Samsung pc

La battaglia per aggiudicarsi il titolo di miglior camera phone del 2022 è già iniziata e Oppo è trai pretendenti alla Top 5, se non alla Top 3. Usando il nuovo flagship Find X5 Pro ci si rende conto di quanto e come il produttore abbia portato a un superiore livello di perfezionamento, sia in termini fotografici sia in generale nelle performance, il progetto iniziato con il Find X3 Pro. Mantenendo alcuni capisaldi ben centrati e intonati (come per esempio il sensore principale e quello ultra wide angle identici in virtù del Sony Imx766), ha introdotto modifiche funzionali e sostanziali al fine di assicurare un comportamento ottimale in tutte le condizioni di utilizzo. E questo vuole indicare sia l’ambito fotografico, quello a cui Oppo tiene maggiormente, sia quello lavorativo, multimediale, personale e gaming. Alla resa dei conti Find X5 Pro è uno smartphone che potremmo definire “totale”: Oppo ha centrato tutti gli obiettivi offrendo un insieme completo di funzioni, senza rinunce tali da pregiudicarne l’utilizzo.

Anzi. Il brand ha interpretato la semplificazione della terza legge di Newton proposta nel film Interstellar: “L’unico modo che gli umani hanno trovato per andare avanti è lasciarsi qualcosa alle spalle”. E così ha rinunciato a due funzioni marginali e statisticamente poco usate, come lo zoom a periscopio, la funzione microscopio e poco altro, per concentrarsi sugli strumenti che servono davvero e fanno la differenza a livello fotografico. Si badi bene che abbiamo usato il termine “statisticamente”: le scelte di Oppo, secondo noi correttamente, si sono basate sulla frequenza e la diffusione nell’utilizzo delle funzioni messe a disposizione. Per “accelerare” su alcune, si è dovuto a rinunciare ad altre a bassa incidenza percentuale nell’utilizzo degli utenti.

BEST-FOR-IGIZMO

Ragionamento corretto, perfino condivisibile, ma che potrebbe non fare contenti alcuni utenti impallinati di foto. Ebbene, questi si ricordino due fattori: il primo è che sugli smartphone si parla di computational photography, non di fotografia “pura” ma gestita e intermediata da software, algoritmi e intelligenza artificiale. Secondo lo smartphone non è un surrogato della macchina fotografica, ne è l’alternativa comoda, pratica e sempre a portata di mano. Il compito di un brand come Oppo è di assicurare la massima qualità di scatto e di registrazione video con il minimo sforzo, non sostituire apparecchi specializzati (è pur sempre uno smartphone). Per questo, meglio un insieme compatto e sinergico di componenti che una profusione di obiettivi che sono usati saltuariamente. Meglio un MariSilicon X che riduce il rumore nelle foto notturne, insomma.

Ci si ricordi di questo piccolo aneddoto. Un celebre fotografo si è recato a cena da una dama, per mostrargli le foto; la reazione della dama è stata ovvia: “Che belle immagini, con quale macchina fotografica ha scattato?”. Saggiamente il fotografo non risponde. Dopo la cena, il fotografo chiede alla dama: “Che cibo prelibato, con quali padelle ha cucinato?”.

Lasciamo a voi il compito di trovare chi è stato il celebre fotografo a essere così arguto. Ma il concetto di base è lo stesso: dati strumenti ben calibrati, ben studiati e ben ingegnerizzati, non è ciò che si usa per fare le foto ma il risultati che si è capaci di ottenere. Non è la mancanza di un sensore a fare la differenza, ma la resa dello smartphone. E il Find X5 Pro è un camera phone che propone innovazione, permette di scattare immagini fedeli ai colori della scena e ottime dal punto di vista fotografico, senza preoccuparsi di come farlo così da scatenare la propria creatività, e mette nelle mani dell’utente un “pacchetto” completo, potente e versatile. Certo il prezzo è importante (1.299,99 euro) ma è un flagship e il brand ha scelto di proporre quanto di meglio abbia progettato a livello hardware e software. E poi nel momento in cui si scrive sono attive numerose promo per l’acquisto del top di gamma.

La nostra prova completa dell’Oppo Find X5 Pro si sviluppa in tre parti. Nella prima vi proponiamo il video dell’unboxing. Nella seconda parte il video con la descrizione approfondita delle caratteristiche tecniche, delle funzioni e dell’interfaccia. Nella terza sezione procediamo con i benchmark, le valutazioni sull’esperienza d’uso e i test sulla sezione fotografica con gli scatti e i video in tutte le modalità.

