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La nuova generazione di smartphone di fascia media Realme 9 si compone dei modelli Pro e Pro+, entrambi 5G affidati al SoC Mediatek. Abbiamo usato per diversi giorni il Realme 9 Pro+ 5G nella colorazione Midnight Black, quindi non quella che cambia colore quando si espone alla luce del sole, per saggiarne le qualità. Ebbene, rispetto alla generazione 8, l’evoluzione si sente e si vede. Forte delle parentele “interne”, ricordiamo che Realme appartiene al gruppo Oppo, il brand cinese è riuscito a realizzare uno smartphone completo e con diversi guizzi tecnologici tutt’altro che secondari.

Il modello in dotazione è quello con la combinazione 8+128 GB che però è esclusiva per le prove. Sì, perché in commercio troverete le varianti 6+128 GB e 8+256 GB del Realme 9 Pro+ 5G rispettivamente al prezzo di 399 euro e 439 euro.

I punti focali sui quali Realme si è concentrata per questo 9 Pro+ 5G sono sostanzialmente tre: fotocamera (il principale), estetica e sostanza. Ha raggiunto gli obiettivi in uno smartphone compatto, leggero e quindi dall’elevato comfort e che può vantare sul dorso un compatto fotografico centrato sul sensore Sony Im766 da 50 Mpixel. Questo è lo stesso utilizzato sul Find X3 Pro di Oppo e su numerosi modelli flagship. Per questo il brand cinese nel suo annuncio (che trovate in questo articolo con l’approfondimento delle caratteristiche tecniche) ha puntato tutte le fiche sulla qualità fotografica.

Realme 9 Pro+ e Sony Imx766

In effetti, gli scatti con l’obiettivo principale non hanno nulla da invidiare a modelli più blasonati e costosi. Ma, per prima cosa, riassumiamo lo schema imaging del 9 Pro+:

  • fotocamera principale da 50 Mpixel (Sony Imx766), 23,6 mm equivalente, Fov 84°, f/1.8, stabilizzatore ottico (Ois), autofocus a rilevamento di fase (Pdaf);
  • fotocamera ultra grandangolare da 8 Mpixel, 15,4 mm equivalente, Fov 119°, f/2.2;
  • sensore macro da 2 Mpixel, f/2.4;
  • selfie da 16 Mpixel, f/2.7, 27 mm equivalenti.

Mentre il sensore principale ha avuto tutte le cure del caso, sul resto del comparto fotografico il comportamento non è all’altezza. Prendiamo il caso del sensore ultra grandangolare: gli 8 Mpixel sono il minimo indispensabile e negli scatti si perdono i dettagli e la coerenza cromatica che invece fanno spiccare l’obiettivo principale. Il macro da 2 Mpixel è di servizio: le foto sono discrete ma nulla di più.

I due sensori che accompagnano quello principale sono quasi “di servizio” anche se ben si prestano per foto adeguate a essere pubblicate online ma senza pretendere la qualità del vero protagonista. Il che ci riporta al Sony Imx766 che davvero permette al Realme 9 Pro+ 5G di avere un vantaggio competitivo rispetto all’offerta di smartphone nella medesima fascia di prezzo.

Anche perché il doppio meccanismo di stabilizzazione ottico (Ois) ed elettronico assicura scatti di qualità elevata in qualsiasi contesto. In condizioni di luce ottimale le immagini possono giocarsela ad armi pari con modelli di smartphone, dotati del medesimo sensore di Sony, ma ben più costosi. Incredibili i risultati in termini di dettaglio, nitidezza e coerenza dei colori.

Gli artefatti, purtroppo ben visibili, si evidenziano nelle foto con scarsa luminosità e di notte. Per quanto Realme abbia inserito una funzione Notte evoluta, tanto che in occasione della presentazione ufficiale del 9 Pro+ (che potete leggere qui) il brand ha conclamato le doti degli scatti in notturna. Purtroppo le foto sono buone ma inferiori a modelli equipaggiati con il medesimo sensore principale.

Il motivo è di carattere software dovuto agli algoritmi e a un’intelligenza artificiale così aggressiva da esasperare saturazione, colori e gestione della luminosità. In modalità notturna, quasi quasi, viene voglia disattivare la AI per ottenere risultati migliori attivando la funzione Pro che permette di agire sui parametri di scatto e compensare ai limiti software: ma per fare questo è bene essere consapevoli di come e cosa si vuole scattare. In ogni caso, i risultati sono nella media.

