“Ogni anno dico che sarà l’ultima edizione ma poi mi faccio conquistare dalle storie dei protagonisti e rimando all’anno successivo”, così dice Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia, nell’aprire l’evento Beat Yesterday Awards 2024 che coinvolge campioni dello sport per premiare le persone comuni che hanno realizzato progetti straordinari. Le storie di queste protagonisti quasi silenziosi sono al centro dell’evento: narrative che raccontano traguardi impensabili, spesso incredibili sicuramente emozionanti e coinvolgenti. La descrizione più bella dei Beat Yesterday Awards è di Guido Meda, che ha presentato una parte della serata e ha sottolineato la dicitura: “Beat Yesterday, ossia batti il domani come invito a non accontentarsi, a impostare una sana competizione per se stessi non già per raggiungere la perfezione ma per ottenere miglioramenti costanti e progressivi. Un invito sano, bello e stimolante”.

Così l’edizione 2024 dell’evento inventato da Garmin è giunto alla nona edizione in Italia. Ci sarà una decima, ci contiamo perché è stato sufficiente vedere gli occhi e l’emozione di Stefano Viganò per comprendere come il brand coltivi le motivazioni e le passioni degli utenti, interpretando il limite come un’opportunità di crescita personale. Emozione che abbiamo raccolto in prima persona nell’attesa della premiazione ufficiale dei Beat Yesterday Awards 2024. Un’occasione unica per intervistare Stefano Viganò, in una chiacchierata a tratti informale nel quale sono emerse proprio la sua dedizione verso questo evento e la capacità di Garmin di reinventare ogni anno il format. In particolare quest’anno, perché il gran gala si è tenuto nella nuova sede dell’azienda nel palazzo su quattro piani a nord di Milano. Anche questa una dichiarazione d’intenti.
Come dice Stefano Viganò: “Per noi investire sul concetto di sport è fondamentale perché noi vendiamo prodotti pensati per seguire le passioni dei nostri utenti. Per questo è importante dare risalto alle persone che riescono a spostare l’asticella un po’ più in alto ogni giorno: ritengo sia bello e coinvolgente farsi ispirare sia dai campioni sia da appassionati che amano sfidarsi per raggiungere nuovi obiettivi prima di tutto personali. I valori su cui ci identifichiamo comprendono la dedizione, l’impegno, la voglia di confrontarsi e l’agonismo, quello sano e autentico. Crediamo nelle iniziative che sviluppiamo perché sono intessute su questi concetti, che mettono in perfetta sintonia Garmin con i mondi in cui si propone. I Beat Yesterday Awards sono il momento apicale di un impegno costante, quotidiano: per noi sono una sorta di mandala, che impieghi tanto tempo e tanca cura a costruirlo e poi è sufficiente soffiare per farlo librare. In ogni edizione ribadiamo il messaggio e l’invito a mettersi in gioco sempre per sfidarsi e per sfidare i propri limiti. L’appuntamento del 2024 è un Beat Yesterday nel Beat Yesterday perché è il primo evento che teniamo nella nuova sede di Garmin in Italia”.

La nuova sede è un punto di arrivo ma anche una nuova partenza, in perfetto stile Garmin? “Ricordo bene 18 anni fa, quando è iniziata l’avventura di Garmin in Italia, ed eravamo in un ufficio piccolo. Poi siamo cresciuti sempre di più, come azienda e come struttura. Concordo che l’attuale nuova sede è un punto di arrivo per il percorso finora fatto e un punto di partenza per il nuovo percorso che abbiamo intrapreso e che svilupperemo a iniziare dal 2025. Garmin si propone con una rinnovata modernità che punta sui fatti per contribuire concretamente alla sostenibilità e soprattutto al benessere delle persone. Il nuovo palazzo si alimenta da solo con pannelli fotovoltaici da 20 kWh e ogni dettaglio è studiato per non sprecare energia e per ottimizzare l’illuminazione (non ci sono interruttori ma sistemi automatizzati che adeguano la luminosità degli ambienti in base alla luce solare), l’uso dell’acqua (con sistemi di filtraggio sul tetto) e per sostenere la mobilità sostenibile, con quattro stazioni di ricarica nei parcheggi sotterranei e una stazione meteo che governa le persiane che si adeguano di conseguenza. Questo perché Garmin è un’azienda tecnologica tanto nello scopo aziendale quanto nelle scelte interne. Il tutto è finalizzato a fare stare bene le persone che vivono i nostri uffici: ci siamo resi conto che troppo spesso lo smart working è conseguenza di una situazione di lavoro poco appagante. Noi abbiamo voluto garantire un elevato livello di comfort, partendo dalla considerazione che il 43% dei lavoratori in Italia sono a rischio di salute mentale a causa delle condizioni lavorative non allineate alle nuove esigenze. Facciamo tesoro di queste indicazioni e nella nuova sede abbiamo approntato una palestra dedicata ai dipendenti, aperta anche il sabato e la domenica, oppure ogni settimana riceviamo in azienda oltre 10 kg di frutta a disposizione di tutti. Questi sforzi sono suggellati dalla certificazione Leed Well attribuita allo stabile. Ritengo che siamo una delle pochissime aziende a Milano che possono vantare queste soluzioni e accorgimenti”.

