I prezzi degli smartphone in aumento non sono più un tema da addetti ai lavori. Se ne sono accorti i consumatori, e lo dicono chiaramente. Counterpoint Research ha pubblicato l’8 ottobre 2026 il suo sondaggio annuale sugli acquirenti di smartphone. Secondo l’indagine, il 63% delle persone che intendono acquistare un nuovo telefono entro sei mesi ha notato un aumento dei prezzi. Il dato colpisce ancora di più se letto accanto alle altre voci di spesa. Tra i prodotti e i servizi di tutti i giorni, lo smartphone è tra le due categorie in cui i rincari si percepiscono di più. Le altre sono carburante, spesa alimentare e beni di prima necessità. In altre parole, il telefono è entrato tra le preoccupazioni quotidiane. L’indagine ha coinvolto oltre 5.000 persone in cinque mercati chiave: Cina, India, Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Il campione è composto solo da chi ha intenzione di comprare uno smartphone nei prossimi sei mesi. L’attenzione si concentra su come i consumatori pianificano l’acquisto in vista delle grandi stagioni di saldi.
Prezzi smartphone in aumento: chi se ne accorge di più
La Cina guida la classifica della consapevolezza: l’81% degli acquirenti ha notato rincari legati al costo delle memorie. Seguono Germania (70%) e India (66%). Stati Uniti e Regno Unito si fermano al 50%.
Il dato tedesco è il più interessante per il lettore italiano. Mostra che anche in Europa i consumatori sanno bene che comprare un telefono oggi costa di più, sebbene gli aumenti medi siano stati finora più contenuti. Negli Stati Uniti i rincari sono stati i più bassi tra i grandi mercati, e anche la percezione è più bassa.

Perché gli smartphone costano di più: la colpa è delle memorie
Il motore dei rincari è il costo delle memorie. Samsung, SK Hynix e Micron controllano oltre il 90% del mercato globale dei chip di memoria. Come ricostruisce Rest of World, da fine 2025 hanno dirottato gran parte della produzione verso i data center per l’intelligenza artificiale. Meno DRAM e NAND per l’elettronica di consumo significa prezzi più alti per chi produce telefoni.
Tarun Pathak, Research Director di Counterpoint, spiega che i produttori hanno ormai pochi margini per assorbire l’aumento. Per questo lo stanno scaricando sul prezzo finale. Le stime della società sono nette: entro fine 2026 i modelli già in commercio costeranno in media il 20% in più a livello mondiale. I nuovi lanci arriveranno fino a un +30% su base annua. Il punto di partenza è già alto. A inizio settembre il tracker dei prezzi di Counterpoint registrava un aumento medio del 15% sui modelli esistenti. Oltre il 40% dei telefoni era stato ritoccato al rialzo e i nuovi modelli costavano il 25% in più rispetto ai predecessori. In Europa l’aumento medio era del 7%, contro il 5% degli Stati Uniti e il 21% dell’India.
Non tutti i rincari si vedono sul cartellino. Per contenere i costi, i marchi riducono lo spazio di archiviazione e semplificano i comparti fotografici. In alcune fasce tornano anche a proporre modelli solo 4G. A pagare di più è la fascia d’ingresso. Ivan Lam di Counterpoint stima che la soglia dei telefoni economici possa spostarsi da 150 a 250 o persino 300 dollari.
Uno su due aspetta i saldi: Black Friday, Prime Day e le grandi feste dello shopping
La risposta più diffusa ai rincari è aspettare il momento giusto. Il 50% degli intervistati ha programmato l’acquisto del prossimo smartphone in coincidenza con saldi stagionali o festività. I giovani sono i più attenti alle offerte: aspetta i saldi il 56% della Gen Z e il 50% dei Millennial. L’India è il mercato più legato al calendario commerciale: il 69% degli acquirenti fa coincidere l’acquisto con le festività. Seguono Germania (57%) e Stati Uniti (48%). Ogni mercato ha però il suo appuntamento di riferimento.
| Mercato | Evento chiave per l’acquisto | Quota di chi lo sceglie |
|---|---|---|
| Stati Uniti | Black Friday | 54% |
| India | Diwali (vendite e-commerce e offerte) | 53% |
| Regno Unito | Black Friday | 53% |
| Germania | Amazon Prime Day e Black Friday | 35% ciascuno |
| Cina | Festival dello shopping 618 e Double 11 | 29% e 25% |
Il Black Friday si conferma l’evento dominante nei mercati occidentali. In Germania, unico Paese dell’Europa continentale nel campione, Prime Day e Black Friday pesano esattamente allo stesso modo. È un’indicazione utile anche per l’Italia, dove entrambi gli appuntamenti sono ormai consolidati.
