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Google si sta muovendo. Il colosso di Mountain View ha un obiettivo: anticipare una soluzione per evitare uno scontro, o se preferite un’azione rilevante, degli enti regolatori, in particolare da parte dell’Antitrust Usa in materia pubblicitaria. Così – stando a fonti del riportate dal Wall Street Journal – la casa madre Alphabet, avrebbe offerto alcune concessioni alle autorità statunitensi. A muoversi in prima persona ci sarebbe il ceo Sundar Pichai.

Google e la forza dell’advertising

Il dipartimento guidato dal presidente Joe Biden ha espresso una forte preferenza per la vendita di asset per risolvere i problemi antitrust. Del resto, vale la pena ricordare che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha citato in giudizio Google nell’ottobre 2020, accusando la società di utilizzare illegalmente il proprio potere per colpire e azzoppare le attività dei competitor. Le Big tech, anche sul suolo amico, ossia quello statunitense, continuano a essere al centro dell’attenzione, come dimostrata dal tema legato alla privacy che continua (nonostante gli interventi effettuati) ad avvolgere la Meta di Mark Zuckerberg. Si sa che la fetta advertising vale parecchio e fa molta gola. Per questo motivo Alphabet avrebbe proposto la creazione di alcuni spin off – ad esempio per le funzioni che posizionano le pubblicità sui siti o app – e di creare società separate, sempre all’interno del gruppo. A conferma di questo era arrivata una dichiarazione rilasciata proprio dal board a Reuters, smentendo tuttavia l’intenzione di vendere le attività o di uscire dal settore adv: “Siamo profondamente impegnati a fornire valore a un’ampia gamma di publisher e partner inserzionisti in un settore altamente competitivo”, ha ribadito la casa madre di Google. Ovviamente, lo scetticismo prevale. Brandon Kressin, un avvocato antitrust che rappresenta editori e società nel settore della tecnologia pubblicitaria, dubita che l’offerta possa essere condiderata adeguata e sufficiente.