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TIM approva il bilancio 2023, conferma Labriola e punta sulla cessione di Netco e Sparkle

Secondo fonti informate, interpellate da Bloomberg, Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM, avrebbe sconfitto il tentativo di un gruppo di azionisti di spodestarlo all’assemblea generale annuale dell’operatore telefonico, poiché il maggiore investitore della società, ossia Vivendi, si è astenuto dal voto. Gli investitori hanno sostenuto l’amministratore delegato Pietro Labriola e la sua lista di candidati per il consiglio. Il voto segna una vittoria significativa per Pietro Labriola, che è il principale artefice della prevista vendita della infrastruttura di rete di TIM, denominata Netco, al consorzio capitanato da KKR con accordo del valore di circa 19 miliardi di euro. Cessione che mira a ridurre drasticamente il debito della compagnia aerea. E Labriola è anche dietro le quinte della cessione di Sparkle, che gestisce i cavi subacquei di TIM, a un altro consorzio nel quale è inclusa Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per volontà del Governo Meloni. Il risultato dell’assemblea degli azionisti probabilmente accelererà il processo di vendita delle due suddette entità, in attesa dell’approvazione definitiva delle Authority europee.

Vivendi, che possiede una quota del 24% in Telecom Italia, da mesi si oppone tenacemente alla vendita e ha dichiarato che non accetterà alcuna offerta inferiore a 30 miliardi di euro. TIM lotta da anni per ridurre il debito e adattarsi ad un mercato sempre più competitivo. Nel 2023, la società ha annunciato un piano per vendere la propria rete fissa in quello che sarebbe uno dei più grandi accordi infrastrutturali in Europa. Il ministro delle Finanze italiano Giancarlo Giorgetti ha dichiarato all’inizio di aprile che il piano sostenuto dal governo per Telecom Italia è “l’unico realistico”.

Questa l’analisi, i fatti sono come segue. L’Assemblea ordinaria degli Azionisti di TIM si è riunita nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legge n. 18/2020 e successive modificazioni – ovvero senza la presenza fisica dei soci – con la partecipazione di circa il 50,77% del capitale ordinario della Società.

L’Assemblea:

ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2023 di TIM S.p.A., che si è chiuso con una perdita netta pari a 995 milioni di euro, coperta mediante integrale utilizzo della Riserva da sovrapprezzo azioni e prelievo dalla Riserva legale (con oltre il 52% di voti favorevoli);
non ha approvato la relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, per entrambe le sezioni (punto 2.1 dell’Ordine del Giorno con il 41,98% dei voti favorevoli, contrario il 7,84%, astenuti 50,08%; punto 2.2 dell’Ordine del Giorno con il 42,35% dei voti favorevoli, contrari 7,45% e astenuti 50,09%);
ha nominato un Consiglio di Amministrazione di 9 componenti per il triennio 2024-2026 (fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026), determinando in euro 1.300.000 annui lordi il compenso complessivo massimo dell’intero organo (esclusi i Consiglieri investiti di speciali cariche), la cui ripartizione verrà decisa dal nuovo Board;
ha nominato il nuovo Collegio Sindacale per il triennio 2024-2026 (fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026);
non ha approvato le modifiche al Piano di Stock Options 2022-2024 proposte dal Consiglio di Amministrazione uscente (con il 45,97% dei voti favorevoli, il 3,72% di voti contrari e il 50,21% di astenuti);
vista la delibera di copertura della perdita d’esercizio 2023 mediante utilizzo di riserve in parte oggetto in sospensione d’imposta, non ha approvato la proposta di riduzione delle corrispondenti poste di patrimonio netto in via definitiva, escludendone la successiva ricostituzione, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2430 del codice civile (con il 49,81% dei voti favorevoli, lo 0,03% di contrari e il 50,1% di astenuti).

Per la nomina del Consiglio di Amministrazione la lista di maggioranza, con circa il 48,97% dei voti, è risultata quella presentata dal Consiglio di Amministrazione uscente, da cui sono stati pertanto tratti i seguenti 6 Amministratori:

  1. Alberta Figari (indicata come Presidente)
  2. Pietro Labriola (indicato come Amministratore Delegato)
  3. Giovanni Gorno Tempini
  4. Paola Camagni
  5. Federico Ferro Luzzi
  6. Domitilla Benigni

Dalla lista depositata da Merlyn Partners SCSp, che ha ottenuto il 2,38% dei voti, sono stati tratti i seguenti amministratori:

  1. Umberto Paolucci
  2. Stefano Siragusa

Dalla lista depositata da Bluebell Capital Partners Limited, nella qualità di gestore del fondo Bluebell Equity Master Fund ICAV che ha ottenuto l’1,01% dei voti, è stata tratta la seguente candidata:

  1. Paola Giannotti De Ponti

Gli Amministratori i cui nomi sono contrassegnati con asterisco hanno dichiarato il possesso dei requisiti di indipendenza.

Quanto al Collegio Sindacale:

la lista presentata da Vivendi S.E. ha ottenuto il 75,39% dei voti e si è dunque qualificata come lista di maggioranza
la lista presentata da un gruppo di gestori di fondi e SICAV ha ottenuto oltre il 17,63% dei voti.
Il candidato indicato per primo tra i Sindaci effettivi della lista di minoranza, Francesco Fallacara, è stato nominato, ai sensi di legge e di Statuto, Presidente dell’organo di controllo.

Il Collegio Sindacale risulta dunque composto come segue:

Sindaci effettivi:

  1. Francesco Fallacara – Presidente
  2. Anna Doro
  3. Massimo Gambini
  4. Francesco Schiavone Panni
  5. Mara Vanzetta

Sindaci supplenti:

  1. Massimiliano Di Maria
  2. Laura Fiordelisi
  3. Paolo Prandi
  4. Carlotta Veneziani

L’Assemblea ha fissato gli emolumenti del Collegio Sindacale in 135 mila euro lordi annui per il Presidente, 95 mila euro lordi annui per ciascun Sindaco effettivo e 15 mila euro lordi annui aggiuntivi per il Sindaco effettivo chiamato a far parte dell’Organismo di Vigilanza. I curricula vitae di Amministratori e Sindaci sono disponibili sul sito internet della Società www.gruppotim.it, nella sezione dedicata all’odierna Assemblea. Come per prassi, il Consiglio di Amministrazione si riunirà per l’accertamento dei requisiti e il conferimento delle cariche.

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