serially
IWS21

Serially si ammanta della dicitura “prima piattaforma streaming italiana gratuita dedicata a serie TV internazionali inedite in Italia”. Fin qui è innegabile che sia un progetto tutto italiano, sostenuto dalla parent company pugliese IX Media. Siamo stati al debutto ufficiale a metà ottobre nel quale erano stati dichiarati i target minimi di crescita e sostenibilità: arrivare ad almeno 15mila iscritti entro la fine del 2021 e riuscire a totalizzare quanto prima la soglia di 250mila iscritti perché è quella per traguardare il “break even”. Ebbene, nella più recente comunicazione ufficiale dell’azienda made in Italy si legge che il 2022 inizia “con un primo risultato sorprendente: più di 40.000 utenti registrati. In soli 3 mesi è stato raggiunto un goal che sottolinea l’ottima partenza ottenuta dopo il lancio ufficiale del 14 ottobre 2021, con un trend di crescita che si conferma costante”.

Quando si scelgono gli aggettivi, bisognerebbe stare attenti. Termini come “sorprendente” e “ottimo” sarebbero da ponderare con il bilancino, soprattutto se messi nella stessa frase e confrontati con quanto detto in conferenza stampa.

I numeri non sbagliano mai. La soglia dei 15mila utenti registrati, sospinti dalle strategie di breve termine dei social, è stata raggiunta l’11 novembre 2021: poco meno di un mese dopo dall’attivazione della piattaforma. Nell’arco dei successivi due mesi sono stati convalidati i 25mila utenti aggiuntivi che hanno permesso a Serially di acclamare il traguardo di 40mila raggiunto entro la fine di gennaio. Questo significa che attualmente la piattaforma cresce con un ritmo di circa 14mila registrazioni per mese: a questo ritmo, il break even è raggiunto nei prossimi 15 mesi (supponendo che questo ritmo sia mantenuto, ma potrebbe accelerare come rallentare). Vale a dire che approssimarsi al milione paventato da Alessandro Mandelli, ceo di Serially, entro il primo anno di attività è ben lungi. Ma stante le cose in questo modo, persino il break even in complessivamente due anni è un risultato ambizioso ma doveroso.

Serially: aumenta il tempo medio trascorso online

L’informativa ufficiale di Serially continua sostenendo che “a questo trend, si aggiungono anche i dati che mostrano come gli utenti si stiano appassionando alla piattaforma e aumentino costantemente la fruizione dei contenuti”.

Ancora i numeri, che non deludono mai. Stando a quanto comunicato, “il 60% dei registrati ha visionato almeno due serie TV e, di questi, il 55% ne ha viste più di tre. Questi dati sono particolarmente significativi perché costituiscono una media tra gli early adopter di ottobre e i nuovi arrivati, segnando un crescente interesse nei confronti del progetto e dell’offerta”.

Per la cronaca, l’offerta è partita con 13 serie iniziali a cui se ne sono aggiunte una dozzina nel corso delle settimane successive in una escalation natalizia che è continuata anche con gennaio. La percentuale relativa di incremento delle serie appare disallineata rispetto a quella di incremento degli iscritti. Questo dovrebbe aprire spazi di ragionamento nei corridoi di Serially e IX Media, soprattutto considerando che YouTube (la principale piattaforma di fruizione video gratuita) ha smesso di produrre serie originali oppure osservando i trend di Netflix. La cui crescita è limitata da un effetto “saturazione” e l’incremento in termini di fatturato passa dall’aumento del canone mensile (quindi da un incremento del margine pro-capite), per compensare un basso marginale relativo nell’aumento degli iscritti effettivi. Il principio della fruizione gratis ma con inserti pubblicitari dovrebbe tenere in considerazione questi moltiplicatori.

Serially, non pago, produce altri valori, questa volta relativi. Ovvero: “In aggiunta, un altro dato significativo è il tempo medio trascorso sulla piattaforma che segna una linea di crescita continua, vantando infatti un incremento del 42% nel secondo mese, e segnando un progresso aggiuntivo nel terzo mese del 59%”. Sarebbe ancora più interessante conoscere i dati assoluti in termini di tempo medio espressi in ore, minuti e secondi. Passare da 10 minuti di visualizzazione media a 14,2 minuti significa un incremento del 42% ma la puntata di una serie ha una durata media tra 30 e 60 minuti.

Infine, in questi primi mesi di Serially “sono emersi anche alcuni insight in relazione ai gusti degli utenti in quanto a tipologia di serie TV: i titoli preferiti della piattaforma appartengono rispettivamente ai generi: fantasy, comedy-drama e thriller”. Di fatto, sono le principali categorie in cui si snoda il catalogo.

Dice Serially: “In particolare, il titolo che ha appassionato di più gli utenti è sicuramente Cupido, un fantasy che racconta in chiave moderna la storia degli Dei dell’amore: i Cupidi. Questa serie TV aveva già riscosso un grande successo in Spagna, che ha trovato quindi conferma poi anche in Italia. Seconda classificata si posiziona Brassic, la comedy-drama UK considerata la serie TV di maggior successo degli ultimi sette anni nel Regno Unito. A seguire Si Fueras Tu, il thriller spagnolo che vede come protagonista Maria Pedraza, volto noto per la partecipazione in Elite e La casa di carta. A sorpresa, vista la recente pubblicazione nel mese di dicembre, seguono la classifica Beowulf, la serie storica dedicata al famoso poema epico anglosassone, e 12 Deadly Days, una comedy-thriller a tema natalizio. Quest’ultima serie in particolare, ha catturato l’attenzione di nuovi utenti diventando contemporaneamente la serie più seguita su Serially nei giorni precedenti al Natale”. 

Alessandro Mandelli: “I risultati di Serially sono incoraggianti”

Alessandro Mandelli, CEO di Serially alla luce di questi successi: “Questi primi risultati sono sicuramente più che incoraggianti e ci confermano l’interesse crescente da parte degli utenti nei confronti della nostra piattaforma. Non avere un vincolo di abbonamento, in un periodo storico come quello attuale che vede rincari legati ai servizi e alle materie prime, rende Serially una soluzione ideale per gli italiani alla ricerca di forme di intrattenimento che non gravino sulle spese mensili”. Ci sia permessa una nota a latere: il riferimento a servizi e materie prime è del tutto fuori contesto.

Conclude Mandelli: “La piattaforma è l’alternativa perfetta per chi vuole sentirsi libero di valutare diversi titoli senza attivare un ulteriore abbonamento. Siamo convinti che chi sceglie la nostra piattaforma condivida anche i nostri valori, che trovano espressione nella scelta dei contenuti: diversità, inclusione e trasparenza. Questi pilastri, insieme alla centralità dei nostri utenti, rappresentano le coordinate che guidano quotidianamente le nostre scelte di sviluppo”.

Il fatto che, in termini di sviluppo (e lo scrivente parla da mero consumatore), ci sarebbe da lavorare per elevare la qualità di riproduzione, superando l’HD, che è particolarmente penalizzate sui Tv, e operando anche in termini di supporto per tecnologie di visualizzazione più coinvolgenti (HDR per esempio). Oltre a una navigazione più evoluta nell’app.

Serially è visibile in streaming online all’indirizzo serially.it, su device mobili attraverso l’app disponibile per iOS e Android, su SmartTV grazie a Apple TV e Android TV (disponibile su diversi modelli delle seguenti marche: Sony, TCL, Philips, Hisense, Nokia, Sharp, Metz, Xiaomi, Panasonic, Thomson, Telefunken). Seguirà il rollout anche per Samsung e LG, che avverrà nei prossimi mesi.