ims22

La divisione Reality Labs di Meta ha rivelato nuovi prototipi nella sua roadmap verso una grafica di realtà virtuale leggera e iperrealistica. Le soluzioni rimangono lontane dall’essere pronte per il consumatore, ma i design – nomi in codice Butterscotch, Starburst, Holocake 2 e Mirror Lake – potrebbero aggiungersi a un visore snello e luminoso che supporta dettagli più fini rispetto al suo attuale display Quest 2. Il ceo Mark Zuckerberg e il responsabile di Reality Labs Michael Abrash, insieme ad altri membri della divisione, hanno presentato il loro lavoro a una tavola rotonda virtuale. L’evento si è concentrato su progetti che Meta definisce “macchine del tempo”: ingombranti prove di concetto destinate a testare una caratteristica specifica, come una retroilluminazione super luminosa o uno schermo ad altissima risoluzione. “Penso che in questo momento siamo nel mezzo di un grande passo avanti verso il realismo”, ha detto Zuckerberg. “Non credo che passerà così tanto tempo prima che riusciremo a creare scene con una fedeltà fondamentalmente perfetta”. 

I prototipi di Meta Reality Labs

Mark Zuckerberg ha ribadito l’intenzione di spedire un auricolare di fascia alta con nome in codice Project Cambria nel 2022. Cambria supporta la realtà virtuale completa e la realtà mista, grazie a telecamere ad alta risoluzione in grado di trasmettere un feed video a uno schermo interno. Verrà inoltre fornito con eye tracking, una caratteristica chiave per le future cuffie Meta. Da lì, Zuckerberg afferma che Meta sta pianificando due linee di visori VR: uno che rimarrà economico e incentrato sul consumatore, come l’attuale Quest 2, e uno che incorporerà la tecnologia più recente dell’azienda, rivolta a un mercato “prosumer o professionale”. Il prototipo di cuffia ad alta definizione Butterscotch, invece, è un tentativo di un display per cuffie di qualità quasi retina. Una soluzione di difficile attuazione. Ancora meno spendibile appare l’ipotesi di cuffia Starburst. Il design ingombrante utilizza una lampada potente, che richiede maniglie per sostenerne il peso, e produce un’illuminazione ad alta gamma dinamica (HDR) con 20.000 nit di luminosità.  Holocake 2, invece, si muove nella direzione opposta, esplorando le opzioni di Meta per rendere i visori VR più sottili e leggeri. È il successore di un design del 2020 basato sull’ottica olografica, una tecnica di piegatura della luce che consente a un pannello quasi piatto di sostituire una spessa lente rifrangente. Il risultato potrebbe essere sottile come occhiali da sole, ma Meta sta ancora lavorando allo sviluppo di una sorgente luminosa autonoma che li alimenterebbe, quasi sicuramente un laser, non gli OLED comunemente usati oggi.  Spazio c’è stato anche per Half Dome, una lunga serie di prototipi che possono spostare i piani focali a seconda di dove gli utenti guardano. Meta ha anche rivelato un prototipo, chiamato Mirror Lake, il cui design assomiglia più a un paio di maschere da sci e incorporerebbe l’ottica sottile di Holocake 2, le capacità HDR di Starburst e la risoluzione di Butterscotch. La strada è ancora lunga.