Lo sforzo, in tuti i sensi, attuato dalla sede italiana è stato sostenuto da un progetto presentato all’headquarter statunitense di Garmin. Come conferma Viganò: “La casa madre ci ha appoggiato completamente in questo ambizioso progetto. Li abbiamo convinti fin dalle prime fasi per le idee innovative e votate al benessere delle persone coinvolte in Garmin. Perché riteniamo che quando un lavoratore si trovi nelle migliori condizioni, abbraccia con più vigore e determinazione i progetti aziendali”. Un’altra scommessa vinta da Stefano Viganò e un momento di prestigio per l’Italia perché, dice l’amministratore delegato, “bisogna sempre credere nei propri valori per trasmetterli sia all’headquarter sia ai team italiani. Dal mio punto di vista, credo fermamente nel benessere dei dipendenti: è la mia priorità. L’ambiente di lavoro deve sprigionare energia e appagamento al fine di creare la coesione e la visione collettive necessarie per il raggiungimento dei risultati condivisi con tutti”.
Tra le altre cose è sufficiente osservare le persone che si trovano nei nuovi uffici di Garmin in Italia per rendersi conto che indossano tutti uno smartwatch del brand e la passione per i prodotti, ciascuno secondo le proprie preferenze e inclinazioni, supera la mera esigenza lavorativa. Come dire che chi lavora in Garmin è anche coinvolto direttamente nell’uso personale dei device. Lo conferma anche Stefano Viganò: “Siamo un’azienda composta da appassionati di sport, fitness, vela, outdoor, biking, running, nuoto, montagna, sci e così via. Il bello è che anche chi arriva si trova immerso in questo ambiente ‘sano’ e acquisisce competenze lavorative e sportive. Se ci ripenso, è incredibile quante persone tutto sommato poco sportive ho assunto in Garmin Italia e poi sono diventate appassionate dell’una o dell’altra attività. Questo ‘switch’ nasce anche dalla voglia di provare i nostri prodotti, di sperimentarli in prima persona. Ancora una volta, l’aria positiva che si respira in questi ambienti ha generato un traino positivo e questo è un risultato che mi riempie di orgoglio”.

Il 2024 ha mostrato come Garmin sia sempre molto attenta alle novità che presenta, puntando più sulla qualità. È un cambio di passo? Risponde Stefano Viganò: “Siamo chiamati a innovare, sempre. È il consumatore che ce lo chiede ed è la nostra missione. Con la gamma Fenix 8 (abbiamo recensito in questo articolo il modello da 51 mm in zaffiro e titanio) abbiamo toccato nuovi vertici di prestazioni, usabilità e resistenza. Ma non ci fermiamo e continuiamo ad ascoltare i consumatori per introdurre sempre nuove migliore, che sfoceranno in prodotti evoluti. Detto questo, negli scorsi mesi abbiamo raccolto soddisfazioni dal canale della consumer electronics che si sta affermando come uno dei più importanti e sul quale stiamo impostando un percorso. Più in generale, il 2024 ha sintetizzato l’importanza di tutti i canali nei quali opera Garmin a conferma del lavoro svolto finora e dei nuovi obiettivi che perseguiremo nei prossimi mesi. In questa situazione di mercato diventa difficile parlare di medio e lungo periodo ma posso anticipare che ci stiamo preparando a fare un grande salto di qualità: il nuovo building anticipa anche questa direzione”.

