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Bitcoin: cosa è l’halving e come impatta sul prezzo della criptovaluta

Inutile illudersi: il bitcoin è una valuta (virtuale) caratterizzata da un’elevata volatilità e che fa convivere la duplice dinamica di cogliere il momento e di attendere i rendimenti nel medio periodo. Salvo non si “giochi” nel breve periodo ma con tutti i rischi del caso, compreso l’avvicinarsi del fenomeno dell’halving. Sì, perché il bitcoin è tanto incline a improvvisi aumenti dei prezzi quanto a rapide inversioni di rotta che possono spazzare via milioni di dollari di valore in pochi minuti. Questi cambiamenti sono spesso misteriosi per gli osservatori del mercato, a causa della mancanza di legami tra la valuta digitale e l’economia reale. Bitcoin ha un’altra stranezza, incorporata nel codice che lo ha dato alla luce: ogni tanto, la formula che governa la velocità con cui vengono creati nuovi token cambia. E poi ci sono eventi sporadici, come quello balzato alle cronache in questi giorni definito halving (dimezzamento, in italiano). Il cui effetto sul bitcoin si sta ancora discutendo. La moneta virtuale ha raggiunto nuovi record dopo ciascuno degli ultimi tre halving e ha superato il precedente picco di 68.991,85 dollari a marzo, tornando dopo il crollo nel 2022.

Da dove vengono i bitcoin?

Una delle caratteristiche che ha dato origine al fascino di bitcoin è il modo in cui il suo creatore, pseudonimo, Satoshi Nakamoto, ha legato la creazione delle monete al lavoro necessario per prevenire la contraffazione. Bitcoin è generato dai cosiddetti “miner” i cui computer eseguono calcoli complessi che convalidano le transazioni su ciò che è noto come blockchain, che funge da registro digitale pubblico e da certificazione del valore della valuta. I miner competono tra loro per guadagnare i token appena emessi, qualcosa noto come ricompensa in blocco.

Cos’è l’halving di bitcoin?

Un halving – a volte indicato come azione, ossia halvening – è una riduzione pianificata dei premi ricevuti dai miner (il termine è menzionato nel codice sorgente dei bitcoin). Gli halving avvengono una volta ogni quattro anni circa, più precisamente ogni 210.000 blocchi di transazioni. Come suggerisce il nome, ognuno di essi dimezza la quantità di bitcoin che i miner ricevono per ricompensa per blocco. Al lancio di Bitcoin nel 2009, i miner hanno ricevuto 50 bitcoin per blocco, ma tale ricompensa è stata ridotta a 25 nel primo halving, nel 2012, a 12,5 nel 2016, 6,25 token nel 2020 ed è previsto che scenda a 3.125 token nel 2024. In genere gli analisti elaborare stime su quando potrebbe avvenire l’halving perché una data precisa tende ad essere difficile da definire.

A cosa serve l’halving?

L’emissione di Bitcoin è limitata in diversi modi. Da un lato, secondo il protocollo istitutivo, ne saranno in circolazione solo 21 milioni. Ciò è allettante per molti che temono che la moneta fiat – quella emessa dai governi – possa perdere il suo valore a causa dell’inflazione se ne viene stampata troppa. I sostenitori sostengono che bitcoin, al contrario, sarà sicuramente in crescita. L’halving previene anche l’inflazione agendo per rallentare periodicamente il ritmo con cui vengono creati i Bitcoin, in modo da non superare la domanda. Per altri osservatori, gli halving possono fungere da segnale di “affrettati ad acquistare”, suggerendo che una crescita più lenta potrebbe essere accompagnata da un aumento dei prezzi.

Quando avverrà il prossimo halving?

L’evento quadriennale è previsto per aprile, secondo alcuni analisti, anche se è difficile stabilire una data con certezza. Questo perché il tempo necessario per generare nuovi blocchi può rallentare o accelerare a seconda di una serie di fattori. Secondo la maggior parte delle stime, ci saranno 64 halving di bitcoin prima che venga raggiunto il massimo di 21 milioni intorno al 2140, momento in cui gli halving si fermeranno. Una volta che ciò accadrà, i miner non raccoglieranno più premi e dovranno fare affidamento sull’addebito di commissioni per la gestione delle transazioni, in modo simile a quanto fanno le società di carte di credito.

Gli halving influiscono sul prezzo di bitcoin?

Questa è una questione di acceso dibattito. Nel 2012 il bitcoin ha guadagnato circa l’8.000% nei 12 mesi successivi al taglio dei premi, e di nuovo è aumentato di quasi il 1.000% in seguito al taglio del 2016. L’ultimo halving, nel maggio del 2020, è stato seguito da una corsa al rialzo che si è conclusa con un prezzo record del Bitcoin di quasi 69.000 dollari nel novembre 2021, sebbene quel periodo sia coinciso anche con un rally di altri asset rischiosi. Secondo Bloomberg Intelligence e Matrixport, il prossimo halving potrebbe potenzialmente innescare un progresso di almeno l’81%. Gli scettici, d’altro canto, sostengono che attribuire l’aumento dei prezzi all’halving sia, nella migliore delle ipotesi, specioso. Il secondo halving, per esempio, è avvenuto in un momento in cui Bitcoin stava già ottenendo un maggiore riconoscimento da parte del mainstream, e ha coinciso con il boom delle offerte iniziali di monete, molte delle quali dovevano essere acquistate con Bitcoin. Anche un giro di vite normativo sulle criptovalute in seguito al crollo dell’exchange FTX nel novembre 2022 minaccia le prospettive del mercato. Una raffica di fondi quotati in Bitcoin spot ha attratto una gamma più ampia di investitori e ha stimolato un rally sostenuto all’inizio del 2024.

Chi possiede bitcoin che effetti subirà dopo l’halving?

Quasi nessun effetto, tranne per il fatto che qualsiasi successiva variazione di prezzo intrinseca nei bitcoin ci si potrebbe trovare più ricchi o più poveri nel giro di pochi minuti. Ma sarà impossibile sapere quanta parte del cambiamento sia dovuta direttamente all’halving.

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