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Rabona Mobile: “Minacciati, non abbiamo scelta”. Codici: “Situazione precipitata”

Con una lettera aperta ai clienti e alle associazioni di consumatori, Rabona Mobile spiega la sua situazione. Finalmente esce allo scoperto spiegando i motivi dei disservizi causati da “minacce” di taglio della linea che hanno lasciato poco spazio di movimento al gestore virtuale. Ecco la lettera che Rabona Mobile ha scritto per spiegare la sua situazione:

Gentili Clienti, spettabili Associazioni dei Consumatori,
mai avremmo voluto vivere il dramma di questo comunicato e tantomeno farVi patire i disagi degli ultimi due mesi, nei quali, soffrendo e lottando, abbiamo continuato a batterci, anche per Voi, subendo ogni forma di ingiustizia e dileggio.
Lo abbiamo fatto in silenzio non per mancanza di rispetto nei Vostri confronti ma per l‘enorme fiducia che avevamo e continuiamo ad avere nelle istituzioni.
A denti stretti, abbiamo rispettato la consegna del silenzio anche di fronte a una trasmissione televisiva che ci ha dipinto come omertosi.
Oggi, purtroppo, siamo costretti a prendere atto che affidarsi esclusivamente alle istituzioni e confidare nella buona fede delle controparti, in una trattativa in cui la posta viene alzata minuto dopo minuto, non paga. Per questo, siamo qui per raccontare e dimostrare a chiunque abbia voglia di ascoltarci la verità.
Siamo colpevoli di essere una piccola azienda che è cresciuta senza patrocinio, formata da persone che pretendono di difendere i propri diritti e quelli dei loro clienti. Purtroppo, non tutti tollerano questo modo di operare: quando abbiamo rivendicato l’adempimento di un contratto, in esecuzione del quale avevamo già pagato 18 milioni di euro, condizioni tecniche migliori per i nostri clienti e rispetto delle norme regolamentari, Vodafone ha minacciato – come è solita fare – il distacco. Avendo informato l’Autorità dell’indebita pressione, ci siamo illusi che Vodafone e il suo braccio operativo, l’aggregatore Plintron, rispettassero le direttive impartite o che, comunque, l’AGCOM vigilasse sul loro rispetto. Quando, però, Plintron ha cominciato a mettere in atto il cronoprogramma di distacco unilaterale voluto da Vodafone, mentre questa si adoperava nel trattare le nostre rinunce, abbiamo appreso che qualcuno all’interno dell’Autorità ha avuto informale interazioni con l’aggregatore che, forte del sostegno che afferma di aver ricevuto, ieri ha spento anche la voce dei nostri clienti. E tanto, nonostante avessimo anche offerto 1.500.000 euro solo per consentire un’uscita ordinata nel rispetto dei diritti acquisiti dai nostri clienti.
Naturalmente, quanto esposto è oggetto di giudizi intrapresi innanzi all’Autorità Giudiziaria.
Tuttavia, riteniamo doveroso rompere il muro del silenzio e, perciò, invitiamo tutti gli utenti e le Associazioni dei Consumatori che si sono interessate della vicenda a contattare la nostra società per confrontarci e, eventualmente, sin da lunedì, visionare la documentazione ostensibile che dimostra che ciò diciamo è la pura verità.
Promettiamo che continueremo a batterci sempre per i nostri clienti, i nostri dealers, la nostra reputazione.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno onorati avendoci scelto!
Vi aspettiamo… per la verità.    

L’invito a un confronto è stato subito accolto con favore da Codici, associazione di tutela dei consumatori che da mesi si batte per i clienti afflitti dal problema di Rabona Mobile. Scrive Codici: “Meglio tardi che mai. Con una lettera aperta, Rabona si dice disponibile al dialogo con le associazioni dei consumatori, di fatto raccogliendo la richiesta di incontro avanzata da Codici, impegnata in un’azione per tutelare gli utenti. Un’iniziativa che prosegue. I disagi, purtroppo, continuano ed ai problemi nell’invio di sms e nella navigazione internet, nelle ultime ore si è aggiunta l’impossibilità di effettuare chiamate”.

Le dichiarazioni di Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, sono esplicite: “La situazione è precipitata ed è doveroso da parte di Rabona fornire risposte chiare su quanto sta accadendo e su come intende rimediare per tutelare i clienti. Abbiamo avviato un’azione per difendere i consumatori, abbiamo inviato delle diffide all’azienda, abbiamo sottoposto il caso all’attenzione di Agcom, abbiamo chiesto un incontro per conoscere il problema e trovare una soluzione. Adesso arriva questa lettera dell’azienda in cui si dice disponibile al confronto. Cara Rabona, noi ci siamo. Da settimane aspettiamo questo momento e ci auguriamo che questa apertura sia reale, non un tentativo per distogliere l’attenzione dal nodo centrale della questione: i disservizi senza fine. A metà marzo sono iniziati i problemi con gli SMS, a metà aprile si sono aggiunti quelli con internet ed ora si è arrivati alle chiamate. Basta, la misura è colma. Nella lettera aperta Rabona chiama in causa Vodafone, l’aggregatore Plintron ed Agcom. Dalla ricostruzione emergono divergenze contrattuali, inadempimenti, minacce e distacchi. L’azienda sostiene di aver fatto il massimo per tutelare i propri clienti e che ha i documenti che lo dimostrano. Siamo pronti a vedere le carte e ci auguriamo di ricevere quanto prima la risposta alla nostra richiesta di incontro”.

L’associazione Codici ha avviato un’azione per richiedere il rimborso ed il risarcimento danni dei clienti Rabona danneggiati dai disservizi che si stanno verificando ormai da mesi. È possibile partecipare all’iniziativa compilando il form disponibile sul sito www.codici.org.

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