Ampliare il budget o rimandare? Cosa fanno i consumatori se l’offerta non arriva
Il 44% degli intervistati è disposto a spendere più del previsto pur di avere il modello desiderato. È la risposta più diffusa quando un’offerta non soddisfa le aspettative. Il 37% rimanderebbe l’acquisto. Il 35% cercherebbe alternative rientrando nel budget. Erano ammesse più risposte, quindi il totale supera il 100%. Solo una piccola minoranza accetterebbe di scendere di livello, rinunciando a prestazioni o funzioni. È un segnale importante: il consumatore è sotto pressione, ma non vuole rinunciare alla qualità a cui si è abituato. Claudia Krehl, Associate Director di Counterpoint, legge così il dato. Le stagioni di saldi sono viste come l’ultima occasione per bloccare un prezzo prima di nuovi aumenti, e rimandare troppo rischia di costare ancora di più. Secondo l’analista, quel 35% pronto a guardarsi intorno è un’opportunità per i marchi concorrenti di sottrarre quote di mercato. Per i produttori il messaggio è doppio. La fedeltà al marchio regge, perché quasi metà dei clienti è disposta a pagare di più. Ma un terzo del mercato è contendibile da chi saprà proporre il prezzo giusto al momento giusto.

Sconto, memoria gratis o telefono in regalo: l’offerta che convince cambia da Paese a Paese
Non esiste un’offerta che funzioni ovunque. Il sondaggio mostra che la promozione più apprezzata cambia molto da mercato a mercato.
| Mercato | Offerta preferita | Quota |
|---|---|---|
| India | Sconto sul prezzo | 37% |
| Stati Uniti | Telefono gratis (tipicamente con contratto operatore) | 27% |
| Germania | Upgrade gratuito della memoria | 22% |
| Regno Unito | Regali o accessori in omaggio | 22% |
| Cina | Sconto sul prezzo | 20% |
Secondo Arushi Chawla, Senior Analyst di Counterpoint, nelle stagioni di saldi conta sempre più trovare il giusto valore e sempre meno il prezzo più basso in assoluto. Da qui l’invito ai marchi a calibrare le promozioni sulle aspettative locali. Il caso tedesco è il più vicino alla sensibilità europea, e quindi anche italiana. Le memorie sono la componente che fa salire di più i costi. Per questo un modello da 512 GB venduto al prezzo del 256 GB è un’offerta che il consumatore percepisce come concreta.
E in Italia? Cosa aspettarsi e quando conviene comprare
L’Italia non rientra tra i cinque mercati del sondaggio, ma il quadro europeo aiuta a orientarsi. Per abitudini d’acquisto, la Germania è il Paese più vicino al nostro. Registra il secondo livello più alto di consapevolezza dei rincari (70%) e una forte attenzione a Prime Day e Black Friday. È ragionevole aspettarsi un comportamento simile anche da noi, dove il Black Friday è ormai il principale appuntamento per l’elettronica. C’è però un elemento che gioca a favore di chi compra in Europa. Secondo Counterpoint, nel Vecchio Continente l’aumento medio dei prezzi è stato finora del 7%, meno della metà della media globale. L’aumento più contenuto si spiega con un mercato più orientato alla fascia alta, dove i margini permettono ai produttori di assorbire meglio i costi.
Le vostre domande
Perché i prezzi degli smartphone stanno aumentando nel 2026?
Perché le memorie DRAM e NAND costano molto di più. I principali produttori di chip hanno spostato la produzione verso i data center per l’intelligenza artificiale, riducendo l’offerta per l’elettronica di consumo.
Di quanto aumenteranno gli smartphone entro fine 2026?
Secondo Counterpoint Research, i modelli già in commercio costeranno in media il 20% in più a livello globale. I nuovi lanci potranno costare fino al 30% in più rispetto all’anno precedente.
Quanti consumatori si sono accorti dei rincari?
Il 63% di chi intende comprare uno smartphone nei prossimi sei mesi, con punte dell’81% in Cina e del 70% in Germania.
Conviene aspettare il Black Friday per comprare uno smartphone?
È la scelta di un acquirente su due. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito oltre la metà degli intervistati programma l’acquisto proprio in quell’occasione. Rimandare oltre, però, espone a possibili nuovi aumenti.
In Europa i prezzi sono saliti quanto nel resto del mondo?
No. Counterpoint stima per l’Europa un aumento medio del 7%, contro il 15% globale e il 21% dell’India.






















