Master Mode. Riduce in modo netto il tone mapping locale e l’elaborazione HDR eccessiva. Le alte luci restano luminose, le ombre restano profonde e il soggetto resta integrato nel suo ambiente. Il risultato è un contrasto naturale, che conserva l’atmosfera del momento.

L’eccesso di nitidezza è una delle critiche più comuni alle foto da smartphone. Lo sharpening aggressivo fa sembrare le foto incisive a prima vista, ma ingrandendole compaiono contorni artificiali, aloni e texture esagerate. Allo stesso modo una riduzione del rumore trOppo forte cancella i dettagli fini, come pelle, foglie ed erba, e produce l’effetto “acquerello”. LUMO True Image Engine segue un approccio più misurato: riduce lo sharpening; riduce la riduzione del rumore; elimina l’elaborazione AI non necessaria, quella che “inventa” dettagli.

L’obiettivo è conservare la texture effettivamente catturata dai sensori da 200 MP e dalle ottiche di precisione. Ne risultano bordi naturali, dettagli autentici e un look più vicino a una fotocamera vera. C’è un aspetto da conoscere. Confrontate con le foto di altri smartphone, quelle di Find X10 Pro Max possono sembrare meno incisive al primo colpo d’occhio. Ingrandendo, però, il dettaglio è reale e non costruito.

LUMO True Image Engine garantisce coerenza su tre fronti, spesso trascurati:

  • tra anteprima e scatto: il mirino mostra colori e toni molto vicini alla foto finale. Si sa già prima di scattare come verrà la foto, senza sorprese;
  • nelle foto animate: il fotogramma di copertina e il breve video hanno lo stesso look. Quando la foto “prende vita” non ci sono salti di colore o di tono;
  • tra gli obiettivi: colori e toni restano omogenei passando dall’ultra grandangolare alla principale al teleobiettivo. In una serie di foto dello stesso luogo con focali diverse, le immagini sembrano scattate con la stessa macchina.

LUMO Color Palette è una raccolta di 18 stili fotografici integrati, applicati direttamente in fase di scatto. Ci sono due novità pensate per i ritratti:

  • Perla: rende i toni della pelle più freddi e chiari, per un look luminoso e pulito;
  • Ambra: aggiunge una tonalità calda ambrata, per un’atmosfera più avvolgente.
  • Ci sono anche simulazioni delle pellicole classiche, come Portra, Positive Film, NC e CC, per chi ama il look analogico.

Ogni stile si regola con una griglia intuitiva: l’asse verticale regola il tono, più caldo o più freddo, più chiaro o più scuro; l’asse orizzontale regola la saturazione. La differenza rispetto a un normale filtro è che gli stili sono integrati nella pipeline di elaborazione e non applicati dopo. Il sistema protegge gli elementi chiave, come i toni della pelle, anche quando si spinge su uno stile. Si può sperimentare liberamente senza ottenere volti arancioni o verdastri.

LUMO Framing porta le regole della composizione fotografica direttamente nel mirino. Analizza in tempo reale tre elementi: il soggetto e la sua posizione; l’inquadratura complessiva; i rapporti spaziali tra soggetto, sfondo ed elementi della scena. Poi suggerisce come migliorare la composizione prima dello scatto. I consigli si adattano all’intento: ritratto ravvicinato, persona nel suo ambiente o dettaglio della scena. Indicazioni a schermo mostrano come cambiare angolazione e inquadratura per ottenere la composizione suggerita.

