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Amazon e l’accusa di violazione della concorrenza: la FTC Usa chiede alla corte di Seattle di valutare la cessione di un asset

La FTC (Federal Trade Commission degli Usa, ossia l’ente Antitrust) ha intentato una causa contro Amazon.com e ha chiesto alla corte di prendere addirittura in considerazione l’idea di costringere il colosso di Seattle dell’e-commerce a vendere un suo asset per mettere fine a una posizione dominante e di concorrenza sleale.

FTC: un’indagine durata quattro anni

La causa arriva dopo anni di denunce secondo cui Amazon e altri giganti della tecnologia avrebbero abusato del loro dominio nella ricerca, nei social media e nella vendita online. La causa, alla quale hanno aderito 17 procuratori generali statali, fa seguito a un’indagine durata quattro anni e ad azioni legali federali intentate contro Google di Alphabet e Facebook che fa capo a Meta. “La FTC e i suoi partner statali affermano che le azioni di Amazon le consentono di impedire a rivali e venditori di abbassare i prezzi, degradare la qualità per gli acquirenti, sovraccaricare i venditori, soffocare l’innovazione e impedire ai rivali di competere lealmente”, ha affermato l’Autorità Usa che regola il mercato in una nota. Inoltre, ha dichiarato che avrebbe chiesto al tribunale di emettere un’ingiunzione permanente che ordini ad Amazon di porre fine alla sua condotta illegale. La causa è stata intentata presso il tribunale federale di Seattle, dove ha sede il gruppo fondato da Jeff Bezos. La denuncia della FTC chiedeva alla corte di prendere in considerazione “qualsiasi provvedimento preliminare o permanente equo, incluso ma non limitato a un provvedimento strutturale, necessario per ripristinare una concorrenza leale”.

Amazon replica alle accuse

Amazon ha affermato che la causa della FTC era sbagliata e avrebbe danneggiato i consumatori andando cioè a determinare prezzi più alti e consegne più lente pe ri prodotti. David Zapolsky, consigliere generale del leader delle vendite online, ha detto: “Le pratiche che la FTC sta sfidando hanno contribuito a stimolare la concorrenza e l’innovazione nel settore della vendita al dettaglio e hanno prodotto una maggiore selezione, prezzi più bassi e velocità di consegna più elevate per i clienti Amazon e maggiori opportunità per le numerose aziende che vendono nel nostro marketplace”. La FTC ha affermato che Amazon, fondata nel 1994 e con un valore di oltre 1 trilione di dollari, ha punito i venditori che cercavano di offrire prezzi inferiori a quelli di Amazon rendendo difficile per i consumatori trovare il venditore sulla piattaforma di Amazon. Altre accuse dicono che il gruppo di Seattle ha dato la preferenza ai propri prodotti sulle sue piattaforme rispetto ai concorrenti.

L’azione dell’Antitrust Usa contro le Big Tech

La presidente della FTC Lina Khan ha affermato che Amazon ha utilizzato tattiche illegali per respingere le aziende che si sarebbero sollevate per sfidare il suo monopolio. Queste le sue parole: “Amazon sta ora sfruttando questo potere monopolistico per danneggiare i suoi clienti, sia le decine di milioni di famiglie che fanno acquisti sulla sua piattaforma, sia le centinaia di migliaia di venditori che la utilizzano per raggiungerli”. Ovviamente, l’iniziativa della FTC è stata accolta con favore dai critici del colosso dell’e-commerce. Stacy Mitchell dell’Institute for Local Self. -Reliance, che ha spinto il governo ad agire contro Amazon, ha evidenziato: “Nessuna azienda ha mai centralizzato così tanto potere in così tanti settori cruciali. Se lasciato senza controllo, il potere di dettatura e di controllo di Amazon minaccia lo stato di diritto e la nostra capacità di mantenere mercati aperti e governati democraticamente”. La necessità di agire contro le Big Tech è stata una delle poche idee su cui democratici e repubblicani si sono trovati d’accordo. Durante l’amministrazione Trump, terminata nel 2021, il Dipartimento di Giustizia e la FTC hanno aperto indagini su Google, Facebook, Apple e Amazon. Il Dipartimento di Giustizia ha citato in giudizio Google due volte: la prima sotto il repubblicano Donald Trump per quanto riguarda la sua attività di ricerca e la seconda sulla tecnologia pubblicitaria da quando il presidente democratico Joe Biden è entrato in carica. La FTC ha citato in giudizio Facebook durante il periodo di Donald Trump alla Casa Bianca e la causa è proseguita anche sotto l’amministrazione di Joe Biden.

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