In fatto di direzione, Garmin ha intercettato prima di altri brand la natura del wellbeing come cardine della domanda di consumo: si scelgono prodotti e servizi che offrono un vantaggio evidente e concreto e fanno stare bene. In un certo senso, spiega Viganò, “abbiamo dimostrato di essere a prova di futuro. Wellness e wellbeing sono il leitmotiv che governa le azioni dell’azienda, non solo per proporre i prodotti più performanti ma anche quelli con un valore intrinseco importante per il consumatore. Valore che è immediatamente riconosciuto dai nostri utenti. E confermato da una realtà in Italia che ripone grande attenzione a tutto ciò che gravita attorno al prodotto, dal team dedicato al servizio post vendita di qualità. Vantiamo un service level del 95% su tutte le categorie nelle quali operiamo. Un dato credo sia emblematico: campioni, sportivi e professionisti si affidano ai nostri strumenti come scelta volontaria. In molti casi noi lo scopriamo dopo, per esempio dai social o dalle dirette Tv, che hanno scelto uno smartwatch o un altro nostro device. Questo perché individuano nei nostri modelli affidabilità e performance uniche, di livello professionistico e quindi adatte anche per qualsiasi altro utente appassionato di sport, attività all’aperto o indoor o anche solo interessato a conoscersi meglio e migliorarsi. Tutto ciò ci rende ovviamente molto orgogliosi”.

A tu per tu con Maria Vittoria Marchesini e Giovanna Micol, Team Luna Rossa femminile campione della America’s Cup: “La tecnologia ha cambiato la navigazione”
Dopo Stefano Viganò, in occasione dei Beat Yesterday Awards 2024 di Garmin abbiamo avuto modo di incontrare Maria Vittoria Marchesini e Giovanna Micol, membri dell’equipaggio del Team Luna Rossa femminile che ha conquistato il titolo della Puig Women’s America’s Cup. Un risultato storico nella prima edizione al femminile della America’s Cup, tant’è che quando citiamo l’importanza del team le due campionesse ci confermato che “tutti quanti hanno lavorato in una maniera incredibile e inimmaginabile. Dalla Tv non si vede, ma il retroscena delle competizioni è rappresentato da tante persone che lavorano e si impegnano, fanno le notti per studiare e preparare le barche e gli equipaggi in ogni singolo dettaglio. Per noi è stata una fortuna vivere dentro l’ambiente di Luna Rossa: tutti i team sono stati raccolti nella medesima base e hanno partecipato alla vita quasi in famiglia. Quindi questa è stata la grande esperienza che abbiamo vissuto. Corredata dalle vittorie nella categoria youth e donne della America’s Cup. Abbiamo portato una ventata di leggerezza e di energia: le nostre vittorie hanno aiutato a metabolizzare la finale del team AC75”.

Questo già descrive l’importanza della coesione nel team, in cui ciascuno è una parte del tutto e si opera nella medesima direzione per raggiungere il risultato prefissato. Senza distinzioni ma, come detto dalle due campionesse, con un approccio complessivo: “Riteniamo che questa filosofia sia stata determinate nelle vittorie e nei risultati che complessivamente abbiamo raccolto come Luna Rossa”. Il team è stato centrale ma anche la tecnologia perché quest’anno la America’s Cup, oltre a barche molto avanzate dal punto di vista tecnico, vantava una visualizzazione in tempo reale delle aree di pressione del vento. Mareschi e Micol confermano che la navigazione è cambiata tanto con l’evoluzione tecnologica, perché “siamo passati da dei sistemi a cime, a scotte più legge, a dei sistemi idraulici. Questa è la prima grande differenza rispetto alle barche di vela leggera con cui abbiamo sempre navigato e abbiamo dovuto abituarci al nuovo stile di navigazione. Che prevede la gestione di pistoni, sistemi idraulici, pulsanti e joystick analogici. Tutto ciò cambia il contatto che si ha con la barca: il modo con cui si interagisce, si comunica e si gestisce l’imbarcazione. Dunque l’esercizio è stato di allineare il corpo e la mente a questa nuova piattaforma per infondere il contributo personale, il valore del gruppo e l’esperienza da velista ‘tradizionale’. Abbiamo avuto modo di usare il simulatore: una rivoluzione sostanziale perché la fedeltà rispetto alla barca effettiva era impressionate. Stessi display, stessi comandi, stesse posizioni, stesse modalità. C’è chi si è allenato più al timone, chi più al trimmer per gestire le vele e così via”.
Davvero coinvolgente il racconto, perché trasmette un concetto quasi nascosto e sotteso a ciò che si è visto in Tv. Il simulatore è l’allenamento ma non solo: “Non abbiamo percepito alcuna differenza di controllo tra simulatore e barca effettiva, fatta eccezione per la presenza delle variabili derivanti dal mare. Per fare un esempio, uno dei sei team invitati alla America’s Cup si è addestrato per la prima volta solo al simulatore ed è sceso in mare senza esperienza pregressa. Ha lottato alla pari con gli altri equipaggi, tanto è realistico il simulatore. Certo, poi è venuta a mancare l’esperienza sull’acqua per gestire i moti ondosi, le onde e così via. Ma ha lottato alla pari, a conferma che la tecnologia impone un paradigma di navigazione tutto nuovo. Inoltre, sulla barca eravamo assistiti dalla connettività per comunicare internamente ed esternamente e per avere indicazione precisa delle regolazioni da attuare. Bisogna anche considerare che con queste nuove barche così avanzate risulta molto complesse navigare senza l’aiuto del corredo tecnologico fornito da Garmin. In più, gli smartwatch di Garmin ci hanno permesso di monitorare le prestazioni individuali. Tutti questi dati sono stati analizzati nelle sessioni di debriefing dopo le gare o gli allenamenti, al fine di individuare su quali aspetti concentrarci per migliorare e per confrontarsi a vicenda. Quindi anche a livello di crescita e di perfezionamento della performance, poter analizzare queste informazioni ha accelerato la progressione di sviluppo delle barche e degli equipaggi”.