Tutto gira sul modello IA on-device di Oppo, senza cloud. Questo garantisce bassa latenza, consumi ridotti e nessun invio delle immagini a server esterni. Si attiva toccando l’icona a forma di stella a destra del mirino. E se finora non vi abbiamo convinti sulla qualità, il dettaglio e l’accuratezza degli scatti che si possono ottenere con Oppo Find X10 Pro ecco che la ciliegina sulla torta è la piena esperienza Hasselblad: Master Mode, Ritratto e XPan. Ovvero:

  • Hasselblad Master Mode. È la modalità per chi vuole il pieno controllo. Permette di regolare manualmente i parametri chiave: ISO, tempo di scatto, bilanciamento del bianco, messa a fuoco ed esposizione. La scienza del colore è stata tarata prendendo come riferimento la Hasselblad X2D, una fotocamera medio formato professionale. Supporta il formato RAW MAX da 50 MP. Un file RAW conserva tutte le informazioni registrate dal sensore, senza l’elaborazione del telefono. In post-produzione con Lightroom o Capture One si ha così il massimo margine su esposizione, colori e recupero di luci e ombre.
  • Hasselblad Portrait Mode. Grazie al LUMO True Image Engine, il ritratto separa con precisione il soggetto dallo sfondo, anche su capelli e contorni difficili. Lo sfocato è naturale e cinematografico. La True Color Camera mantiene i toni della pelle autentici anche con luci miste, per esempio un volto illuminato da una finestra e da una lampada.
  • Hasselblad XPan. Si ispira alla celebre fotocamera panoramica a pellicola. Scatta nel formato cinematografico 65:24, molto allungato. Lo scatto è accompagnato da un’animazione che ricorda lo sviluppo della pellicola. Si possono anche unire tre scatti consecutivi in un unico panorama, per una tela ancora più ampia.

Video: 8K a 30 fps e 4K a 120 fps su tutte le fotocamere

Su molti smartphone le funzioni video migliori sono disponibili solo con la fotocamera principale. Passando all’ultra grandangolare o al tele si perdono risoluzione, frame rate o profili professionali. Oppo Find X10 Pro Max elimina questo limite. Per la prima volta su uno smartphone Oppo, tutte e tre le fotocamere posteriori registrano in: 4K a 60 fps, lo standard per video fluidi e di alta qualità; 4K a 120 fps, per rallentatori fluidi alla massima qualità; 8K a 30 fps, per la massima risoluzione e per ritagliare in post-produzione. Si può girare un’intera sequenza alternando ultra grandangolare, principale e tele senza cambiare qualità. È fondamentale per chi monta video, perché le inquadrature restano coerenti. Il Dolby Vision HDR conserva il dettaglio in alte luci e ombre e rende più profonde le scene ad alto contrasto. True Color Camera e LUMO True Image Engine lavorano anche sul video, con la stessa filosofia della foto: colori naturali e toni della pelle fedeli. Qui di seguito un video in slo-motion a 1080p/120 fps.

Grazie a DeepPix la fotocamera principale offre fino a 17 stop di gamma dinamica anche in video. È un valore da cinepresa professionale. Apre nuove possibilità nelle scene ad alto contrasto, che finora erano un limite per gli smartphone. Per metterla alla prova basta passare alla modalità Video, scegliere 4K a 30 o 60 fps, attivare Dolby Vision e restare a zoom 1x. Le scene in cui si vede meglio la differenza sono:

  • controluce diurni: una persona davanti a una finestra luminosa o a un tramonto. Restano visibili sia il viso sia il cielo;
  • notturni con luci forti: insegne, lanterne, centri commerciali o luna park. Le luci non si “bruciano” e le zone scure conservano i dettagli;
  • fiamme e fuochi: falò, fuochi d’artificio o spettacoli con scintille di ferro fuso, con la fonte luminosa ben presente nell’inquadratura.

La serie Find X10 migliora esposizione automatica, bilanciamento del bianco e resa cromatica in video. In pratica ci sono meno variazioni improvvise di luminosità e colore mentre si riprende o si cambia scena. Arriva anche la nuova generazione di Ultra Steady Video. Oltre a stabilizzare il movimento, corregge le rotazioni fino a 5°: ruota e regola leggermente l’inquadratura per compensare l’inclinazione involontaria. È tipica delle riprese a mano libera, quando si cammina o si tiene il telefono storto senza accorgersene. L’orizzonte resta dritto e le riprese più stabili. Si attiva da modalità Video, toccando l’icona delle impostazioni aggiuntive e attivando “Ultra Steady”.