Infine, c’è anche lo zoom digitale 2x ma che viene ottenuto con un crop sul sensore principale prendendo l’area centrale dell’inquadratura. Risultati nella norma. La qualità tende a ridursi aumentando il livello di zoom digitale fino a 10x, per fortuna lo stabilizzatore ottico contiene gli artefatti.

In ultima analisi, il protagonista Sony Imx766 non delude le attese e, anzi, impreziosisce con un diamantino il Realme 9 Pro+ 5G, tuttavia gli altri sensori sono perfettamente in linea con il posizionamento dello smartphone in termini di prezzo. Questo va a discapito della coerenza quando si passa dall’obiettivo principale all’ultra grandangolare al macro: la riduzione di qualità complessiva è evidente. In modalità notturna, questi ultimi due obiettivi propongono risultati non entusiasmanti.

A compensare il tutto ci pensano una grande quantità di effetti che possono essere applicati alle foto, dalla modalità Strada per chi si diverte a scattare “on the go” e producendo foto a lunga esposizione. Quattro le modalità: scia luminosa, ritratto scie luminose, ora di punta e pittura leggera. Sono filtri che esaltano gli ambienti urbani. Altre interessanti risorse si trovano nel menu Altro con la modalità per fotografare il cielo stellato (assicuratevi di operare in zone buie e non con lampioni o luci nei paraggi, ma soprattutto di avere 4 minuti di tempo perché tanto dura l’attesa per ottenere la foto in base al countdown che parte in automatico) e il tilt-shift che mette a fuoco solo la parte centrale dell’inquadratura.

Gli effetti bokeh sono precisi e i video, stabilizzati in modo digitale sono di buona resa e qualità. In ogni caso, consigliamo di mantenere attivata la AI e la modalità HDR per ottenere risultati significativi in tutte le situazioni d’utilizzo.

Le foto scattate con Realme 9 Pro+ 5G

Modalità fotoModalità notte

Altre foto scattate in modalità notturna

Foto scattate con HDR e in piena luce del giorno

La modalità macro

Realme 9 Pro+: una buona sintesi tra compattezza e prestazioni

Realme 9 Pro+ è animato da Realme Ui 3.0, giunto come update durante le prove, che si basa su Android 12. Tante le funzioni offerte dall’interfaccia proprietaria di Realme. A iniziare dall’espansione per la Ram che consente di dedicare 2, 3 o 5 GB dello storage per arrivare a 10, 11 e 13 GB di Ram. Per le nostre prove abbiamo lasciato impostato il selettore su 3 GB.

La personalizzazione del sistema operativo centra l’obiettivo di offrire all’utente un ambiente pratico e curato esteticamente. Non mancano dunque le ampie possibilità di personalizzazione offerte dalla più recente edizione del sistema operativo. Nonostante si chiami Realme UI, di fatto è una riedizione personalizzata dal brand della ColorOS di Oppo. E dunque ne eredita anche tutti i pregi. Compresa l’ottima organizzazione delle funzioni in gruppi semantici più semplici rispetto a quelli di base di Android.

Gli interventi di Realme sono concentrati in alcuni punti ben specifici. Come nel menu Realme Lab posto in Impostazioni che contiene le funzioni sperimentali del brand. Tra queste consigliamo di attivare la voce Attenuazione DC che provvede a gestire in modo migliore i livelli di luminosità del display. È divertente invece “Capsula per dormire” che limita le funzioni del device per evitare distrazioni quando ci si vuole riposare. Mentre la misurazione della frequenza cardiaca si affida al sensore biometrico di riconoscimento delle impronte posto sotto al display con il classico meccanismo della luce e dello specchio riflettente.

Usando questo metodo e appoggiando il dito, la funzione restituisce la frequenza cardiaca ma la precisione non è al pari di quella di uno smartwatch o fitness tracker a causa delle troppe variabili legate al dito. Ossia: temperatura, pressione sul display, pulizia e spessore dell’epidermide e così via.

