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Questa ci ripromettiamo essere la nostra prima recensione sul Vivo X80 Pro, perché vogliamo anche pubblicarne una di lungo utilizzo dopo qualche aggiornamento software (idealmente nella seconda metà dell’anno). Il nuovo flagship di Vivo (che abbiamo descritto in modo approfondito in questo articolo) ha creato molta aspettativa in virtù del reparto fotografico nato dalla profonda partnership hardware, software e algoritmica tra il brand e Zeiss. Quest’ultima non solo firma alcuni filtri ed effetti per il bokeh e per la riproduzione naturale dei colori delle foto, che risultano in base ai nostri primi test effettivamente più realistiche e meno “amplificate” nei cromatismi. Ma anche è entrata nel vivo della gestione software e ha applicato lenti con trattamento chimico T*, al fine di ridurre l’effetto di riflessività e di aberrazione della luce causati dalle lenti tradizionali. In sostanza, si vendono molti meno lens flare, i dettagli sono più precisi e le luci sono riprodotte con maggiore precisone e granularità.

Vivo X80 Pro ci ha subito colpito. Per prima cosa come oggetto. Sottile, nonostante il display da 6,78″ di tipo Amoled E5 Ltpo3: queste caratteristiche lasciano pochi dubbi sul fatto che si tratta di un pannello Samsung di ultima generazione. In particolare, oltre alla superiore qualità visiva, al refresh verticale a 120 Hz e alla risoluzione di 3.200×1.400 pixel (20:9), la terza generazione degli Amoled Ltpo assicura interventi che riducono l’impatto energetico per aumentare l’autonomia della batteria integrata da 4.700 mAh, che si ricarica velocemente con FlashCharge a 80 Watt via cavo e a 50 Watt con il caricatore wireless dedicato. Concludendo con il display, che è Hdr10+, ha una luminosità massima di 1.500 nits che si prodiga quando lo schermo è colpito dalla luce diretta del sole, così da risultare leggibile, oppure nella riproduzione di contenuti Hdr. Nell’uso empirico si sperimenta un display sempre ben definito, leggibile e illuminato, grazie anche al sistema automatico di illuminazione che non eccede e trova un ottimo equilibrio con la condizione ambientale.

Il display è uno degli elementi salienti dell’X80 Pro e ne è anche la dimostrazione di come Vivo abbia realizzato uno smartphone mettendo insieme le migliori componenti del momento. Il display Amoled E5 Ltpo3 è una primizia nel mondo degli smartphone, altra peculiarità è rappresentata dalla sezione imaging. Il tutto è supportato dal processore Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1 assistito da 12 GB d Ram e 256 GB di storage. Come tutti i più recenti modelli di Vivo, anche il nuovo flagship dispone della funzione di estensione della Ram con ulteriori 4 GB occupati nello storage. Dunque i test preliminare sulle prestazioni li abbiamo eseguiti con la configurazione effettiva di 16+252 GB. Abbiamo usato solo Geekbench 5 per avere un’idea di come si posiziona X80 Pro per lasciare alla futura recensione un approfondimento maggiore sulle performance.

Ebbene, con Geekbench 5 si ottengono i seguenti punteggi:
Geekbench single-core/multi-core: 1.170 / 3.553 punti
Geekbench compute: 5.864 punti

Considerando che il software fornito con l’unità è passibile, come da tradizione, di aggiornamenti (spesso fondamentali) all’approssimarsi della commercializzazione dello smartphone (fine giugno), possiamo stabilire che X80 Pro ha tutte le carte in regola per candidarsi a uno dei migliori smartphone del 2022.

Le condizioni ci sono tutte e le confermiamo già dopo queste prime ore di utilizzo. Abbiamo detto della compattezza, merito del display che occupa più del 92% della parte frontale così da tenere le dimensioni (considerando la diagonale) a 164,57×75,3×9,1 mm e peso di 219 grammi. La struttura con frame in alluminio è resistente alla polvere e all’acqua (IP68) e sui lati tende a scaldarsi leggermente quando si mette lo Snapdragon 8 Gen 1 sotto stress, segno che il sistema di raffreddamento a camera di vapore sfrutta le zone laterali per lo scambiamento del calore. Sempre di lato si riconoscono gli agganci delle antenne: in queste ore X80 Pro ha progressivamente confermato le ottime doti di presa e stabilità del segnale, sia esso cellulare (ottimo in 5G) o wireless. In particolare, il supporto Wi-Fi6 in abbinata con un router compatibile assicura velocità elevate tali da scaricare velocemente le app ma soprattutto di godersi senza intoppi la riproduzione multimediale.

Audio, video, hardware, Funtouch: il meglio per X80 Pro

Vivo ci mette del suo, perché ha inserito il motore geometrico per migliorare la riproduzione video così da sfruttare al massimo il pannello. Lo stiamo usando con la frequenza di refresh e la risoluzione massima e l’Amoled non delude mai in fatto di resa grafica. A cui si aggiunge un reparto audio con equalizzatore denominato Hi-Fi che consente sia di adattare la resa acustica alle cuffie utilizzate, sia di enfatizzare le sonorità attivando la super risoluzione audio. Quest’ultima interviene aumentando la qualità acustica andando a conferire maggiore precisione rendendo più “realistiche” le frequenze.