Normalmente un video usa solo una parte del sensore, ritagliata nel formato 16:9. L’Open Gate, tipico delle cineprese professionali, registra invece l’intera area del sensore. In modalità Video Pro, Find X10 Pro Max supporta l’Open Gate su tutte e tre le fotocamere posteriori. Rispetto alla registrazione standard cattura: il 66% in più in verticale; il 25% in più in orizzontale. Il vantaggio è enorme per chi crea contenuti per più piattaforme. Da una sola ripresa si ricava in post-produzione un video orizzontale per YouTube, uno verticale per Reels e TikTok e uno quadrato o 4:5 per il feed, senza perdere parti importanti dell’inquadratura. L’Open Gate supporta anche O Log2, per unire la libertà di inquadratura al color grading professionale. Con l’Open Gate attivo la stabilizzazione elettronica (EIS) si disattiva, perché ha bisogno di un margine di sensore per lavorare. Quella ottica (OIS) resta attiva. Per riprese molto stabili è consigliato un gimbal.

Un profilo Log registra il video in modo “piatto”, con colori spenti e contrasto basso. Non è pensato per essere guardato così, ma conserva il massimo delle informazioni su luci, ombre e colori. Il color grading in post-produzione dà poi al video il look desiderato, con molto più margine rispetto a un video già elaborato. Oppo Find X10 Pro Max supporta O Log2, il profilo Log di seconda generazione di Oppo, in 4K a 60 fps, 4K a 120 fps e 8K a 30 fps.

Il supporto alle LUT 3D semplifica il lavoro. Una LUT è una “ricetta” di colore che trasforma il Log piatto in un look finito. Ci sono due modi di usarla:

  • anteprima LUT in tempo reale: si vede a schermo il grading finale mentre si registra un file Log piatto. Si controlla il risultato senza rinunciare alla gamma dinamica per la post-produzione;
  • LUT applicata al girato: il look viene “cotto” direttamente nel video. Si ottiene un risultato cinematografico pronto da pubblicare, senza passare dal software di montaggio.

Una conseguenza di tutto ciò: Instagram (e non solo)

Un esempio concreto dello sforzo compiuto da Oppo con il Find X10 Pro Max riguarda chi carica video su Instagram. E rileva un problema: la piattaforma comprime molto i file e il video perde nitidezza e dettaglio. Oppo ha lavorato con Meta per ottimizzare la condivisione dalla serie Find X10. I video caricati su Reels e Storie mantengono una qualità quasi senza perdite, preservando il dettaglio del girato originale.

Un altro esempio è dato dalle foto che vi mostriamo qui di seguito, di cui si apprezza ogni sfumatura, il realismo di colore e soprattutto il fatto di poter catturare esattamente l’attimo che si vuole. Spesso e volentieri Oppo Find X10 Pro Max raggiunge lo zero shutter lag, ovvero zero ritardi e latenze, centrando il momento e la foto che si ha in mente. Alla resa dei conti, quello che vi abbiamo descritto può funzionare in due modalità:

  • i fotografi e i videomaker esigenti (per non dire professionisti) trovano nelle mani uno smartphone capace di adattarsi anche alle occasioni più impegnative ed esigenti, con tanti comandi manuali (la modalità Master è eccellente) e le regolazioni necessarie per ottenere il risultato prefissato;
  • gli utenti meno “pro” possono scattare e girare video di alta qualità con livelli professionali ma senza troppo sforzo: un “punta e scatta” di pura eccellenza.

