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Meta: 11 reclami dall’Ue sull’uso dei dati personali per addestrare modelli di IA

Dopo ChatGPT, il colosso Meta è stato colpita da 11 denunce per le modifiche proposte che la vedrebbero utilizzare dati personali per addestrare i suoi modelli di IA (Intelligenza Artificiale) senza chiedere il consenso, il che potrebbe violare le norme sulla privacy dell’Unione Europea. Il gruppo di difesa NOYB (European Centre for Digital Rights) ha esortato gli organi di vigilanza nazionali sulla privacy ad agire immediatamente per fermare tale utilizzo. Ha affermato che i recenti cambiamenti nella politica sulla privacy di Meta, in vigore dal prossimo 26 giugno, permetterebbero di utilizzare anni di post personali, immagini private o dati di tracciamento online per la sua tecnologia AI.

Meta: le accuse del NOYB e le richieste alle autorità di protezione dei dati

NOYB ha già presentato diversi reclami contro Meta e altre società Big Tech per presunte violazioni del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Ue che minaccia multe fino al 4% del fatturato globale totale di un’azienda per violazioni. Dal canto suo, il gruppo dei social guidato da Mark Zuckerberg ha citato un interesse legittimo a utilizzare i dati degli utenti per addestrare e sviluppare i suoi modelli di Intelligenza Artificiale generativa e altri strumenti di intelligenza artificiale, che possono essere condivisi con terze parti.

Fonte: Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Il fondatore di NOYB Max Schrems ha affermato in una dichiarazione che la massima Corte Europea (CGUE) si era già pronunciata sulla questione nel 2021: “La CGUE del Lussemburgo ha già chiarito che Meta non ha alcun interesse legittimo a prevalere sul diritto degli utenti alla protezione dei dati quando si tratta di pubblicità. Tuttavia, l’azienda sta cercando di utilizzare gli stessi argomenti per la formazione di una non definita tecnologia IA. Sembra che stia ancora una volta ignorando palesemente le sentenze della CGUE”. Max Schrems ha poi proseguito: “Spostare la responsabilità sull’utente è completamente assurdo. La legge richiede che Meta ottenga il consenso di partecipazione, non fornisca un modulo di rinuncia nascosto e fuorviante. Se Meta vuole utilizzare i tuoi dati, loro dover chiedere il tuo permesso, invece, hanno fatto sì che gli utenti chiedessero di essere esclusi”. NOYB ha chiesto alle autorità per la protezione dei dati di Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Spagna di avviare una procedura d’urgenza a causa dei cambiamenti imminenti.

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