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Amazon: il gigante del commercio elettronico sotto i riflettori dell’Unione Europea. Tre i temi: l’uso di dati sui venditori del mercato non pubblico e l’accesso alla sua Buy box e al suo programma Prime. Tre temi sui quali il colosso e-commerce si è impegnato come evidenziato dalle autorità di regolamentazione dell’Unione. La decisione di Amazon arriva alla conclusione di una doppia indagine condotta dagli organismi di Bruxelles, che potrebbe determinare una sanzione molto pesante- addirittura fino al 10% del suo fatturato – dal momento che avrebbe violato le regole di concorrenza comunitaria. Non solo. La Commissione Europea ha evidenziato che fino al prossimo 9 settembre i competitor e i clienti di Amazon sono invitati a dare un riscontro alla proposta delineata dal colosso del commercio online. Solo successivamente verrà valutata l’opzione di accettare le “promesse” e concludere le indagini.

Le indagini della Commissione Ue

Era il 17 luglio 2019 quando la Commissione avviava un’indagine formale per valutare se l’ utilizzo da parte di Amazon di dati non pubblici di dettaglianti indipendenti che vendono sul proprio mercato violasse le norme dell’Ue in materia di concorrenza. Il 10 novembre 2020 la Commissione ha pubblicato una comunicazione degli addebiti in cui delineava la sua opinione preliminare secondo cui Amazon non dovrebbe fare affidamento sui dati aziendali dei venditori indipendenti per calibrare le sue decisioni di vendita al dettaglio, poiché ciò distorce la concorrenza leale sulla sua piattaforma e impedisce una concorrenza effettiva. Parallelamente, la Commissione ha aperto una seconda indagine su altri temi:

·      Buy Box di Amazon, che mostra in modo visibile l’offerta di un singolo venditore e consente di acquistare rapidamente i prodotti facendo clic direttamente su un pulsante di acquisto;

·      Il programma Prime di Amazon, che offre servizi premium ai clienti a un canone mensile o annuale e consente ai venditori indipendenti di vendere ai clienti Prime a determinate condizioni.

La Commissione ha rilevato preliminarmente che le regole e i criteri per Buy Box e Prime favoriscono indebitamente le attività di vendita al dettaglio di Amazon, nonché i venditori sul mercato che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon. Questo pregiudizio può danneggiare altri venditori del mercato, i loro corrieri indipendenti, altri mercati, nonché i consumatori che potrebbero non visualizzare le migliori offerte.

Amazon e le proposte di intervento offerte alla Commissione

Per affrontare i problemi di concorrenza della Commissione in relazione a entrambe le indagini, Amazon ha offerto i seguenti impegni. Per quanto riguarda i dati dei venditori sul mercato, Amazon si impegna ad astenersi dall’utilizzare dati non pubblici relativi o derivati dalle attività dei venditori indipendenti sul proprio mercato, per le sue attività di vendita al dettaglio in concorrenza con tali venditori. Ciò si applicherebbe sia agli strumenti automatizzati di Amazon che ai dipendenti che potrebbero utilizzare in modo incrociato i dati di Amazon Marketplace, ai fini delle decisioni di vendita al dettaglio. I dati rilevanti riguarderebbero sia i dati individuali che aggregati, come condizioni di vendita, ricavi, spedizioni, informazioni relative all’inventario, dati sulle visite dei consumatori o prestazioni del venditore sulla piattaforma. Amazon si impegna a non utilizzare tali dati allo scopo di vendere prodotti di marca e prodotti a marchio del distributore. In relazione alla Buy Box, Amazon si impegna ad applicare parità di trattamento a tutti i venditori nella graduatoria delle loro offerte ai fini della selezione del vincitore della Buy Box e anche a mostrare una seconda offerta concorrente al vincitore della Buy Box se esiste una seconda offerta sufficientemente differenziata dalla prima per prezzo e/o consegna. Entrambe le offerte visualizzeranno le stesse informazioni descrittive e forniranno la stessa esperienza di acquisto. Ciò migliorerà la scelta del consumatore.

A proposito di Amazon Prime

Per quel che concerne invece il servizio Prime, ecco gli impegni assunti da Amazon:

·      stabilire condizioni e criteri non discriminatori per la qualificazione dei venditori sul mercato e delle offerte a Prime;

·      consentire ai venditori Prime di scegliere liberamente qualsiasi vettore per i loro servizi logistici e di consegna e negoziare i termini direttamente con il vettore di loro scelta;

·      non utilizzare alcuna informazione ottenuta tramite Prime in merito ai termini e alle prestazioni di vettori terzi, per i propri servizi logistici. Questo per garantire che i dati dei corrieri non fluiscano direttamente ai servizi logistici concorrenti di Amazon.

La Commissione Ue ha sottolineato inoltre che gli impegni offerti coprono tutti i mercati attuali e futuri di Amazon nello Spazio economico europeo. Escludono l’Italia per gli impegni relativi a Buy Box e Prime in vista della decisione del 30 novembre 2021 dell’Autorità garante della concorrenza italiana che già imponeva rimedi ad Amazon per quanto riguarda il mercato italiano. E ancora. Tali impegni rimarrebbero in vigore per cinque anni. La loro attuazione sarebbe controllata da un fiduciario incaricato del monitoraggio che riferirebbe regolarmente alla Commissione.

La posizione di Amazon

Di seguito riportiamo la dichiarazione di Amazon: “Sebbene abbiamo una seria preoccupazione che il Digital Markets Act prenda di mira ingiustamente Amazon e poche altre società statunitensi e non siamo d’accordo con diverse conclusioni tratte dalla Commissione Europea, ci siamo impegnati in modo costruttivo con la Commissione per prendere in considerazione le loro preoccupazioni e preservare la nostra capacità di servire i clienti europei e le oltre 185.000 piccole e medie imprese europee che vendono attraverso i nostri negozi. Nessuna azienda più di Amazon ha a cuore le piccole imprese o ha fatto più di noi per supportarle negli ultimi due decenni”.