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Apple, Alphabet e Meta: indagine della Commissione Ue per non conformità ai sensi del DMA

Dunque, è ufficiale. La Commissione Ue di Bruxelles ha avviato indagini per non conformità ai sensi del Digital Markets Act (DMA) nei confronti di Alphabet per Google Play e sull’auto-preferenza su Ricerca Google, di Apple per App Store e sulla schermata di scelta per Safari e di Meta per il cosiddetto “modello di pagamento o consenso”. 

Commissione Ue: le parole di Margrethe Vestager e Thierry Breton sul DMA

L’esecutivo di Bruxelles, come dichiarato in una conferenza stampa, sospetta che le misure messe in atto da questi guardiani non siano in grado di garantire l’effettivo rispetto degli obblighi previsti dalla DMA. Non solo. L’esecutivo di Palais Berlaymont ha avviato indagini relative alla nuova struttura tariffaria di Apple per gli app store alternativi e alle pratiche di classificazione di Amazon sul suo mercato. Infine, ha ordinato ai gatekeeper di conservare alcuni documenti per monitorare l’effettiva attuazione e il rispetto dei loro obblighi.

Margrethe Vestager

“Oggi la Commissione apre cinque indagini per non conformità ai sensi della legge sui mercati digitali (DMA). Riguardano le regole di Alphabet sulla guida in Google Play e l’auto-preferenza nella Ricerca Google, le regole di Apple sulla guida nell’App Store e sulla scelta dei browser e sulla modifica delle impostazioni predefinite, e il modello di pagamento o consenso di Meta. Sospettiamo che le soluzioni suggerite dalle tre società non siano pienamente conformi alla DMA. Ora esamineremo la conformità delle aziende, per garantire mercati digitali aperti e contendibili in Europa”, ha dichiarato Margrethe Vestager (foto), vicepresidente esecutiva e a capo dell’Antitrust Ue. Dal canto suo, Thierry Breton, Commissario per il Mercato Interno e Servizi, ha sottolineato: “Dal 7 marzo è entrata in vigore la legge sui mercati digitali. Sono mesi che discutiamo con i gatekeeper per aiutarli ad adattarsi e possiamo già vedere i cambiamenti in atto sul mercato. Ma non siamo convinti che le soluzioni di Alphabet, Apple e Meta rispettino i loro obblighi per uno spazio digitale più giusto e aperto per i cittadini e le imprese europee. Se la nostra indagine dovesse concludere che vi è una mancanza di piena conformità con la DMA, i gatekeeper potrebbero incorrere in pesanti sanzioni”.

Apple e Alphabet: le ragioni delle indagini

La Commissione UE, come si legge nella nota diramata, ha avviato un procedimento per valutare se le misure attuate da Alphabet e Apple in relazione ai loro obblighi relativi agli app store violano la DMA. L’articolo 5, paragrafo 4, del DMA impone ai gatekeeper di consentire agli sviluppatori di app di “orientare” i consumatori verso offerte esterne agli app store dei gatekeeper, gratuitamente. Il governo comunitario teme che le misure di Alphabet e Apple potrebbero non essere pienamente conformi poiché impongono varie restrizioni e limitazioni. Questi limitano, tra l’altro, la capacità degli sviluppatori di comunicare e promuovere liberamente offerte e di concludere direttamente contratti, anche imponendo vari oneri. Il procedimento avviato contro Alphabet punta a determinare se la visualizzazione da parte di Alphabet dei risultati di ricerca di Google possa portare ad auto-preferenze in relazione ai servizi di ricerca verticale di Google (ad esempio, Google Shopping; Google Voli; Google Hotels) rispetto a servizi concorrenti simili. La Commissione teme che le misure di Alphabet attuate per conformarsi alla DMA possano non garantire che i servizi di terzi presenti nella pagina dei risultati di ricerca di Google siano trattati in modo equo e non discriminatorio rispetto ai servizi di Alphabet, come richiesto dall’articolo 6 (5) del DMA. L’indagine nei confronti di Apple riguarda le misure adottate per conformarsi agli obblighi di consentire agli utenti finali di disinstallare facilmente qualsiasi applicazione software su iOS, modificare facilmente le impostazioni predefinite su iOS e  fornire agli utenti schermate di scelta che devono consentire loro in modo efficace e semplice di selezionare un servizio predefinito alternativo, come un browser o un motore di ricerca sui propri iPhone. La Commissione Ue che le misure di Apple, inclusa la progettazione della schermata di scelta del browser web, possano impedire agli utenti di esercitare realmente la loro scelta di servizi all’interno dell’ecosistema Apple, in violazione dell’articolo 6, paragrafo 3, del DMA.