Osservando le vittoriose regate di Luna Rossa, appare evidente che la navigazione si è spostata da un’attività molto fisica a una che bilancia in modo diverso l’apporto mentale e quello fisico. Maria Vittoria Marchesini e Giovanna Micol confermano: “Nelle moderne imbarcazioni utilizzate nelle regate della America’s Cup ogni componente dell’equipaggio ha un ruolo ben chiaro e diverso l’uno dagli altri. Si è creato un equilibrio tra tutti gli apporti, mentali e fisici. Per esempio, la gestione del trimmer o la regolazione del timone si basano su un ragionamento derivato dai dati che visualizziamo. I cyclor sviluppano energia elettrica per azionare i meccanismi idraulici che attivano il foil, così da sollevare la barca e farla volare sull’acqua. Le C40 usate nelle nostre competizioni denotano una sostanziale assenza di fisicità e si affidano alla concentrazione e alla capacità di prendere le decisioni giuste nel momento giusto. Stiamo parlando di capacità di reazione di pochissimi secondi e di manovra che richiedono una minuziosa e precisa regolazione di tutti i parametri di navigazione. Anche l’allenamento che abbiamo fatto si è focalizzato su questi aspetti mentali: dalla reattività alla concentrazione alla versatilità. Proprio come un pilota d’auto, perché in molti casi l’azione richiesta somigliava a quelle di coordinazione mani e testa tipiche di chi compete in Formula 1”.

