playit

Dave Clark, ceo della divisione consumer di Amazon, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico nella piattaforma leader del commercio elettronico. E lo ha fatto con un post su Twitter. Dopo l’addio della numero due di Meta, Sheryl Sandberg (storico braccio destro di Mark Zuckerberg che ha lasciato l’incarico di chief operating officer dopo 14 anni) “salta” un altro nome eccellente nel panorama delle Big Tech statunitensi e globali, e cioè all’interno di Amazon.

Amazon e il peso dei magazzini

Non è un mistero che il ceo globale, Andy Jassy di Amazon (designato da Jeff Bezos), sia impregnato alla definizione di significativi e rilevanti cambiamenti proprio nella Divisione Consumer. Il colosso dell’e-commerce, durante il periodo della pandemia, aveva raggiunto una dimensione significativa dell’azienda, sotto ogni profilo. Amazon così si è ritrovata con ingenti spazi di magazzino occupati per fare fronte alle crescenti vendite online (specialmente nei mesi di lockdown) che hanno richiesto opportuni alloggiamenti e stoccaggi dei prodotti. Ma ora che i flussi sono drasticamente scesi e che (seppur con non poche difficoltà) il commercio e i consumi non sono più solo in versione digitale, Amazon deve fare di conto. I dati del primo trimestre 2022 non erano stati particolarmente brillanti: il profitto era apparso debole. Al contempo il colosso di Seattle ha cominciato a subaffittare migliaia e migliaia di metri quadrati di spazio di magazzino per ridurre gli oneri e provare a incamerare qualche dollaro per bilanciare i costi. Indubbiamente, l’attività di e-commerce è la principale fonte di reddito dell’azienda: l’emblema per la stessa Amazon. Ma non è un mistero che abbia dovuto faticare per diventare tangibilmente redditizia. Ora, con l’uscita da Dave Clarke vedremo quali strategie verranno abbracciate.