Intel cambia (ancora): le Cpu tornano con la Ram esterna, troppo costose. In bilico le Gpu per desktop

Intel sta annullando uno dei più grandi cambiamenti migliorativi apportati alle Cpu per notebook degli ultimi anni. Con la generazione di chip Lunar Lake (Intel Core Ultra, destinati ai Copilot+ Pc e Pc AI), presentati a giugno e che hanno iniziato a essere presenti sui notebook dalle scorse settimane, Intel ha proposto una architettura diversa per le Cpu. Di fatto la Ram è stata inserita nel package del processore e non era più ospitata in memory stick esterne. Ebbene, nemmeno sei mesi di vita di questa idea che il ceo di Intel Pat Gelsinger ha spiegato, durante la chiamata di discussione dei risultati finanziari del trimestre che si è concluso a fine settembre, che questa scelta costruttiva si è rivelata un errore finanziario e Intel non lo farà più. Una idea ottima e che ha portato un boost di prestazioni abbandonata per questioni di costi. E per lo stesso motivo potrebbero essere eliminate le Gpu per desktop.

Quindi le future generazioni di chip Intel, tra cui Panther Lake e Nova Lake, non avranno memoria integrata. “Non è un buon modo di gestire l’attività, quindi per noi è davvero un caso isolato con Lunar Lake” – ha detto Gelsinger durante la conference call sui guadagni del terzo trimestre 2024 di Intel, come notato da VideoCardz – “Lo costruiremo in un modo più tradizionale con memoria off-package e capacità di CPU e I/O nel package. Ma la memoria di volume sarà off-package nella roadmap futura”. Ci viene solo da dire: che peccato. Che peccato che questa soluzione così ottimale sia abbandonata. Che peccato che Intel nell’ultimo anno stia continuamente cambiando i progetti in corso d’opera.

Per di più, Intel non ci fa una bella figura perché l’azienda in occasione della presentazione delle Cpu Core Ultra della serie Lunar Lake ha approfondito e pubblicizzato i vantaggi di avere integrato la Ram all’interno dell’architettura del chip sostenendo che si tratta di un vantaggio competitivo in termini di durata della batteria dei notebook, vantandosi del fatto che riduceva del 40% il consumo energetico dovuto allo spostamento dei dati nel sistema. Ma durante la conference call sui risultati finanziari, Gelsinger ha lasciato intendere che Lunar Lake avrebbe dovuto essere più un esperimento, piuttosto che il fulcro degli sforzi di Intel nel settore dei notebook, come è diventato in seguito. Francamente c’è confusione tra quanto detto prima e quanto si apprende ora. Ossia, secondo le dichiarazioni del ceo di Intel:

“Lunar Lake è stato inizialmente progettato per essere un prodotto di nicchia che volevamo raggiungere le massime prestazioni e una grande capacità di durata della batteria e poi sono arrivati i Pc AI. E con i Pc AI è passato dall’essere un prodotto di nicchia a un prodotto di volume piuttosto elevato”.

Ci sembra una necessità attuale e sentita da tutti, anche osservando come si stanno evolvendo i notebook in senso generale, che questi Pc debbano bilanciare al meglio le prestazioni e l’autonomia della batteria. I Macbook basati su Apple Silicon (i chip della serie M) hanno proposto un benchmark innovativo nel mondo dei pc portatili e non è un caso che tutti gli attori del mondo Windows (da Microsoft a Qualcomm, Amd e Intel) si siano affrettati a creare nuove piattaforme (leggasi Copilot+ PC) e a rivoluzionare le Cpu per ottenere un risultato equivalente. Eppure i Core Ultra basati su Lunar Lake sono diventati un problema più che una opportunità per Intel perché l’azienda si è affidata troppo a partner esterni per i chip di memoria e per i wafer, che afferiscono alla rivale Tsmc. Lo scorso trimestre, quando Intel ha annunciato i suoi licenziamenti di massa e la ristrutturazione, il Cfo di Intel ha rivelato che Lunar Lake era troppo costoso per poter aiutare a risollevare le sorti di Intel. Gelsinger conferma che Lunar Lake non ha spedito 100 milioni di unità o qualcosa del genere, ma è diventato “una parte significativa del nostro mix totale”. E da qui nasce il mancato equilibrio tra costi e ricavi.

E poi sembra piovere sul bagnato, perché sembra che gli sforzi di Intel per le Gpu destinate ai destkop siano ora visti allo stesso modo di Lunar Lake: come un esperimento fallito a livello finanziario. Gelsinger afferma di essere concentrato sulla semplificazione dei prodotti di consumo dell’azienda e le schede grafiche/chip dedicati sono apparentemente ferme al palo. Ha detto:

“Come gestiamo la grafica? Sta diventando sempre più grande, con capacità grafiche integrate, quindi c’è meno bisogno di grafica discreta sul mercato in futuro”.

Se Intel dovesse tagliare le linee di Gpu, non sarebbe una grande sorpresa: la sua iniziativa sulla grafica per il gaming ha avuto un successo molto limitato con schede standalone ed è riuscita a inserirsi solo nella fascia ultra-economica del mercato. Nella quale Amd ha una leadership riconosciuta. Ma sarebbe un peccato se Intel non riuscisse mai ad andare oltre la lettera A, Alchemist (l’attuale Gpu), e Battlemage non vedesse la luce (è la Gpu discreta di Intel). C’è da dire che gli sforzi di Intel per la grafica Arc, incluso Battlemage, sono arrivati a un livello elevato per il reparto grafico integrato nei chipset per notebook.