Beat Yesterday Awards 2024: Garmin premia le storie di persone comuni che realizzano sogni straordinari
Per il nono anno, i Beat Yesterday Awards di Garmin hanno illuminato la notte di Milano. Nove anni che scandiscono la crescita di un evento che mai come quest’anno è stato la grande celebrazione della passione sportiva. “Beat Yesterday”, il claim di Garmin ha trovato la sua massima espressione nel palco che ha animato la serata di martedì tre dicembre. A premiare le imprese straordinarie di persone comuni, Garmin ha chiamato alcune tra le “medaglie olimpiche” più belle che hanno infiammato l’estate italiana nella storica cornice olimpica di Parigi 2024. Con la forza che solo un grande brand di chiara tradizione sportiva può esprimere, l’impegno di Garmin è stato dunque duplice: esaltare ancora una volta le incredibili vittorie di atleti che hanno compiuto il più iconico “Beat Yesterday” sportivo, da un lato. Dall’altro, valorizzare le storie impressionanti di persone comuni che si sono dedicate a grandi progetti. Cornice d’eccezione di questo evento come detto è stata la nuova sede di Garmin Italia, che per la prima volta nella storia ha potuto celebrare a Casa propria la massima espressione dello sport professionistico e della passione sportiva che accomuna tutti.
In Viale del Ghisallo 12, dove risiede Casa Garmin, è andata quindi in scena l’immensità di quello sport che amplia il proprio perimetro fino a dissolversi in una dimensione trascendentale dove tutto è possibile: sperimentare, eccedere i propri limiti, riscoprirsi fino a diventare una nuova versione di sé, forse migliore. Senza dubbio inaspettata. Quello sport che talvolta impone la consapevolezza dei propri limiti e mezzi, ma che sa anche regalare la scoperta di impensabili risorse. Sport che, in ultima analisi, è la più fiera celebrazione di sé e di un percorso tutto personale, non necessariamente di un traguardo agonistico istituzionale. I Beat Yesterday Awards, da nove anni, celebrano questo immenso potere dello sport. Ed è forse questa la forza che ha trainato le oltre 1.000 candidature che hanno affollato le scrivanie della sede italiana dell’azienda e le 15.000 che si sono susseguite da quando il premio è stato istituito.
In una dichiarazione ufficiale, Stefano Viganò ha aggiunto: “Ci piace pensare che i riflettori sul palco del Beat Yesterday non si spengano mai, che le storie continuino a essere raccontate e che i protagonisti le portino avanti giorno dopo giorno, anche una volta finita la festa. Nove anni di Beat Yesterday non sono solo un traguardo incredibile, rappresentano anche l’impegno che l’azienda mette in campo da nove anni per celebrare lo Sport in ogni sua forma. Ciò che ci accomuna non sono i risultati, le performance, le grandi vittorie o quelle sconfitte che hanno sempre una storia da insegnare. Ciò che ci accomuna sono, in ultima analisi, i valori che lo sport sa trasmettere: la dedizione, l’impegno, il coraggio, la sfida con sé stessi e con gli altri, la passione e la capacità di non arrendersi mai. Vedere tutto ciò rappresentato sul nostro palco, quest’anno addirittura a Casa nostra, è stata la più bella conclusione di un anno che ha regalato grandi gioie sportive”.
A tagliare il nastro su un palco d’eccezione, l’Amministratore Delegato di Garmin Italia Stefano Viganò e Federica Picchi, Sottosegretario Sport e Giovani di Regione Lombardia, che ha fortemente voluto essere presente per celebrare ancora una volta i valori più puri dello Sport: “Sono lieta di essere qui oggi a celebrare i valori dello Sport e a premiare le imprese straordinarie di persone sconosciute che incarnano la bellezza della disciplina e del vivere. Lo Sport racchiude entrambe, ci fa scoprire il potere della forza di volontà e della determinazione e ci fa apprezzare la vita. Il vostro motto è fare meglio ogni giorno, che non significa vincere a tutti costi ma prefiggersi un obiettivo, mettersi alla prova, eventualmente cadere e sempre migliorare. Apprezzo l’unione che stiamo celebrando su questo palco fra sportivi eccellenti e persone che hanno la loro personale sfida da raccontare. Apprezzo il gioco di squadra che ci consente, questo sì, di fare qualcosa in più ogni giorno”.
Le storie vincitrici dei Garmin Beat Yesterday Awards 2024

Maria Vittoria Marchesini, Giovanna Micol: la forza del Team per una vittoria storica
“Da piccole passavamo le notti a guardare le regate in televisione, a tifare Luna Rossa: un sogno che ci sembrava irraggiungibile”. Inizia così il racconto di Maria Vittoria Marchesini e Giovanna Micol, membri dell’equipaggio del Team Luna Rossa femminile, che ha conquistato il titolo della Puig Women’s America’s Cup. Una vittoria che ha messo in evidenza l’eccellenza tecnica e tattica del gruppo. È la forza del team che ha permesso di raggiungere questo storico traguardo: grazie a una preparazione meticolosa e a un equipaggio altamente qualificato, il team ha dominato nelle fasi finali, concludendo con un risultato storico per la vela femminile. La strategia del team si è basata su partenze rapide, una gestione precisa della velocità e un’ottima sinergia tra i membri dell’equipaggio, essenziali in regate così veloci e tecnicamente complesse. A presentare la loro storia in occasione dei Garmin Beat Yesterday Awards 2024, Guido Meda. Il premio è stato conferito da Caterina Banti e Ruggero Tita.