Sarebbe interessante se Realme sommasse al sensore biometrico, per la verità posto un po’ troppo in basso, alla misurazione cardiaca: sarebbe un doppio controllo che eleverebbe la sicurezza. Per sbloccare il Realme 9 Pro+ non mancano gli strumenti classici, tra cui la sequenza numerica, la forma geometrica, la password e il riconoscimento del volto. Dal menu in cui si configurano questi sistemi è anche possibile abilitare le app accessibili liberamente o legate a uno sblocco dedicato, che quindi risultano nascoste. C’è anche la “Cassaforte privata” per salvare dati e file personali.

Usando il Realme 9 Pro+ ci si rende conto come la fascia media degli smartphone ormai abbia reattività e dotazione paragonabile a smartphone ben più costosi. Certo con alcuni compromessi. Come nel caso della sezione fotografica, già descritta, o delle caratteristiche tecniche, che comprendono anche il jack da 3,5 mm di fianco alla porta Usb-C.

Se il display da 6,4 pollici (1.080×2.400 pixel) di tipo Super Amoled a 90 Hz non delude le attese come qualità visiva e precisione, anche nei giochi e nella riproduzione video in funzione della superiore frequenza di refresh verticale, il processore è al minimo indispensabile.

Il MediaTek Dimensity 920 offre sì il 5G ma ha prestazioni solo nella media. Con Antutu supera i 350mila punti, mentre con Geekbench ottiene 815 punti in single core, 2.324 in multi core e 2.871 nell’elaborazione Gpu Mali-G68 MC4. Va detto però che gli otto core (2 Cortex-A78 a 2,5 GHz e 6 Cortex-A55 a 2 GHz) hanno geometria a 6 nm e quindi hanno un impatto tutto sommato “leggero” sulla batteria da 4.500 mAh.

Il che equivale a dire che l’autonomia raggiunge tranquillamente le 24 ore di utilizzo e, senza eccedere con multimedia, gaming e streaming, si supera agilmente anche il weekend. Di più: la ricarica veloce SuperDart da 60 Watt consente di ricaricare al 100% in poco più di mezz’ora. Con circa 20 minuti si completa un’intera giornata lavorativa con un uso non intenso del dispositivo.

Se si vuole mettere alla prova il Realme 9 Pro+ 5G con uso molto intenso di giochi, multimedia, produttività in cloud, riproduzione audio e video, cloud e così via, l’autonomia non scende comunque sotto il livello minimo della giornata pur mantenendo una sufficiente riserva per la serata.

Come detto, la sostanza si somma all’estetica. Ed è proprio nelle superfici in vetro Corning Gorilla Glass 5, usata per il display, e nelle colorazioni cangianti del dorso, che impreziosiscono la scocca compatta e leggera, che il 9 Pro+ di Realme si fa apprezzare nell’utilizzo quotidiano.

Realme 9 Pro+ 5G – 399 euro

Il portabandiera della nuova gamma di fascia media targata Realme punta su una fotocamera principale capace di scattare come i big della smart fotografia. I risultati migliori si ottengono in condizioni ottimali. Mentre i filtri aggiuntivi sono un invito alla creatività. Tra i plus citiamo anche la ricarica rapida, l’estetica curata e la scocca compatta e la Realme UI 3.0 che mette Android 12 nelle mani dell’utente. Convincono meno le prestazioni dei sensori aggiuntivi (ultra wide angle e macro) e il processore. È adeguato per la maggior parte delle esigenze e vanta un impatto non eccessivo sulla batteria, ma meglio non pretendere troppo con le app più pesanti.

Valutazione
Realme 9 Pro+ 5G - 399 euro
recensione-realme-9-pro-5g-il-sensore-principale-fa-la-differenzaIl portabandiera della nuova gamma di fascia media targata Realme punta su una fotocamera principale capace di scattare come i big della smart fotografia. I risultati migliori si ottengono in condizioni ottimali. Mentre i filtri aggiuntivi sono un invito alla creatività. Tra i plus citiamo anche la ricarica rapida, l'estetica curata e la scocca compatta e la Realme UI 3.0 che mette Android 12 nelle mani dell'utente. Convincono meno le prestazioni dei sensori aggiuntivi (ultra wide angle e macro) e il processore. È adeguato per la maggior parte delle esigenze e vanta un impatto non eccessivo sulla batteria, ma meglio non pretendere troppo con le app più pesanti.