Intel, una crisi che non si ferma. Il produttore statunitense di chip sta vivendo uno dei suoi periodi più complicati. Le azioni ieri venerdì 25 luglio sono crollate in borsa dell’8% a quota 20,7 dollari, mentre se si allunga la visione a un anno la flessione del titolo è di quasi il 38%.
Intel: da non escludere l’abbandono della produzione di chip
A determinare il down l’annuncio da parte del nuovo ceo Lip-Bu Tan di voler abbandonare la produzione di chip se non riuscirà ad assicurarsi un cliente importante. Il tutto con un conseguente e drastico taglio del personale, oltre alla sospensione dei lavori in due stabilimenti in Europa e il rallentamento in quello dislocato sul suolo Usa in Ohio. Misure così estreme sono legate alla perdita rettificata nel secondo trimestre e di una previsione di perdita maggiore del previsto nel terzo trimestre. Il deterioramento dei dati finanziari preannunciava ulteriori problemi per Intel, dopo che anni di cattiva gestione avevano eroso la sua quota di mercato nei Pc e nei data center, lasciandola praticamente inesistente nel mercato dell’intelligenza artificiale.

Di contro, come parte della sua nuova strategia, Intel potrebbe riservare il processo produttivo avanzato 18A ai suoi prodotti e procedere con quello di prossima generazione 14A solo se otterrà l’impegno di un importante cliente esterno. Una mossa che potrebbe mettere a rischio 100 miliardi di dollari di asset e rafforzare la sua dipendenza dalla rivale TSMC la fotografia delle variazioni del fatturato trimestrale di Intel, evidenziando i principali aumenti e cali nel tempo. La sua valutazione attuale di circa 100 miliardi di dollari è meno della metà di quella di Advanced Micro Devices (AMD) che si attesta a oltre 260 miliardi di dollari. Con Nvidia il confronto sarebbe ancora più impietoso e improponibile. Da quando ha assunto la guida a marzo, ceo Lip-Bu Tan ha disinvestito in aziende, licenziato dipendenti e ridistribuito risorse nell’ambito del suo piano di rilancio strategico per rilanciare il produttore di chip in difficoltà.

























