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Amazon strenua difesa del programma Prime negli Usa contro l’attacco delle FTC

Amazon, il gigante delle vendite online, sale sulle barricate nel processo contro le accuse della FTC (Federal Trade Commission, l’Antritrust degli Stati Uniti, ndr), negando duramente di aver ingannato milioni di abbonati al suo servizio Amazon Prime. Di più: ha chiesto al giudice della Corte di Seattle di respingere la causa intentata nei propri confronti.

Amazon: la difesa del servizio Prime

Gli avvocati di Amazon hanno esortato il giudice distrettuale americano John Chun a respingere le affermazioni della FTC secondo cui la società avrebbe indotto con l’inganno i consumatori a iscriversi a Prime e avrebbe reso loro difficile la cancellazione. A giugno la FTC ha citato in giudizio il gruppo fondato da Jeff Bezos per presunte pratiche ingannevoli. Nella sua dichiarazione, Amazon ha affermato di “aver divulgato in modo prominente e ripetuto” i termini chiave – inclusi prezzo e rinnovo automatico – ai clienti Prime”. Il colosso dell’e-commerce ha anche accusato la FTC di cercare di punire l’azienda attraverso “concetti non definiti” come progetti di siti web “manipolatori”. Inoltre, un portavoce di Amazon – in una nota – ha affermato che i processi di registrazione e cancellazione di Prime “sono chiari e semplici per definizione” e “hanno sempre soddisfatto uno standard per i clienti ben al di sopra dei requisiti legali”.

L’azione della FTC

La causa fa parte della stretta normativa e di applicazione dell’amministrazione Biden nei confronti delle grandi aziende tecnologiche. In un caso separato, la FTC a settembre ha accusato Amazon di violare la legge antitrust statunitense nelle pratiche commerciali che impediscono ai commercianti di offrire prezzi inferiori a quelli di Amazon. Anche quel caso è pendente presso il tribunale di Chun a Seattle. La FTC ha affermato che Amazon “sotto una sostanziale pressione” dell’ente regolatore del mercato ha cambiato il suo processo di cancellazione in aprile, prima che l’agenzia intentasse la causa. Il reclamo affermava che “…Amazon richiede ancora cinque clic sul desktop e sei sui dispositivi mobili affinché i consumatori possano annullare l’abbonamento ad Amazon.com”. Al riguardo, un processo senza giuria di 10 giorni sul caso è previsto per febbraio 2025.

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