Questa mattina il Ministro dello Sviluppo Economico (Mise) Giancarlo Giorgetti, nel corso di un’audizione in video conferenza, ha confermato che è stato rinviato lo switch-off che avrebbe comportato il passaggio al Dvb-T2 e al Mpeg-4. Nel corso del webinar il Ministro ha anche enucleato la nuova roadmap, rimandando qualsiasi scadenza a una data successiva a quella del prossimo 1 settembre. Con buona pace dei retailer e dell’industria in Italia che stavano programmando questa scadenza da ormai diversi mesi, gestendo i prodotti e i magazzini per affrontare l’incremento potenziale di domanda di Tv. Sullo switch-off del 1 settembre 2021 i brand e la distribuzione avevano strutturato i budget per quest’anno. L’attesa era un incremento fino almeno al 20% delle vendite di Tv rispetto al 2020 e persino al 2019, anche in virtù dei numerosi eventi sportivi previsti nel 2021.
Non più tardi del 15 luglio, Andrea Scozzoli, presidente di Aires (che rappresenta i retailer specializzati in elettronica di consumo) in occasione della presentazione del Rapporto Annuale 2021 della Federazione Optime aveva confermato: ““Ci sono grandi aspettative per via dei numeri significativi: milioni di Tv che saranno venduti a partire da settembre fino a fine anno e, forse, oltre. Bisognerà vedere se ci sarà la corsa dal primo giorno del passaggio al Dvb-T2 e come si comporteranno i consumatori. I retailer sono pronti per l’evento, anche perché la data di inizio è fissata da ormai tre anni. I magazzini sono forniti di prodotto ma perché la programmazione è iniziata mesi fa e nei primi giorni le insegne saranno in grado di sostenere l’elevata domanda; il tema dello shortage si porrà eventualmente nelle settimane successive”.
La pietra angolare del business Tv di quest’anno per traguardare il tanto atteso sbocco del sell-out era lo switch-off del 1 settembre 2021, programmato sapientemente da tempo. Che Giorgetti spiazzi tutta la strategia messa in capo dai brand e dai retailer come fosse nulla, la dice lunga sulla lungimiranza del Mise. Siamo quasi di fronte a un ossimoro: il Ministero dello sviluppo economico che non coinvolge né dà il giusto peso ad alcuni dei protagonisti che creano lo sviluppo economico. Ma nei palazzi, si sa, l’attenzione agli interessi particolari è una regola che si perde nelle stanze andreottiane. Così hanno vinto le ragioni di emittenti e Governo e sono state ignorate quelle di industria, retail e consumatori.
La nuova roadmap dello switch-off
In sintesi, l’illuminato Giorgetti ha spiegato che lo switch-off del 1 settembre 2021 che avrebbe fatto passare alla codifica del segnale in Mpeg-4 (oggi trasmesso in Mpeg-2) è rimandata al 15 ottobre. Mentre il passaggio completo al Dvb-T2 sarà necessario attendere il 1 gennaio 2023.
A compendio, sono state anche modificate le aree geografiche interessate dallo switch-off seguendo la seguente tabella. A poco più di un mese, cambia tanto, non tutto, ma abbastanza per stravolgere strategie, aspettative di vendita, budget e mandare a monte le operazioni e le attività già programmate. In un atto di autolesionismo conclamato, si è reso ancor più inutile lo spot naif nel quale si annunciava l’arrivo della nuova infrastruttura televisiva e si invitava velocemente ad adeguare l’impianto…

Dvb-T2: refarming e copertura delle Regioni
Dalle pagine di Digital-Forum, dedicato al mondo della Tv, si apprendono una serie di fatti riguardanti le direzioni prese dal Mise in merito allo switch-off e al passaggio ai nuovi standard del digitale terrestre (Dvb-T2 e Mpeg-4). Le riportiamo in forma integrale e sono consultabili in questa discussione:
La modifica del calendario di rilascio delle frequenze disposto dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019 per le ragioni indicate in premessa, presuppone una riduzione delle tempistiche necessarie per il refarming delle frequenze, con una successione temporale delle operazioni nelle aree tecniche tali da ridurre i problemi interferenziali verso l’estero nonché le possibili interferenze interne
A tal fine è stato ipotizzato quanto segue. La calendarizzazione della regione Sardegna negli ultimi due mesi del 2021 consentirebbe di avviare le operazioni di refarming senza impatti interferenziali nocivi all’interno del territorio nazionale per la posizione geografica dell’area, operazioni tecnicamente sostenibili considerando le modifiche frequenziali ridotte da attuare dagli operatori di rete e lo stato di predisposizione delle stesse, alla luce della calendarizzazione originaria dal mese di gennaio 2022.