Oppo Find X5 Pro: unboxing

Oppo Find X5 Pro: approfondimento delle specifiche tecniche

Oppo Find X5 Pro: esperienza di utilizzo e benchmark

Iniziamo riassumendo le specifiche tecniche dell’Oppo Find X5 Pro:

  • Sistema operativo: Android 12
  • Interfaccia: ColorOS 12.1
  • Display: Oled Ltpo (2a generazione) da 6,7″, 10 bit
  • Risoluzione: 3.216×1.440 pixel (525 dpi), 20:9
  • Rapporto screen-to-body: 90%
  • Frequenza refresh verticale: 120 Hz dinamica (1-120 Hz)
  • Luminosità: massima 1.300 nit; 800 nit tipica
  • Protezione: lastra Corning Gorilla Glass Victus
  • Scocca: frame in alluminio, dorso in ceramica a nano particelle (Oppo la definisce 2 volte più resistente del vetro)
  • Indice di protezione: IP68
  • Dimensioni: 163,7×73,9×8,8 mm
  • Peso: 218 grammi
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1 (4 nm)
  • Architettura: octa core 1xCortex-X2 a 3 GHz; 3xCortex-A710 a 2,5 GHz; 4xCortex-A510 a 1,8 GHz
  • GPU: Adreno 730 (4 nm; 1.024 ALU a 970 MHz)
  • Ram: 12 GB (espandibili con aggiuntivi 3, 5 o 7 GB dedicano una parte dello storage)
  • Storage: 256 GB UFS 3.1
  • Batteria: 5.000 mAh
  • Speaker: due stereo
  • Connettività: 5G, Wi-Fi6, Usb-C 3.1
  • Carica batteria in dotazione: SuperVooc a 80 Watt
  • Supporto ricarica wireless: sì, anche con funzione “inversa”
  • Supporto dual Sim: sì
  • Supporto eSim: sì

L’evidente punto di forza del Find X5 Pro è rappresentato dal display. Mostra subito le sue doti per definizione, precisione dei colori, brillantezza e nitidezza. Abbiamo impostato le nostre prove rinunciando ai meccanismi automatici di gestione della risoluzione e della frequenza di refresh, impostando sui valori massimi: rispettivamente di 3.216×1.440 pixel e 120 Hz. Abbiamo lasciato su automatica solo la luminosità, per comprendere come gli 8.192 livelli di regolazione della retroilluminazione operassero. Ebbene, dobbiamo ammettere che in questa configurazione abbiamo avuto non poche sorprese. Tutte belle per gli occhi: la riproduzione multimediale, sia essa di foto, video, giochi o animazioni, ne ha guadagnato in qualità. E il display mostra tutte le sue doti della profondità di colore a 10 bit proprio quando messo sotto stress con la visualizzazione di contenuti impegnativi. Matrix Revolutions, con la sua cacofonia di chiari/scuri e scene movimentate, è persino meglio che al cinema.

Quando si vedono filmati, in streaming o in locale, il merito di spremere al massimo le doti del pannello Oled per una visuale ottimale è del motore 01 Ultra Vision composto da tre opzioni nel pannello “Impostazioni/Schermo e luminosità”. Queste tre servono per migliorare la nitidezza, la fluidità, la fedeltà dei colori e attivare l’HDR anche con sorgenti non HDR. Perché tutto funzioni al meglio è bene lasciare nella scheda “Modalità colore dello schermo” la configurazione su Naturale, che rende meno “croccanti” le icone, i menu e l’interfaccia in generale di ColorOS 12.1 ma si esalta con la riproduzione multimediale perché supporta i profili dei colori e quindi adegua la calibrazione in base al contenuto.

Se volete sempre massimizzare ed esasperare i colori, da Naturale spostate su Vivace. Se invece vi sentite in grado di entrare nella modalità Pro, trovate le due opzioni Cinematografico e Brillante (che aumenta il livello di saturazione complessiva ma supporta comunque i profili dei colori). Dunque le scelte secondo noi sono tra Naturale e Brillante nella Pro perché assicurano una resa adeguata in tutte le occasioni. Le altre sono più tipiche e particolari, vanno a soddisfare “palati” ben precisi.

Il plus dell’X5 Pro, anche per merito del poderoso hardware sottostante, è che finalmente il motore 01 Ultra Vision non solo può essere usato in abbinata alla massima risoluzione e a 120 Hz, quando invece nell’X3 Pro bisognava rinunciare a qualche opzione. Ma, in virtù delle due ampie superfici in grafene che “impacchettano” la generosa camera di vapore, lo smartphone non supera mai soglie critiche di calore anche durante l’uso intenso. E questa efficienza di dissipazione del calore evita che l’Ultra Vision si disattivi per “surriscaldamento”, come succedeva con X3 Pro quando si metteva sotto grande sforzo il SoC.