Prestazioni: MediaTek Dimensity 9600 Pro a 2 nm

Find X10 Pro Max è tra i primi smartphone con il MediaTek Dimensity 9600 Pro. Il chip è prodotto con il processo TSMC N2P a 2 nanometri. Un processo più fine significa transistor più piccoli e numerosi, con più prestazioni e meno consumi a parità di lavoro. Il raffreddamento è affidato a una camera di vapore. È un sistema che distribuisce il calore su una superficie ampia e permette al chip di mantenere a lungo le prestazioni massime, senza rallentare per surriscaldamento. È fondamentale per giochi lunghi e registrazioni video in 8K. La memoria è di fascia alta perché i 12 GB di RAM LPDDR5X a 9600 Mbps, tra le più veloci disponibili, mentre i 512 GB di archiviazione UFS 4.1, rapida in lettura e scrittura. Serve per salvare in fretta foto da 200 MP e video 8K.

La CPU usa un’architettura All Big Core, composta solo da core ad alte prestazioni e senza i classici core “piccoli” a basso consumo. I due core principali C2 Ultra arrivano a 4,55 GHz. Secondo MediaTek, rispetto alla generazione precedente: le prestazioni single-core crescono fino al 17%, conta per la reattività dell’interfaccia e l’apertura delle app; le prestazioni multi-core crescono fino al 15%, serve per i lavori pesanti, come l’esportazione di video e l’elaborazione delle foto; l’efficienza energetica multi-core migliora del 61%, a parità di lavoro consuma molto meno. La nuova GPU G2 Ultra NX offre fino al 27% di prestazioni di picco in più, il 24% di efficienza in più alle prestazioni massime e supporta il ray tracing più veloce del 18%. Quest’ultimo simula il comportamento reale della luce, con riflessi, ombre e illuminazione più realistici nei giochi compatibili. Insieme al display a 144 Hz, la GPU è una base solida per i titoli più pesanti.

Il Dimensity 9600 Pro ha una doppia NPU di nuova generazione, cioè due unità dedicate all’intelligenza artificiale:

  • la NPU ad alte prestazioni elabora il “prefill” dei modelli linguistici il 51% più velocemente. Il prefill è la fase in cui il modello legge e capisce la richiesta, quindi risposte più rapide;
  • la Super Efficient NPU è il 40% più efficiente. Gestisce le funzioni AI sempre attive in background, come il riconoscimento delle scene, consumando pochissimo.

È la base di tutte le funzioni IA locali di Find X10 Pro Max, da LUMO Framing all’indicizzazione privata di file e foto in ColorOS 17. Non è un caso che attraverso il menu della Oppo AI si possono aggiornare i modelli LLM presenti sul device da circa 2,6 GB per la gestione di testi e multimediale e da circa 770 MB per la parte fotografica. E anche in termini di benchmark sintetici, il Dimensity 9600 Pro raggiunge agilmente il livello dei SoC più performanti: sfiora i 5 milioni di punti in Antutu 11 e raggiunge con Geekbench 4.188 punti in single core score e 13.415 punti in multi core score. In 3DMark sfiora i 10mila punti. Tutto questo per dire che il chipset del Find X10 Pro Max non teme alcun tipo di utilizzo e, per di più, è gentile sulla batteria e supporta efficacemente l’elaborazione dei modelli IA locali previsti da Oppo. Insomma, una prova di forza di MediaTek e una scelta oculata e azzeccata per Oppo.

Il Dimensity 9600 Pro porta la connettività più recente:

  • Wi-Fi 7: più velocità, latenza più bassa e connessioni più stabili con router compatibili;
  • Bluetooth 6.2: connessioni più efficienti con auricolari, smartwatch e accessori;
  • NFC: per pagamenti contactless e abbinamento rapido;
  • Dual SIM;
  • USB-C 3.2 Gen 1: fino a 5 Gbps via cavo, molto più veloce dell’USB 2.0 di tanti smartphone. È essenziale per spostare sul computer gigabyte di video 8K e foto da 200 MP;
  • 4 microfoni: per un audio video più pulito e chiamate con migliore riduzione del rumore.