Le successive operazioni di refarming potrebbero avvenire di seguito a partire da gennaio 2022 nelle regioni del Nord Italia (Area 2 e Area 3) proseguendo poi senza soluzione di continuità, dal mese di marzo 2022, con le regioni dell’Area 4, al fine di anticipare il rilascio delle frequenze causa delle lamentate interferenze estere, terminando poi con le restanti regioni dell’Area tirrenica (Area 1) entro il termine del 30 giugno 2022, termine non superabile per rispettare i vincoli normativi dell’Unione Europea (decisione (UE) 2017/899) e nazionali (legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145).
Al fine di facilitare le operazioni di refarming, di ridurre interferenze a livello nazionale e internazionale e considerando la precedente calendarizzazione delle regioni secondo la quale gli operatori di rete in ambito locale dell’Area 2 e dell’Area 3 avrebbero dovuto rilasciare le frequenze nel periodo settembre – dicembre 2021, si ritiene opportuno prevedere la facoltà di effettuare per tutti gli operatori di rete in ambito locale, in tutte le quattro Aree geografiche, il rilascio della frequenza oggetto del relativo diritto d’uso in anticipo rispetto alle nuove scadenze, con la possibilità di presentare la domanda di rilascio, previo spegnimento degli impianti, entro 30 giorni a decorrere dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto ministeriale di modifica del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019.
Codifiche e standard innovativi
Al fine di agevolare la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione verso standard di trasmissione avanzati, si ritiene opportuno, in presenza dei nuovi contributi introdotti dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178, evidenziare la previsione di cui all’art. 6, c. 5 del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019 (… durante il periodo transitorio gli operatori di rete possono effettuare la trasmissione di uno o più programmi con la codifica DVBT/MPEG-4 o codifiche e standard più evoluti in anticipo rispetto alle scadenze del presente articolo. Dette iniziative saranno oggetto di comunicazione nei confronti degli utenti…), ritenendo utile nell’interesse generale che alcuni programmi possano essere trasmessi, con individuazione volontaria da parte dei FSMA, a livello nazionale almeno con la codifica DVB-T/MPEG-4.
L’obiettivo di conseguire una ampia diffusione degli apparecchi di ricezione televisivi dotati delle nuove tecnologie dovrà essere conseguito con una campagna di comunicazione intensa a partire dalle prossime settimane, dalla presenza dei nuovi contributi aperti a tutti i cittadini senza vincoli di reddito e ISEE e dalle iniziative descritte nel punto 1.
Pertanto, la dismissione della codifica DVB-T/MPEG-2 in favore almeno della codifica MPEG-4 su standard DVB-T, attualmente prevista in coincidenza con il primo giorno di avvio delle attività del periodo transitorio nell’Area 2, dovrebbe essere avviata a partire dal 15 ottobre 2021 con le iniziative di cui al punto 1 sopra descritto. In particolare nella data suddetta potrebbe essere organizzato lo spegnimento contestuale a livello nazionale di un numero di programmi rappresentativi in DVB-T/MPEG-2, utilizzando almeno la codifica DVB-T/MPEG-4, e detta iniziativa diventerebbe l’oggetto di una campagna di comunicazione diffusa e intensiva per rendere consapevoli i cittadini della necessità di dotarsi di apparecchi televisivi adeguati.
La dismissione generalizzata della codifica DVB-T/MPEG-2 sarebbe poi definita con un successivo provvedimento da emanare entro la fine del 2021, a seguito della verifica degli effetti delle misure tecniche, finanziarie e di comunicazione sopra descritte.
L’attivazione dello standard DVB-T2 a livello nazionale sarà disposta a partire dal 1 gennaio 2023, ritenendo necessario un periodo più ampio per l’implementazione a regime del nuovo standard.






