Insomma, il design rinnovato proposto da Oppo non riguarda meramente l’introduzione di un processore più potente o il miglioramento di alcuni aspetti. Ha impattato in modo significativo su tutto il sistema nel suo complesso: il fatto che non scaldi mai in modo fastidioso (si sente un po’ di calore sul dorso quando veramente si mette sotto stress senza sosta) è sintomatico di un ragionamento rivisto e perfezionato. Così come il fatto di organizzare i componenti interni per aumentare la batteria da 4.500 a 5.000 mAh. Che sfrutta la nuova SuperVooc da 80 Watt. In 15 minuti si ottiene circa il 50% di autonomia aggiuntiva. In poco di mezz’ora si ricarica lo smartphone da 0% al 100%. Una grande comodità.

Oppo sembra avere seguito due strade parallele ma complementari: migliorare quanto di buono c’era sul X3 Pro; introdurre novità inedite per massimizzare alcune caratteristiche fondamentali.

La gestione del display rientra in questo scenario. Così come l’interfaccia, esaltata dal pannello che la fa scorrere in modo reattivo e veloce sotto le dita. ColorOS 12.1 parte dall’ambiente “stock” di Android con interventi estetici volti più ad abbellire e semplificare che ad appesantire.

Le possibilità di personalizzare colori, icone e sfondi permettono di configurare un ambiente d’utilizzo in modo dettagliato così da crearsi il proprio habitat. La compatibilità è garantita con tutte le app che trovano nuova linfa nelle performance del Find X5 Pro. Non abbiamo riscontrato rallentamenti di sorta nemmeno mantenendo aperte in background una dozzina di app tra le più gravose (giochi inclusi). Dunque, abbiamo eseguito i benchmark con il telefono configurato per essere usato quotidianamente. Il che equivale a dire con installate e funzionanti anche le app per il social network e la chat, tipicamente molto esigenti. Ecco i risultati dei benchmark:

Antutu: 712.198 punti
Geekbench: 843 single-core; 3.184 multi-core
Geekbench compute: 6.069

Numeri che testimoniano uno smartphone capace di spaziare dalla produttività, al lavoro fino al multimedia più evoluto. Come nel caso delle interviste video girate con Filmic Pro, montate con Filmora per Android e caricate su YouTube direttamente dall’Oppo.

ColorOS 12.1 mantiene coerenza rispetto al passato senza rinunciare a eleganza e velocità. Per le funzioni “tradizionali” si affida alle app standard di Google, come nel caso dell’app telefonica o per gli Sms. A proposito, il Find X5 Pro è un eccellente telefono perché le chiamate vocali sono sempre precise e cristalline, mentre la qualità del segnale non è mai messa in discussione né in Wi-Fi né con la rete telefonica. Questo perché le antenne sono gestite in modo dinamico dall’intelligenza artificiale di ColorOS 12.1 al fine di scegliere i punti di aggancio sulla scocca che massimizzano il segnale in accordo a come l’utente impugna e tiene il telefono.

Se ancora non bastasse, Oppo ha provveduto a realizzare un telefono persino bello da guardare e resistente da utilizzare. La scocca con il frame in alluminio che aggancia da una parte la lastra Corning Gorilla Glass Victus per il display e dall’altra la superficie in ceramica ultra resistente, arrotondata nei pressi delle ottiche, è resistente all’ingresso di polvere, detriti e acqua dolce (fino a 1,5 metri per 30 minuti)

MariSilicon X, Sony Imx 766 e Hasselblad: la fotografia al top

  • Fotocamera principale: Sony Imx766 a 50 Mpixel, f/1.7, 25 mm equivalente, messa a fuoco sull’intera superficie del sensore a rilevamento di fase (multi-directional Pdaf), stabilizzatore ottico (Ois) a 5 assi (3 assi sul sensore; 2 assi sulla lente), Fov circa 80°
  • Fotocamera ultra grandangolare: Sony Imx766 a 50 Mpixel, f/2.2, 15 mm equivalente, multi-directional Pdaf, Fov a 110°, modalità anche macro
  • Tele obiettivo: 13 Mpixel, f/2.4, 52 mm, zoom ottico 2x, Pdaf
  • Sensore selfie: 32 Mpixel, f/2.4, 21 mm equivalente

Se Oppo Find X5 Pro è un gioiello di estetica, è anche per merito della scocca che ingloba gli obiettivi fotografici senza soluzione di continuità rispetto alla superficie posteriori. Come avrete notato nell’elencazione dei sensori, rispetto a X3 Pro è stata attuata una modifica estetica e funzionale. Gli “occhi” grandi passano da tre a due, mentre il teleobiettivo è inserito nell’occhio piccolo posto sopra lo spettometro a 13 canali. Si riconosce perché è bianco lattiginoso (il punto bianco tendente al giallo inferiore è il flash).

