Stretta del Governo su alcuni temi scottanti che coinvolgono il web e i social. Al centro dell’attenzione i saldi, il secondary ticketing, le false recensioni e le pratiche commerciali scorrette. L’esecutivo ha dato il via libera a un decreto legislativo che attua nell’ordinamento italiano la Direttiva Ue 2019/2161 e che è stato accolto con diffuso consenso da parte delle associazioni dei consumatori. Il Governo ha messo a punto una serie di dispositivi volti a mettere ordine su alcune materie che da tempo “colpiscono” i cittadini e i consumatori. A cominciare dall’annoso capitolo dei saldi (ormai a chiusura delle festività natalizie da inizio gennaio ripartirà la giostra). Per anni le associazioni dei consumatori hanno evidenziato che alcuni commercianti decidevano di alzare i prezzi al pubblico prima dell’applicazione della percentuale di sconto. Ora, per qualsiasi prodotto in saldo sarà indispensabile indicare il prezzo praticato negli ultimi 30 giorni, così da bloccare sconti fasulli e finte campagne promozionali. Non solo. Sarà considerata “pratica ingannevole” la cosiddetta “dual quality product”, secondo la quale avviene la promozione di un bene, in uno Stato membro dell’Unione Europea, presentato identico a un bene commercializzato in altri paesi, ma differente per composizione o caratteristiche.
Web e social: le pratiche commerciali scorrette
Il decreto del Governo accende poi i riflettori sulla questione delle pratiche commerciali scorrette. E chiarisce che saranno ingannevoli la mancata chiara indicazione di annunci pubblicitari a pagamento per ottenere una classificazione migliore dei prodotti. Disco rosso anche per il fenomeno sciagurato del “secondary ticketing”, in base al quale i professionisti che non potranno più rivendere a prezzi assurdi biglietti per eventi come concerti, spettacoli, acquistati con strumenti automatizzati in grado di eludere i limiti previsti dalla legge. Un altro aspetto che rientra nel decreto legislativo coinvolge la questione delle recensioni. Saranno vietate quelle false e gli operatori dovranno – a fronte di pesanti sanzioni – sono chiamati a fornire agli utenti circa le misura adottate per garantire la correttezza delle recensioni pubblicate, da considerarsi realmente veritiere e non “taroccate” per indurre i consumatori a dirigere il proprio acquisto in maniera distorta. Infine, sempre secondo il provvedimento sostenuto dalle associazioni dei consumatori sono previste maggiori tutele a beneficio di utenti che firmano presso il proprio domicilio contratti di acquisto di beni o forniture di servizi, come nel caso luce o gas. Ebbene, il decreto legislativo del governo ha allungato a 30 giorni i tempi per il diritto di recesso a patto che i contratti siano stati sottoscritti a seguito di visite non richieste presso l’abitazione del consumatore.






















