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I call center hanno superato il lecito? La nostra esperienza e i suggerimenti su come difendersi

Oltre il lecito, oltre la sopportazione. Le chiamate dai call center per proporre questo o quel servizio stanno assumendo i contorni dello stalking. Quantomeno della persecuzione volta allo sfinimento e, infine, a scatenare reazioni rabbiose da parte di chi riceve le chiamate. Certo, dall’altra parte della linea c’è una persona che sta lavorando con stipendi al minimo sindacale (si parla in alcuni casi di 0,33 euro all’ora) e che ha a che fare con persone scorbutiche.

Di sicuro è un lavoro alienante e poco retribuito, che affonda le sue radici nell’esasperazione professionale e nella non possibilità data dal tessuto lavorativo italiano di trovare ambiti afferenti alla preparazione e al desiderata. È vero, gli operatori del call center devono destreggiarsi in una selva fatta di condizioni contrattuali discutibili, maleducazione, insofferenza, telefoni appesi mentre si parla, pressioni dal committente, poca prospettiva di crescita, stimoli azzerati e orari di lavoro ben poco appaganti. Eppure anche capendo tutto ciò, la frequenza e la pugnace insistenza dei call center sta raggiungendo livelli inaccettabili.

Il caso emblematico

Dico questo, con tutto il rispetto per i lavoratori e il lavoro che svolgono, perché ricevere 7 telefonate in due minuti sfora la comprensione umana e sfocia nel puro fastidio. Alla domanda: “Mi scusi ma rispondo solo per cortesia, è un’urgenza?. La risposta è quanto segue: “No, sono due giorni che la chiamo e non si degna di risponderle. La chiamo per conto di XXX in quanto vogliamo che torni nostro cliente al più presto”.

Quindi dato che loro vogliono e io, per scelta, non rispondo (per la cronaca, il Galaxy Samsung S9+ mi ha segnalato che era un numero spam e questo ha contribuito alla scelta di non rispondere), loro insistono perché così è stato deciso laddove “si puote, ciò che si vuole, e non più dimandare”. Insomma, non è data scelta. Insistono. Con chiamate alle 01:48 di notte, la domenica mattina alle 8 oppure in una diffusione statistica che copre qualsiasi fascia dell’alba al tramonto, ovviamente con orari mobili dettati dalle stagioni. Dunque, come si combatte l’insistenza sovrana?

Difesa personale

Per prima cosa invitiamo a comprendere a fondo la normativa e i suggerimenti proposti dal Ministero dello sviluppo economico. Per prima cosa in questa pagina sono delineati le responsabilità del call center e del committente: entrambi sono chiamati a rispondere in solido delle accuse e le sanzioni previste sono ingenti. Se siete perseguitati, sappiate anche che l’azienda di cui propongono i servizi è parimenti responsabile insieme al gestore del call center. La diffida o il reclamo potete inviarli a entrambi, per dare maggior forza all’operazione. In questa pagina, invece, trovate le Faq del suddetto Ministero per trarre ulteriori informazioni sui perimetri e sui limiti di operatività dei centri telefonici. Il modulo già pronto per fare reclami si trova in questa pagina del sito del Garante della Privacy.

Altra forma di difesa consiste nel registrarsi al Registro Pubblico delle Opposizioni. Sul sito trovate tutte le modalità per accedere a questo servizio “concepito a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato e, in pari tempo, è uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli Operatori di marketing telefonico“. Grazie al Registro si persegue l’obiettivo di “raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing“.

E poi c’è una difesa attiva, fatta di applicazioni da installare sullo smartphone. Da quella chiamata “Dovrei rispondere?” fino a TrueCaller, disponibile per iOS e Android. Sono due piattaforme che ormai hanno raggiunto un ottimo livello di maturazione, soprattutto TrueCaller, perché hanno visto crescere il database di numeri registrati. Sì, perché la “magia” sta nella capacità dell’applicazione di associare un numero a informazioni presenti nel database. Potete anche partecipare aggiungendo recapiti telefonici non ancora riconosciuti, che altrimenti non sarebbero associati a mittenti spam. Interessante notare che TrueCaller permette di consultare il motore di ricerca dei numeri registrati anche on-line, utile qualora non si voglia installare un’app di terze parti sullo smartphone.

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