Batteria: 7150 mAh al silicio-carbonio

Dalla serie Find X8 Oppo aumenta la capacità delle batterie a ogni generazione, senza aumentare trOppo le dimensioni. La chiave è la tecnologia al silicio-carbonio. Nelle batterie tradizionali l’anodo è in grafite; aggiungere silicio permette di immagazzinare più energia a parità di volume. Oppo ha lavorato anche su un uso più efficiente dello spazio interno. Find X10 Pro Max ha una batteria a doppia cella da 7150 mAh con un contenuto di silicio-carbonio del 25%. La doppia cella permette di ricaricare più velocemente scaldando meno.

Scenario (test di laboratorio Oppo)Autonomia
Streaming YouTube24,6 ore
Streaming TikTok18,0 ore
PUBG MOBILE a 144 fps7,5 ore
Registrazione video 4K a 60 fps5,8 ore

Il silicio tende a dilatarsi durante la ricarica e questo può ridurre la durata della batteria. Oppo ha sviluppato un materiale al silicio-carbonio proprietario, progettato per la longevità. La batteria conserva oltre l’80% della capacità originale dopo cinque anni di uso tipico. Per chi tiene il telefono a lungo è un dato importante quanto la capacità iniziale.

Le batterie al silicio-carbonio possono avere una scarica meno stabile quando la carica è bassa, con il rischio di spegnimenti anticipati. Il chip di gestione PowerCore è stato progettato proprio per stabilizzare la scarica in questa fase. Si può usare tutta la capacità disponibile fino alla fine. Il risultato dichiarato è fino a due giorni di uso tipico con una carica. Ovvero 80 W SUPERVOOC via cavo (pochi minuti di ricarica bastano per ore di utilizzo) e fino a 55 W con caricatori USB PD di terze parti, perché non si è obbligati a usare il caricatore Oppo per avere una ricarica veloce. Un caricatore USB-C PD compatibile, come quello di un portatile, è perfetto. Infine è supportata la 50 W AIRVOOC wireless per la ricarica senza fili veloce e magnetica, con caricatore e cover ufficiali. La ricarica inversa via cavo e wireless permette al Find X10 Pro Max di comportarsi da powerbank per auricolari, smartwatch o un altro smartphone.

ColorOS 17

Find X10 Pro Max arriva con ColorOS 17 basata su Android 17. Oppo la riassume con lo slogan “Silky Smooth. Flow with AI”. Le due direttrici principali di sviluppo hanno riguardato la fluidità (animazioni più naturali, interazioni più reattive e prestazioni che restano costanti nel tempo) e la IA (più personale, proattiva e soprattutto agentica, cioè capace di organizzare, creare e portare a termine compiti, non solo di rispondere).

L’evoluzione della fluidità in ColorOS ha tre tappe. ColorOS 15 ha introdotto le Parallel Animation, cioè più animazioni eseguite in contemporanea. ColorOS 16 ha introdotto le Seamless Animation, transizioni senza interruzioni. ColorOS 17 introduce il Living Flow Design, basato su tre elementi.

Luminous Effect

Il nuovo linguaggio visivo si ispira alle qualità naturali della luce e dei materiali. È più morbido e traslucido. Texture, illuminazione e forme sono studiate per bilanciare due esigenze: trasparenze stratificate per un’interfaccia leggera, e contenuti sempre leggibili. La luce ha anche una funzione pratica: guida l’attenzione. Diffusioni e increspature luminose rispondono al tocco e cambiano in base al contesto. Le interazioni risultano più intuitive e continue. Per vederlo in azione si riproduce un brano su Spotify e si tocca la Fluid Cloud (gli avvisi live) per espanderla. Sulla barra di avanzamento compare un effetto luminoso, che reagisce quando si tocca la vista espansa. Lo stesso effetto guida l’attenzione in sveglie, chiamate in arrivo e Oppo Share.