Roberto Ragazzi: ai confini del mondo
Libero professionista con la passione per l’esplorazione, inizia a viaggiare alla ricerca di quei paesaggi in cui la natura è la protagonista assoluta.
“Nella notte, quando sei sotto il cielo stellato e hai lo sguardo puntato all’aurora boreale, è lì che inizia il tuo viaggio, emozioni che corrono sotto la pelle: è lì che scopri te stesso”. Il viaggio non solo come fonte di sensazioni uniche, ma anche come strumento di consapevolezza. Consapevolezza che porta Ragazzi in Islanda per 14 giorni, 12 dei quali in situazione di «whiteout», una condizione meteorologica in cui i contorni e i punti di riferimento in una zona coperta di neve diventano quasi indistinguibili, dopo aver camminato 160 chilometri trainando le slitte con gli sci, le tende artiche e tutto l’occorrente per sopravvivere in mezzo al ghiaccio, tra nevicate incessanti e venti impetuosi sul ghiacciaio Vatnajökull, il più grande d’Europa. Roberto Ragazzi ha affrontato tutto questo per andare a vedere con i propri occhi gli effetti del cambiamento climatico e sensibilizzare il pubblico circa lo scioglimento dei ghiacciai, uno dei principali drammi ambientali del nostro tempo e per raccogliere fondi per portare acqua corrente in un villaggio di 1700 persone in Burundi, attraverso la realizzazione di un acquedotto. A presentare la sua storia in occasione dei Garmin Beat Yesterday Awards 2024, Lino Zani. Il premio è stato conferito da Gabriel Soares.

Francesca Gasperi: due ruote per una Strada della Speranza
Dodici stati, migliaia di chilometri macinati sulle due ruote da Imperia a Jedda, in Madagascar, scansando le rotte inaccessibili a causa delle guerre. Francesca Gasperi decide di attraversare il continente asiatico in moto insieme al compagno per raggiungere una zona segnata da difficoltà. Sessantamila persone distanti 80 chilometri dal primo ospedale, la strada esiste a malapena, sembra un sentiero di montagna difficile da percorrere anche a piedi. La gente rischia ogni giorno. Una realtà incredibilmente lontana da quella che viviamo ogni giorno e per questo dall’impatto straniante. “La povertà, la mancanza di cibo, vestiti, case, è stata una sensazione molto forte. Abbiamo documentato ciò che abbiamo vissuto, anche a sostegno di una raccolta fondi. Oggi, grazie a questo, la Strada della Speranza è in costruzione”. A presentare la sua storia in occasione dei Garmin Beat Yesterday Awards 2024, Davide Camicioli. Il premio è stato conferito da Daila Dameno e Mara Navarria.

Claudio Pelizzeni, viaggiatore seriale: la forza della Trip Therapy
Dopo anni da dipendente in banca, Claudio Pelizzeni capisce che quella vita gli sta stretta. Si dimette e decide di seguire un sogno: riuscire a rendere il viaggio la sua vita, iniziando da un giro del mondo che ne segnerà il destino. Un viaggio straordinario, con un obiettivo sfidante: esplorare il mondo dall’Australia all’America Latina, passando per l’Africa senza usufruire del volo aereo. Un viaggio, come ogni viaggio, che alza l’asticella dell’introspezione e che gli permette di raggiungere l’“apice della gioia e toccare punti di felicità mai raggiunti in tutta la vita“, ma in solitudine. Pelizzeni impara a viaggiare da solo e a stare bene con se stesso, nonostante sia anche affetto da diabete dall’età di nove anni. Oggi Pelizzeni non viaggia più da solo, ma ha deciso di condividere la sua storia per migliorare la vita delle persone, accompagnandole a esplorare il mondo per comprendere il potere curativo del viaggio. A presentare la sua storia in occasione dei Garmin Beat Yesterday Awards 2024, Nicola Savino. Il premio è stato conferito da Alice Bellandi.

Diego Pettorossi, un Data Analyst alle Olimpiadi
Una vita che lo porta a dividersi tra Italia e Stati Uniti: in Italia la formazione, i primi allenamenti. Negli Stati Uniti il lavoro da Data Analyst e il pallino per l’atletica, inseguendo il sogno sportivo per eccellenza. Pettorossi raggiunge l’obiettivo olimpico quasi da autodidatta, diventando l’unico atleta non professionista della Nazionale italiana. “Arrivare alle Olimpiadi è stato un vero e proprio viaggio. Utilizzavo le ferie per fare le gare, i permessi per allenarmi. Poi ho deciso di scommettere su me stesso”. Pettorossi si qualifica 48esimo su 48 e accende il sogno a Cinque Cerchi. Da autodidatta, la sua tenacia e la determinazione a non arrendersi mai lo conducono a Parigi, di fronte a ottantamila persone, a correre i 200 metri. Arrivare a respirare queste emozioni incredibili riservate a pochi, rimette in prospettiva sforzi e sacrifici che lo portano a sfiorare la semifinale per pochi centesimi. A presentare la sua storia in occasione dei Garmin Beat Yesterday Awards 2024, Andrea Berton. Il premio è stato conferito da Linus e Nicolò Martinenghi.






