Il nuovo analizzatore dello spettro dei colori, che tra l’altro permette una più precisa calibrazione del bianco, insieme con il MariSilicon X e agli algoritmi di Hasselblad rientrano nell’insieme di innovazioni proposte al fine di scattare foto dai colori realistici. Oppo ha lavorato a stretto contato con Hasselbald per ottenere questa calibratura dei colori ma la partnership si concretizza anche in tre filtri, che conferiscono più pathos alle foto, e soprattutto nella modalità di scatto XPan (nel menu Altro) che permette di ottenere foto splendide per incisività e realismo. XPan è una modalità classica di Hasselblad a 35 mm, lo stesso formato che avrà l’immagine digitale. Inoltre, impostando la modalità di utilizzo Pro (nel menu Altro) della fotocamera si riconosce la lettera H e si ottiene il controllo di tutte le impostazioni di scatto: è la vera modalità manuale. Infine, Hasselbald è riconoscibile dal tasto arancione di scatto. Un tassello quasi subliminale di questa composita collaborazione.

Potremmo concentrarci su quelle che alcuni definerebbero “mancanze”, come l’assenza di un teleobiettivo a periscopio e della funzione microscopio presente su X3 Pro. Ma quando si inizia a fotografare con il Find X5 Pro queste “mancanze” diventano chiacchiere d’accademia e la qualità degli scatti è tale che ci si dimentica (del microscopio quasi subito, del tele a periscopio poco dopo perché il 2x ottico è sufficiente per la maggior parte dei casi)

L’insieme di elementi hardware e software profusi da Oppo sul Find X5 Pro raggiunge lo scopo di scattare immagini con colori, tonalità e scena estremamente realistiche. Per chi vi scrive la configurazione migliore in condizioni di ottima luminosità è HDR Auto e IA Off; quando si scatta in condizioni di luce ambientale più critiche meglio attivare la IA. La IA non è intrusiva e non tende a esasperare i colori, tutt’altro, solo che attiva modalità in automatico (come il ritratto oppure la modalità notte) quando magari si vuole operare ottenendo un preciso risultato. Se non volete porvi problemi HDR Auto e IA On è la soluzione ideale per concentrarvi sulla vostra creatività e non sul come ottenere la foto.

Il display, come detto, è a 10 bit. Anche le foto possono essere scattate con questa profondità di colore abilitando l’omonima funzione nel menu delle impostazioni dell’app fotografica. Così avrete completato quello che Oppo definisce il “full path” a 10 bit dallo scatto alla visualizzazione. Ma solo se restate sul Find X5 Pro. Sì, perché le foto a 10 bit sono slavate in formato Heif: quando le condividete via chat, social, mail, documento ed equivalente, sono convertite in classico Jpeg a 8 bit. Rimane l’ottima resa fotografica, perdete nelle sfumature ma sono dettagli destinati a essere notati da occhi super allenati. Per conservare le foto a 10 bit, dovete scaricare i file Heif su un computer direttamente dalla memoria dello smartphone e utilizzare un monitor e un software che supporti questa profondità di colore. In sintesi: quando rimanete all’interno dell’ecosistema Find X5 Pro i 10 bit sono garantiti; se volete esportare le foto a 10 bit, per vederle nello spazio di colore originale avrete bisogno di una dotazione professionale.

Abbiamo dunque messo alla prova dei fatti il combinato disposto dato da ottica, MariSilicon X, software e IA, algoritmi di calibrazione cromatica di Hasselblad. E i risultati sono quelli che vedete qui di seguito.

Iniziamo dalle foto e dai video in notturna e con bassa luminosità ambientale. In effetti il rumore fotografico è inferiore o addirittura azzerato nelle foto, mentre i video in notturna guadagnano in purezza: dettagliati, precise le luci, profondi e variegati i neri. Ottimo perché restituisce realismo rispetto allo scatto in modalità foto standard con IA attiva e HDR Auto, che consente ottime foto ma un po’ sovraespo

In condizioni di piena luminosità, si ottengono i risultati più entusiasmanti perché si fotografa ciò che l’occhio vede. Soprattutto con i due obiettivi dotati di Sony Imx766. Il realismo è superlativo. E la coerenza dei colori tra le due ottiche è perfetta. Passando al tele, i colori si saturano maggiormente.