Fluid Motion

Le transizioni sono più naturali e continue. Gli elementi dell’interfaccia si muovono, si fondono e si trasformano da uno stato all’altro invece di apparire e scomparire. Il miglior esempio è il nuovo Living Clock. L’orologio si ridimensiona e si posiziona liberamente, e il suo aspetto e movimento scorrono senza stacchi tra Always-On Display, schermata di blocco e schermata Home. Accendendo il telefono e sbloccandolo, l’orologio si trasforma in modo fluido da una schermata all’altra. Il nuovo tema meteo Mountain Way mostra sole, pioggia e neve animati in tempo reale, in base alle condizioni meteo effettive.

Flexible Feedback

Gli elementi dell’interfaccia rispondono al tocco con una leggera elasticità e un rimbalzo, come oggetti fisici. Succede, per esempio, con le barre di navigazione delle app di sistema e con i controlli del Centro di controllo. Le interazioni risultano più tattili. Aprendo, chiudendo o cambiando schermata, gli elementi si muovono con tempi leggermente diversi, in base alla velocità e all’intensità del gesto. Un gesto rapido produce un’animazione rapida, uno lento un’animazione più morbida. L’interfaccia sembra “seguire” la mano. Per provarlo si apre il pannello notifiche e si scorre a destra e sinistra verso il Centro di controllo a velocità diverse. Un altro esempio: attivando nelle impostazioni della Home “Allontana due dita nella schermata Home per cancellare i badge delle notifiche”, il gesto di pinch out cancella i badge con un’animazione dedicata.

Luminous Rendering Engine

Dietro la nuova grafica c’è il Luminous Rendering Engine, con una nuova Unified Rendering Architecture. In passato rendering e composizione dell’interfaccia erano gestiti da processi separati, con lavoro duplicato. La nuova architettura li unifica ed elimina le elaborazioni ridondanti. Nelle situazioni chiave i risultati sono: fino al 30% di carico di rendering in meno; fino al 25% di RAM in meno usata per il rendering. Il margine guadagnato viene usato per effetti visivi più ricchi, come trasparenze, luci e animazioni, senza perdere reattività anche sotto carico.

Laminar Flow Engine

Il Laminar Flow Engine è il nuovo motore di gestione delle risorse. Si basa sull’Adaptive Scheduling Architecture di Oppo e coordina meglio il lavoro delle app in primo piano e in background. Gestisce anche la RAM in modo più efficiente quando si passa da un’attività all’altra.

Il dato sulle app in background significa meno ricaricamenti: tornando a un’app aperta prima, la si ritrova dove la si era lasciata. Il dato più significativo è l’ultimo. Molti smartphone rallentano con il tempo, soprattutto quando la memoria si riempie. In test che simulano sei anni di uso reale, con l’archiviazione piena al 90%, ColorOS 17 mantiene oltre il 90% della fluidità iniziale.

Indicatore (rispetto a ColorOS 16)Miglioramento
Stabilità nell’avvio delle appfino al 55%
Caricamento delle miniature in Galleria al primo accessofino al 50% più veloce
App mantenute in backgroundoltre il 25% in più
Fluidità dopo sei anni simulati, con memoria piena al 90%oltre il 90% di quella iniziale

OPPO AI in ColorOS 17: dall’assistente all’agente

AI Mind Pilot è il centro dell’AI di ColorOS 17. Riunisce in un’unica interfaccia alcuni dei principali modelli e servizi AI, tra cui Gemini, Perplexity e ChatGPT. Li collega alla base di conoscenza personale salvata in AI Mind Space per confrontare le risposte di più modelli sulla stessa domanda e verificarne l’affidabilità. Inoltre, le risposte possono attingere ai propri contenuti salvati in AI Mind Space, quindi sono più pertinenti e personalizzate. La grande novità di ColorOS 17 è l’Agent Mode. L’AI passa dal rispondere al fare: lavora direttamente su file e foto del telefono e porta a termine compiti con una semplice richiesta in linguaggio naturale.

