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Piccoli browser crescono con il DMA Ue che ha costretto Google, e Apple a una maggiore concorrenza

Secondo un’indagine stilata dall’agenzia Reuters, i piccoli browser crescono e conquistano quote di mercato a seguito dell’applicazione del DMA (Digital Markets Act) dell’Ue. Nel primo mese società come Aloha (Cipro), Vivaldi (Norvegia), Ecosia (Germania), Brave (Usa) Hanno dichiarato di aver registrato un sensibile incremento di utenti che la legislazione Ue ha costretto Google di Alphabet, Microsoft e Apple a facilitare il passaggio degli utenti ai rivali.

Piccoli browser: una questione di competitività

Si tratta dei primi risultati che emergono da quando – dallo scorso 7 marzo – il Digital Markets Act, che mira a eliminare la concorrenza sleale, è entrato in vigore il 7 marzo, e ha costretto le grandi aziende tecnologiche a offrire agli utenti mobili la possibilità di selezionare da un elenco di browser Web disponibili da una “schermata di scelta”.  I browser sono software che aiutano gli utenti a connettersi a Internet e vengono tradizionalmente offerti gratuitamente dalle grandi aziende tecnologiche come Apple e Google in cambio del monitoraggio dei siti Web visitati dai consumatori e della vendita di pubblicità.

Google e Apple: le azioni attuate sui device mobili

Secondo le nuove norme Ue, i produttori di software mobile sono tenuti a mostrare una schermata di scelta in cui gli utenti possono selezionare un browser, un motore di ricerca e un assistente virtuale mentre configurano i loro telefoni.

In precedenza, i giganti come Apple e Google caricavano i telefoni con impostazioni predefinite che includevano i loro servizi preferiti. Il colosso di Cupertino adesso mostra fino a 11 browser oltre a Safari nelle schermate di scelta curate per ciascuno dei 27 paesi dell’Ue e aggiornerà tali schermate una volta all’anno per ciascun paese. Anche Google sta mostrando le scelte del browser sui dispositivi realizzati dall’azienda e ha affermato che anche i nuovi device di altri brand con sistema operativo Android mostreranno la schermata di scelta nei prossimi mesi. Reuters nel suo rapporto evidenzia inoltre che siccome gli iPhone hanno una quota di mercato maggiore rispetto ai telefoni con marchio Google, la crescita dei browser più piccoli sta attualmente andando a scapito di Safari.

Il monitoraggio dell’Ue

Contemporaneamente continuano a sollevarsi però critiche circa le modalità attraverso le quali Apple e Google hanno lanciato le nuove funzionalità, sostenendo che comunque stanno rallentando la migrazione degli utenti mobili verso nuove scelte di browser, come evidenziato ad esempio da Mozilla – proprietaria del browser Firefox – secondo le quale solo il 19% degli utenti iPhone nella regione abbia ricevuto un aggiornamento in un lancio che è apparso molto più lento rispetto ai precedenti aggiornamenti software. Non è un caso che la stessa Commissione Ue di Bruxelles stia conducendo un’analisi di non conformità. Ciò detto, però, la situazione appare in evoluzione e nei prossimi mesi sarà possibile verificare la reale portata di questo “cambiamento” determinato dalle regole del DMA.

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