Il bello di fotografare ottenendo una perfetta corrispondenza della scena che si osserva è portato a un livello di perfezionamento superiore rispetto sia all’Oppo Find X3 Pro sia all’OnePlus 10 Pro, che già vantava questa caratteristica sempre in virtù degli algoritmi di Hasselblad.

Con il Find X5 Pro, Oppo ha portato la computational photography su smartphone a un livello di realismo che detta un nuovo standard perché non si “gioca” più sulla saturazione dei colori per generare un effetto “wow” ma sulla fedeltà cromatica e sul mostrare una scena omologata alla realtà. In qualsiasi momento riguarderete la foto vi troverete a rivedere quell’esatto momento preciso. Quando la condividete, trasmetterete l’effettiva realtà della scena inquadrata.

A ciò contribuisce non poco lo stabilizzatore a cinque assi che opera come se fosse un jimbal e mantiene stabili tanto i video, quanto le foto soprattutto al buio. E questo è anche il motivo per cui è aumentata notevolmente la nitidezza dei dettagli e la ricchezza di texture, tanto al buio quanto alla luce.

Alla resa dei conti, Oppo ha trovato la chiave per programmare meglio e in modo più completo le doti native del sensore di Sony, affidandosi a layer software e hardware che traggono il massimo beneficio dall’Imx766. Perché non basta mettere un sensore fotografico di ottima qualità e attendersi i risultati: Oppo dimostra che questa è la base su cui costruire la sovrastruttura imaging fatta di tanti moduli. Che operando all’unisono restituiscono gli scatti che vi mostriamo qui di seguito. Il teleobiettivo è di puro servizio: vi offre un 2x di buona qualità, nulla di “unico”. Il vero valore aggiunto è dato dai sensori principale e ultra grandangolare.

Galleria fotografica: Oppo Find X5 Pro

Macro

Bokeh

Si noti come il Sony Imx766 operi in modalità Foto quando la IA imposta su Ritratto e quando si esegue l’ultra grandangolo in modalità Ritratto. In modalità Ritratto in primo piano (la prima foto in basso a sinistra) sfrutta il teleobiettivo è produce coloro più chiari. Ma la scena effettiva era quella con il viraggio sul giallo ocra degli altri tre scatti. Questo sottolinea la diversa calibrazione delle due ottiche principali rispetto al tele. In termini di effetto di profondità, il bokeh è eccellente.

Modalità notturna

Modalità Foto standard
(IA ON e HDR Auto)
Modalità notte

Si noti come la modalità notturna conferisca maggiore realismo ai chiaroscuri, mentre con IA attivata le luci tendono a essere un po’ sovraesposte. Meno marcata la differenza con il tele 2x per via dell’ottica che ha un comportamento pressoché costante: solo con IA attivata i colori sono leggermente sovraesposti. La modalità notte, inoltre, ha il vantaggio di togliere rumore fotografico, soprattutto nelle zone più scure.

Modalità video in notturna: Oppo Find X5 Pro e MariSilicon X

Qui di seguito abbiamo girato una serie di video affidandoci alle doti della NPU MariSilicon X: si noti la precisione di ogni dettagli, l’ottima messa a fuoco, l’ampia gamma cromatica e la sostanziale mancanza di rumore fotografico. Leggermente da perfezionare il passaggio ai vari obiettivi quando si esegue lo zoom (basta un update software).

Zoom 2x e 20x

Modalità XPAN di Hasselblad

Modalità in bianco/nero

I filtri di Hasselblad sull’Oppo Find X5 Pro

Foto varie in modalità 1x, ultra wide angle e tele

Valutazione
Oppo Find X5 Pro - 1.299,99 euro
recensione-oppo-find-x5-pro-best-camera-phone-del-2022Il posizionamento scelto da Oppo per il Find X5 Pro è di flagship di alto profilo. Il concentrato di innovazioni, soprattutto sul fronte fotografico e imaging, è tale da candidare questo smartphone al premio di best camera phone 2022 già con il podio assicurato. Ci è piaciuto fotografare con questo device, perché si ottengono risultati strabilianti semplicemente usando gli occhi e ottenendo agilmente la stessa cena sul display. Ottimo. Poi, sì, a livello software il modello giunto in prova è ancora passibile di miglioramenti. E siamo certi che con le release in arrivo saranno aggiustati quei piccoli difetti che non pregiudicano un hardware eccellente, una ColorOS semplice ma curata graficamente e un reparto fotografico perfettamente centrato nell'utilizzo statisticamente più diffuso tra gli utenti. E in questo perimetro, il Find X5 Pro elargisce scatti e video da incorniciare.