Prendiamo l’organizzazione di un viaggio. Biglietti aerei, prenotazioni dell’hotel, ristoranti e ingressi ai musei sono già sul telefono, ma sparsi tra Download, allegati email e cartelle diverse, con nomi come “document(3).pdf”. Con una sola richiesta AI Mind Pilot: trova i file pertinenti, leggendone il contenuto e non solo il nome; li raccoglie in un’unica cartella; li rinomina in base a contenuto e data, per esempio “2026-11-03 Volo Milano-Lisbona”. Poi può andare oltre e creare qualcosa di nuovo. Può generare un itinerario di viaggio dai file locali, oppure unirli a informazioni trovate online per produrre contenuti pronti all’uso, come una pagina web o una presentazione.

Dopo il viaggio la galleria contiene migliaia di foto. Invece di scorrerle una per una basta chiedere ad AI Mind Pilot di: trovare le foto di quel viaggio; organizzarle in album per luogo, persona o altri criteri. Si può anche descrivere una foto che si ricorda di aver scattato, farla trovare e passare subito all’azione. Per esempio: “trova la foto del faro al tramonto e trasformala nella copertina del mio vlog”. Ricerca, organizzazione e creazione avvengono in un unico flusso.

Agent Mode supporta ChatGPT e Manus. Oppo offre una quota di utilizzo gratuita per iniziare. Poi si può collegare il proprio account ChatGPT o Manus e usare il proprio piano, oppure acquistare utilizzo aggiuntivo. Il supporto di Manus per file e foto locali arriverà con un aggiornamento successivo. La gestione della privacy è un punto centrale. I modelli on-device analizzano e indicizzano i contenuti direttamente sul telefono. Per cercare, organizzare e rinominare file e foto, gli originali non vengono inviati a modelli AI di terze parti. Se un’attività richiede davvero il caricamento su un servizio AI esterno, AI Mind Pilot chiede prima l’autorizzazione esplicita. L’utente decide sempre quali dati condividere e per cosa.

OSee: punta la fotocamera e ottieni risposte

OSee è un’app autonoma basata su ColorOS Visual AI e sul riconoscimento intelligente delle scene. Si inquadra qualcosa con la fotocamera e OSee capisce il contesto, poi mostra una scheda intelligente con informazioni, strumenti o servizi pertinenti. Cosa può fare:

  • piante e animali: li riconosce e mostra informazioni;
  • cibo: lo analizza e mostra i valori nutrizionali;
  • QR code, link a app e link web: li riconosce e propone l’azione corrispondente;
  • AI Scan: digitalizza documenti cartacei;
  • AI Menu Translation: traduce i menù al ristorante, utile in viaggio.

Private Computing Cloud

Alcune funzioni AI richiedono la potenza del cloud. In questi casi i dati sono protetti dal Private Computing Cloud (PCC), che combina hardware sicuro e tecnologie avanzate per proteggere i dati personali durante l’elaborazione. ColorOS 17 aggiunge due novità:

  • PCC Transparency Report. È un registro sul dispositivo che annota quali servizi AI sono stati usati e quando. Si può consultare o esportare in qualsiasi momento. La sua autenticità si verifica con un servizio basato su blockchain, che garantisce che il registro non sia stato alterato. Si trova in Impostazioni > OPPO AI > Private Computing Cloud Transparency Report.
  • Sicurezza post-quantistica. I futuri computer quantistici potrebbero violare gli algoritmi di cifratura attuali. Per prevenire il rischio, i dati tra telefono e cloud sono protetti da una doppia cifratura basata su algoritmi post-quantistici.