Insomma, ascoltare musica o guardare un film è un’esperienza di alto profilo. Così come utilizzare il velocissimo sistema di riconoscimento biometrico delle impronte digitali posto sotto al display con un meccanismo ultrasonico. Il riconoscimento delle impronte avviene nell’arco di frazioni di secondo. Interessante poi poter rafforzare la protezione impiegando in contemporanea due impronte digitali (per esempio i due pollici) per sbloccare il telefono o per accedere alle app, alle foto e ai dati messi nella zona di memoria protetta.

Come starete intuendo leggendo queste prime righe sull’X80 Pro, lo smartphone di Vivo ci sta piacendo e ha una densità di novità hardware non indifferente. Anche a livello software la Funtouch 12 (release PD2185BF_EX_A_12.0.11.11.W30.V000L1) basata su Android 12 non ha deluso perché è evidente che Vivo sta portando la sua interfaccia a essere sempre più in linea con Android standard con alcune aggiunte estetiche. L’utilizzo è semplice e intuitivo, mancano alcune funzioni di personalizzazione che sono state introdotto e hanno fatto scalpore in Android 12, ma siamo certi che arriveranno con il primo aggiornamento.

Nel complesso i menu sono minimal, con alcuni accenti colorati e tutto scorre morbido e delicato sotto le dita. Si chiama Funtouch ma potrebbe essere tranquillamente una stock con colori “solari”. Come nel caso dell’app fotografica, che è una interessante ed elegante combinazione di bianco, nero e giallo (usato per le icone e per identificare le opzioni attivate e in uso).

X80 Pro: il dettaglio del reparto fotografico

Siamo arrivati al clou e alla fase finale di questa prima condivisione dell’esperienza di X80 Pro: la parte fotografica. Zeiss ha cercato di estrarre il massimo dalle ottiche e dal software. Certo, il processore proprietario Vivo V1+ contribuisce in modo determinante a migliorare la resa fotografica, soprattutto di notte e in condizioni di scarsa luminosità. Posto che la fotocamera frontale ha sensore da 32 Mpixel (Samsung Isocell S5KGD2) con f/2.45, è il retro che fa la differenza con i quattro occhi:

  • sensore primario da 50 Mpixel (Samsung GNV, è un Isocell GN1 personalizzato per Vivo da cui la dicitura GNV), f/1.57, sistema autofocus con laser, messa a fuoco con rilevamento di fase (Pdaf) e stabilizzatore ottico (Ois);
  • sensore ultra wide angle e macro da 48 Mpixel (Sony Imx598), f/2.2, Fov di 114°;
  • teleobiettivo standard da 12 Mpixel (Sony Imx663), f/1.85, messa a fuoco Pdaf con gestione dual pixel, zoom ottico 2x e stabilizzatore ottico a gimbal su cinque assi, che di fatto corrisponde a un Ibis all’interno di una mirrorless. Questa ottica è utilizzata soprattutto per la modalità ritratto e la registrazione video super stabilizzata;
  • teleobiettivo a periscopio (in basso nella fessura quadrata) con sensore Hynix HI-847 da 8 Mpixel, f/3.4, Pdaf, Ois e zoom ottico a 5x.

Vivo X80 Pro gira video in 8K a 30 fps e in 4K a 30 e 60 fps. Se si attiva la modalità super stabilizzata nella registrazione video la risoluzione massima è di 1080p a 60 fps.

Discuteremo in modo più approfondito dell’uso fotografico nella nostra recensione, in queste prime ore possiamo confermare che la semplicità è parallela alla completezza. Vivo non ha ecceduto in tecnicismi inutili, anzi ha disposto sull’app fotografica le funzioni principali e i filtri in modo facilmente accessibile così da concentrarsi sulla parte creativa e non su come ottenere la foto.

Tra le modalità non mancano quella per fotografare il cielo stellato e la luna, quella totalmente manuale (Pro) e l’alta risoluzione, per chi vuole scattare in massima definizione con il sensore principale e quello ultra grandangolare.

Se la modalità fotografica standard è eccellente, in quella ritratto è divertente “giocare” con i vari effetti bokeh (alcuni dei quali firmati tipici di Zeiss) e in quella notturna si apprezzano i muscoli dell’Isp V1+. Prima di lasciarvi alla nostra galleria fotografica, così potrete valutare le doti fotografiche del V80 Pro (che ci hanno subito conquistato), vi segnaliamo che nella modalità foto standard è presente la scritta Zeiss. Che abbiamo usato spesso e volentieri perché abilita la modalità di colore naturale, ottenendo foto con una resa cromatica pressoché identica a quella che si vede a occhio nudo. Non indugiamo oltre in queste prime impressioni e vi lasciamo con gli scatti più significativi fatti con il Vivo X80 Pro.

Vivo 80 Pro: galleria fotografica

modalità standard (Hdr auto)modalità Zeiss (Hdr auto)

Modalità di scatto varie

Valutazione
Vivo X80 Pro: 1.299 euro
vivo-x80-pro-prime-impressioni-dopo-una-giornata-di-utilizzoLo smart-foto-phone perfetto. Con Vivo X80 Pro non si rinuncia a nulla: eccellente display, processore flagship, sistema operativo Android 12 ben confezionato, buona autonomia e un reparto imaging che ha pochi pari per fedeltà dei colori in modalità Zeiss. Un vero portento. Un exploit per Vivo che ha saputo valorizzare la partnership con Zeiss e ha prodotto un device che non teme alcun rivale.