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Il dato riportato da TrendForce segna un precedente importante nella storia degli smartphone: quest’anno la produzione globale di smartphone avrebbe subito una diminuzione solo del 6% nel primo trimestre del 2021.

È un dato particolare perché di solito, in questo range temporale, la produzione di smartphone è solita mostrare un calo trimestre su trimestre che si aggira attorno al 20%. Non è un caso: la domanda vive il paragone impietoso con la fine dell’anno, dove tra Black Friday e Natale le vendite tendono a subire un’impennata.

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Il primo trimestre 2021 sembra invece aver subito una nuova tendenza, quella alimentata dalle imponenti vendite dei nuovi iPhone 12, presentati a settembre e disponibili in quattro modelli, e dalla produzione moltiplicata dei brand cinesi che hanno guardato alle tensioni tra Huawei e gli Stati Uniti come un’opportunità per rosicchiare quote di mercato. Un incrociarsi di fattori che dovrebbe permettere alla produzione globale di smartphone per il primo trimestre del 2021 di raggiungere 342.000 di unità, registrando un un aumento su base annua del 25% e un calo su base trimestrale di appena il 6%. Alla fine del 2020 la produzione era stata di 364.000 di unità, con Apple che aveva conquistato la medaglia d’oro in termini di volume di produzione.

L’incidenza dei modelli di fascia alta sulle vendite globali nel 2020 ha subito una riduzione a causa della pandemia. Eppure Apple è riuscita a portare a casa quote di mercato grazie ai nuovi modelli 5G e a una strategia di prezzo indovinata. Nell’ultimo trimestre del 2020, Apple ha prodotto 77,6 milioni di unità di iPhone, con una crescita dell’85% trimestre su trimestre. Un dato che ha permesso a Cupertino di effettuare il sorpasso tanto cercato su Samsung, conquistando il gradino più alto del podio tra i brand di smartphone.

Alla fine del 2020 gli iPhone 12 hanno rappresentato quasi la totalità della produzione della Mela Morsicata (ben il 90%) e nel primo trimestre del 2021 la produzione totale di iPhone dovrebbe raggiungere i 54 milioni di unità, con i modelli di iPhone 12 che rappresentano ancora circa l’80% di questo volume.

In casa Samsung si è invece segnato un calo trimestre su trimestre del 14%, dettato dalla produzione di 67 milioni di unità nell’ultimo trimestre 2020, sia a causa della spinta di Apple che per la fine delle attività di rifornimento legate alle festività natalizie in Nord America ed Europa.

Passando all’inizio del 2021, Samsung ha anticipato il rilascio della famiglia Galaxy S21, così da presidiare le quote di mercato rispetto alla fascia alta, combinando strategie promozionali. La produzione trimestrale del brand raggiungerà probabilmente circa 62 milioni di unità per questo primo scorcio di 2021. Per tutto il 2021, TrendForce si aspetta che Samsung sia in cima alla classifica annuale dei marchi per produzione. Tuttavia, mantenere la posizione di leadership sarà sempre più difficile a causa della forte concorrenza di diversi attori cinesi che hanno vissuto una rapida crescita negli ultimi anni.

Guardando alla strategia di prodotto, Samsung dovrebbe puntare sulla serie Galaxy Fold, la famiglia foldable, e sulla famiglia Galaxy Note, che mixa schermi di grandi dimensioni all’iconico pennino. L’obiettivo principale degli sforzi di vendita di Samsung sarà ancora sulla serie Galaxy A che comprende modelli nei segmenti di fascia alta, media e bassa. Per competere efficacemente con i marchi cinesi che vantano un miglior rapporto qualità-prezzo per i loro dispositivi, Samsung manterrà specifiche elevate e un vantaggio di prezzo per i dispositivi Galaxy A.

Oppo (includendo anche OnePlus e Realme), Xiaomi e Vivo hanno prodotto rispettivamente 50 milioni, 47 milioni e 31,5 milioni di smartphone nell’ultimo trimestre del 2020. Numeri che li posizionano al terzo, quarto e sesto posto della classifica. Guardando al primo trimestre del 2021, questi tre brand sopra menzionati dovrebbero mantenere un obiettivo di produzione aggressivo ed espandersi sia nei mercati esteri che in quelli interni. Una crescita del loro volume di produzione che dovrà però fare i conti con l’effettiva capacità di produzione.

In risposta all’aumento delle tensioni tra Cina e Stati Uniti, Huawei ha mantenuto un elevato inventario di dispositivi, così da mitigare l’impatto delle sanzioni del Dipartimento del Commercio. Huawei ha quindi registrato un volume di produzione di 34,5 milioni di unità nel quarto trimestre del 2020, con una diminuzione del 21% su base trimestrale. Questa performance è stata sufficiente per portare Huawei al quinto posto.

L’incognita LG

A inizio anno si sono rincorse voci secondo cui LG avrebbe preso in considerazione la chiusura o la vendita della sua unit di smartphone, sospendendo anche la ricerca e lo sviluppo sui nuovi modelli. Sebbene LG sia stata implacabile nell’innovazione e nello sviluppo di smartphone di fascia alta in passato, le sue prestazioni di vendita sono rimaste indietro rispetto alle offerte più competitive di Samsung e Apple nel segmento di fascia alta. Allo stesso modo, nei segmenti entry-level e di fascia media, LG non ha raggiunto i marchi cinesi, i cui prodotti hanno goduto di un vantaggio di prezzo. Di conseguenza, la quota di mercato degli smartphone del brand ha subito un graduale calo su base annua dal 2016, arrivando al nono posto nella classifica della produzione nel 2020. In futuro, LG concentrerà i suoi sforzi di vendita in America, mentre TrendForce si aspetta che la sua quota di mercato diminuisca rispetto ad altri marchi, tra cui Samsung e Xiaomi.

Con uno sguardo di ampio respiro, il 2021 dovrebbe essere caratterizzato da un rallentamento progressivo della pandemia. È quindi probabile che anche l’industria degli smartphone viva una netta ripresa. Data la domanda ciclica di sostituzione e la domanda dalle regioni emergenti, TrendForce prevede che il volume di produzione totale di smartphone per il 2021 raggiungerà 1,36 miliardi di unità, con un aumento del 9% su base annua.