Verdetto: il cameraphone più coerente di Oppo

Oppo Find X10 Pro Max non insegue il numero più alto su ogni singola voce della scheda tecnica: non è un pacchetto di specifiche ma frutto di una attenta scelta delle componenti. Punta sulla coerenza. Ha tre sensori da 200 MP, la stessa resa cromatica su ogni focale e funzioni video professionali su tutti gli obiettivi. E c’è un’elaborazione che rispetta la scena invece di reinventarla. Attorno alla fotocamera c’è uno smartphone completo. Il display BT.2020 è tra i migliori in circolazione, l’autonomia arriva a due giorni senza rinunciare ad alcun tipo di utilizzo e le certificazioni di resistenza sono al top. ColorOS 17 è fluida e matura, e la sua AI compie un vero passo avanti, dal rispondere al fare. In Italia, però, parte di queste funzioni arriverà più tardi. È lo smartphone ideale per fotografi, videomaker e content creator che vogliono un unico device per scattare, girare e montare. Ma anche a chi cerca uno smartphone potente in tutto, versatile e semplice da usare ma capace di garantire risultati eclatanti. È adatto anche a chi cerca un top di gamma senza compromessi su schermo e batteria ed è disposto a pagarne il prezzo.

Pro e contro

Pro

  • Tre fotocamere da 200 MP con qualità coerente su tutte le focali
  • Elaborazione naturale del LUMO True Image Engine, senza eccessi di nitidezza e HDR
  • Fino a 17 stop di gamma dinamica con DeepPix
  • 8K e 4K a 120 fps, O Log2 e Open Gate su tutte le fotocamere posteriori
  • Display BT.2020 da 3.600 nit con PWM a 3840 Hz
  • Batteria da 7150 mAh con oltre l’80% di capacità dopo cinque anni
  • Certificazioni IP66, IP68 e IP69
  • Ricarica 80 W via cavo e 50 W wireless
  • ColorOS 17 fluida, con Agent Mode attento alla privacy

Contro

  • Diverse funzioni AI non ancora disponibili in Europa: AI Photo Agent, Long-doc Capture, Link Capture, AI Call Guard
  • Agent Mode con uso gratuito limitato, poi a pagamento
  • Prezzo atteso molto alto

Oppo Find X10 Pro Max: specifiche tecniche

Caratteristiche tecniche
Dimensioni161,32 × 76,57 × 8,40 mm
Peso228 g (Titanium Grey), 226 g (Luna White)
ResistenzaIP66, IP68, IP69; SGS cinque stelle anti-caduta
Display6,78″ LTPO AMOLED, 2772 × 1272 px, 450 ppi, 1-120 Hz (144 Hz nei giochi), 10 bit, BT.2020, Dolby Vision
Luminosità800 nit tipici, 2.000 nit HBM, 3.600 nit picco HDR, 1 nit minimo
DimmingPWM 3840 Hz (≤ 70 nit), DC Dimming (> 70 nit)
ProcessoreMediaTek Dimensity 9600 Pro, TSMC 2 nm
Memoria12 GB LPDDR5X (9600 Mbps), 512 GB UFS 4.1
Fotocamera principale200 MP ISOCELL HPC 1/1,3″, 24 mm, f/1.5, OIS, DeepPix
Ultra grandangolare200 MP ISOCELL HP5 1/1,56″, 13 mm, f/2.2, AF, macro 4 cm
Teleobiettivo200 MP ISOCELL HP5 1/1,56″, periscopico 70 mm, f/2.1, OIS, macro 10 cm
True Color Cameramultispettrale 24 canali, 3,2 M pixel, f/2.4, 95°
Fotocamera frontale50 MP ISOCELL JN5 1/2,75″, 18 mm, f/2.0, AF, 100°
Video8K 30 fps, 4K 120/60 fps su tutte le posteriori, Dolby Vision, O Log2, Open Gate
Batteria7150 mAh, silicio-carbonio, doppia cella
Ricarica80 W SUPERVOOC, 55 W USB PD, 50 W AIRVOOC wireless, inversa cablata e wireless
ConnettivitàWi-Fi 7, Bluetooth 6.2, NFC, Dual SIM, USB 3.2 Gen 1
Audiospeaker stereo simmetrici, 4 microfoni
Sbloccoimpronte a ultrasuoni 3D
Sistema operativoColorOS 17 basata su Android 17
ColoriTitanium Grey, Luna White