Il modello “paga o acconsenti” di Meta

Ma non solo. Sotto i riflettori c’è anche il colosso di Mountain View Meta. Indagine aperta da Bruxelles, in questo caso, per capire se il modello “paga o consensi” recentemente introdotto per gli utenti  sia conforme all’articolo 5, paragrafo 2, del DMA che impone ai gatekeeper di ottenere il consenso degli utenti quando intendono combinare o utilizzare in modo incrociato i propri dati personali tra diversi servizi principali della piattaforma. Il timore è uno: che la scelta binaria imposta dal modello “paga o acconsenti” di Meta possa non fornire una vera alternativa nel caso in cui gli utenti non acconsentano, non raggiungendo così l’obiettivo di impedire l’accumulo di dati personali da parte dei guardiani.

meta ia igizmo

Altre verifiche per Amazon e Apple

Ma l’azione della Commissione Ue è ancora più ampia e articolata, con l’adozione di altre misure investigative per raccogliere fatti e informazioni per chiarire se Amazon potrebbe preferire i prodotti del proprio marchio sull’Amazon Store in violazione dell’articolo 6, paragrafo 5, del DMA e se la nuova struttura tariffaria di Apple e altri termini e condizioni per app store alternativi e distribuzione di app dal web (sideloading) potrebbero vanificare lo scopo dei suoi obblighi ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 4, del DMA. Sono stati adottati inoltre cinque ordini di conservazione indirizzati ad Alphabet, Amazon, Apple, Meta e Microsoft, chiedendo loro di conservare documenti che potrebbero essere utilizzati per valutare la loro conformità agli obblighi DMA, in modo da preservare le prove disponibili e garantire un’applicazione efficace. Infine, la Commissione ha concesso a Meta una proroga di 6 mesi per ottemperare all’obbligo di interoperabilità (articolo 7 DMA) per Facebook Messenger. La decisione si basa su una specifica disposizione dell’articolo 7, comma 3, DMA e fa seguito ad una richiesta motivata presentata da Meta. Facebook Messenger rimane soggetto a tutti gli altri obblighi DMA.

Lo scenario futuro

A fronte dell’intervento, i Commissari Margrethe Vestager e Thierry Breton hanno specificato che s’intende concludere il procedimento avviato oggi entro 12 mesi. Se giustificato a seguito dell’indagine, la Commissione informerà delle sue risultanze preliminari e spiegherà le misure che intende adottare o che i guardiani dovrebbero adottare per rispondere in modo efficace alle preoccupazioni della Commissione. In caso di violazione, la Commissione può imporre sanzioni fino al 10% del fatturato mondiale totale dell’azienda. Tali sanzioni possono arrivare fino al 20% in caso di recidiva. Inoltre, in caso di violazioni sistematiche, la Commissione può anche adottare rimedi aggiuntivi come obbligare un gatekeeper a vendere un’impresa o parti di essa, o vietargli di acquisire servizi aggiuntivi legati alla non conformità sistemica. Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft, i sei gatekeeper designati dalla Commissione nel settembre 2023, dovevano conformarsi pienamente a tutti gli obblighi DMA entro il 7 marzo 2024. 

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