Apple sta facendo davvero fatica a portare i suoi occhiali AR, peraltro ancora inesistenti, a uno stato successivo a quello di design e prototipale, concettuale. Nonostante quanto pubblicato nei giorni scorsi da Mark Gurman su Bloomberg (e che abbiamo ripreso in questo articolo approfondito) la società di Cupertino avrebbe deciso di ritardare a tempo indeterminato il visore AR ancora ben lungi dall’essere annunciato e di concentrarsi, con una visione di medio/lungo periodo, su wearable in realtà mista dal posizionamento di prezzo più economico.
Bloomberg ha scritto, sulla base di fonti anonime che conoscevano le deliberazioni interne di Apple, che la società stava posticipando i suoi occhiali per realtà aumentata mentre cercava di mantenere saldi i suoi piani per un visore di “realtà mista”. Con realtà mista si intende un dispositivo da indossare che mixa AR e realtà virtuale. L’idea è che gli utenti possano giocare o eseguire attività in uno spazio virtuale secondo il concetto di metaverso di Meta, ma anche interagire con oggetti virtuali come se apparissero in uno spazio reale.

Le sfide da affrontare, dunque, sono tante. E la volontà di rimandare sembra essere legata al fatto che non è chiaro quale sia il problema principale da risolvere per questi visori rimandati a tempo indeterminato. Per esempio, questi device sono studiati per essere indossati per diverse ore al giorno, il che significa che devono avere un peso e un fattore di forma confortevoli.
E qui la tecnologia scelta inizia a fare la differenza. Il CES 2023 ha offerto un grande campionario di visori AR e in realtà mista. Ci sono stati diversi prototipi di prodotti di occhiali, alcuni che utilizzano OLED e altri che utilizzano la tecnologia di visualizzazione Waveform, tutti già relativamente leggeri e non fastidiosi per la vista. Alcune aziende si preparano ad annunci importanti nello spazio degli occhiali AR entro due o tre anni. Ma l’aggiornamento di Gurman su Bloomberg in merito ad Apple cita una cosa diversa da quella iniziale: a Cupertino sembra che si stiano concentrando su una versione a basso costo del visore per realtà mista da mettere in commercio nel 2024 o 2025.
Apple ha dichiarato apertamente la sua predilezione per le soluzioni AR per anni e il ceo Tim Cook ha spiegato i motivi che lo portano a preferire l’AR alla realtà virtuale . Quindi cosa significa “rinviato” nel contesto in cui Apple deve ancora fare una dichiarazione pubblica sui suoi veri piani per AR? Sostanzialmente, significa solo più ritardi per un prodotto già pesantemente ritardato. Ma poi, si parla di ritardo per via delle voci che corrono veloci sul web: in realtà in ritardo rispetto a chi? Quale “firma” può davvero sapere i piani di Apple? Nessuna. All’esterno arrivano solo le informazioni ufficiali e che devono arrivare.
Apple non è mai stata particolarmente aperta sui progetti ancora in fase di ideazione e sviluppo, tantomeno nello spazio operativo VR/AR. Si sa che c’è un sistema operativo chiamato xrOS ma per il resto siamo nella sfera delle ipotesi: il visore per realtà mista dell’azienda potrebbe essere fornito di serie con display 8K, un processore di livello M1 Pro e contenere 14 telecamere integrate per un AR realistico. Secondo quanto reperibile on-line, il visore era stato posticipato a quest’anno poiché la società ha cercato di impacchettare tutto questo in un’unità contenuta. Rapporti recenti hanno rilevato che Apple ha registrato alcuni marchi con nomi quali “Reality Pro” e “Reality One”, indicando più prodotti afferenti alla stessa gamma AR o Mixed Reality. Il tutto corredato dal brand “Reality Processor”.
Alla resa dei conti, il problema principale di Apple sarà il prezzo. Secondo gli articoli che sono circolati in questi ultimi giorni, si parlava di un visore con un prezzo fino a 3.000 dollari, ma prodotto in un numero limitato di 1,5 milioni di unità. Poi il posizionamento è stato abbassato a circa 2mila dollari. Certo, è difficile fare affidamento sulle voci. Nel 2022 ogni evento di Apple e ogni finestra temporale utile per l’annuncio del visore AR ha portato con se la delusione: la società non ha svelato alcun werable per realtà mista o aumentata. Il 2023 si è aperto con le grandi promesse di Bloomberg ma che sono state velocemente, almeno stando ai dati attuali, cancellate e si parla già di 2024 o 2025. Intanto, gli altri brand si stanno muovendo con prodotti nello spazio d’azione che attende Apple.
Dal nostro punto di vista il problema è uno solo: che il consumatore non è così interessato a questi visori e che le unità vendute sono esigue rispetto a quanto se ne parla e alle promesse che aleggiano, da Meta a Microsoft fino a HTC. Il metaverso è una grande bolla piena di promesse ma i cui fatti sono semplici da riassumere: poche app e sempre le stesse migliorate. Differente se lo si guarda dal punto di vista B2B, dove esistono grandi potenzialità. Dunque Apple fa bene ad attendere e vedere se i consumatori cambiano atteggiamento. Ma soprattutto se si crea un ecosistema di app, contenuti e funzioni capaci di interessare e attrarre davvero gli acquirenti in massa e non in sparuti gruppi di appassionati, che si annoiano dopo qualche ora di utilizzo. Altro che metaverso: noiaverso. O, guardandola dal punto di vista di Meta, “buco nero”, se si pensa ai trilioni di dollari investiti in promesse e progetti dal respiro corto. Quasi quasi è più concreto Elon Musk.






















