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Recensione Smart Ring: è davvero l’anello del potere?

“Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli”. Impossibile non pensare a J.R.R. Tolkien nello scartare lo smart ring e configurarlo con lo smartphone per la nostra recensione. Lo abbiamo scelto tra tanti che si possono trovare sulle piattaforme e-commerce stabilendo solo due parametri per la scelta: il colore e il prezzo massimo. Il colore è nero, perché “va con tutto” ed è per “ogni stagione” (tanto per allinearci al qualunquismo dilagante); in ogni caso il nero ci è sembrato il colore meno impegnativo. Il secondo requisito riguarda il prezzo: dato che si trovano da una cinquantina di euro, ma sono “passivi” nel senso che integrano solo Nfc, e arrivano a sfiorare i 300 euro, abbiamo scelto la via di mezzo: intorno ai 100 euro. Così ecco che abbiamo individuato il device denominato i-Q Smart Ring che si connette via Bluetooth ad Android e iOS e rileva le metriche fitness in modo attivo. Esattamente come i wearable in formato smartwatch consente di avere una panoramica compelta delle metriche, solo monitorando il dito invece del polso. E, secondo alcuni, il livello di precisione (in particolare sulle informazioni relative al sangue e alle pulsazioni) sono migliori perché i sensori sono meno fuorviati da peluria, strati di pelle, tatuaggi e così via.

Gli smart ring sono entrati di forza nella discussione sul fitness e il wellness da quanto Samsung ha mostrato il primo teaser del Galaxy Ring in occasione del lancio della serie Galaxy S24 e poi visto da vicino al Mobile World Congress 2024 (in questo approfondimento). Era qualche mese che se ne parlava, ma i consumatori hanno iniziato a diventare impazienti quando anche i grandi brand si sono mossi in questa direzione. Ora, questo formato di wearable non è sostituitivo di quelli esistenti, come gli smartwatch, ma sono integrativi. Inoltre, vanno a intercettare form factor differenti che rientrano nei gusti delle persone. E che possono soddisfare bisogni diversi a seconda dell’uso: mentre si corre o si è in outdoor è più comodo lo smartwatch con il display grande; mentre si dorme per qualcuno può essere più comodo l’anello, perché non abituato a tenere lo smartwatch. In un futuro prossimo tutti questi oggetti dialogheranno tra loro: i wearable diventeranno sinergici nella raccolta dei dati per fornire una panoramica più fedele e completa dello stato di salute e dell’attività della persona. Nel frattempo, ecco la nostra esperienza con lo smart ring raccolta in questo video: dall’unboxign alla configurazione fino all’utilizzo.

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