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PALADONE

Promuovere una maggiore conoscenza dei videogiochi e del loro impatto positivo sulla vita dei videogiocatori, delle famiglie e nella società moderna. Questo è l’obiettivo che si prefigge l’iniziativa Game to Human promossa da IIDEA, l’Associazione di categoria dell’industria dei videogiochi in Italia.

Game to Human: una piattaforma permanente

Game to Human è una piattaforma permanente, dotata di un sito dedicato destinato ad arricchirsi con storie sia nuove, sia del passato, per diffondere e trasmettere l’importanza e la rilevanza sociale e culturale di un mondo aperto come quello del gaming. Il prodotto videogioco una parte fondamentale del tempo libero non solo dei fan: è un patrimonio di persone di tutte le età e i generi. I videogiochi possono ispirare gli studenti a imparare meglio, generare opportunità di lavoro per le professioni del futuro, aiutare a risolvere grandi sfide a livello scientifico, sociale e culturale attraverso l’applicazione della tecnologia. 

Connessione, divertimento, empatia

 “Con Game to Human vogliamo raccontare storie di persone che con i videogiochi hanno fatto qualcosa di speciale. Persone che, ispirate da un’idea di videogioco, hanno messo al centro l’essere umano e creato benefici per la società”, ha detto Marco Saletta, Presidente di IIDEA. “I videogiochi sono fatti per creare sfida e divertimento, ma nello stesso tempo sono in grado di creare connessioni tra le persone, favorire l’apprendimento e l’empatia, portare innovazione in qualsiasi ambito: dall’educazione alla salute, dalla scienza alla valorizzazione del patrimonio culturale”. 

Game to Human: le prime tre storie

Le prime tre storie raccolte da Game to Human – in attesa di aggiungerne di nuove grazie a una proposta aperta a tutti – sono tutte italiane e molto recenti. Blind Console nasce da un’idea di quattro ragazzi di Torino che decidono di realizzare una piattaforma gaming utilizzabile anche senza la vista. In meno di un anno nasce  la prima console per non vedenti, che dà a tutti la possibilità di sperimentare in autonomia la dimensione fisica ed emozionale di un videogioco attraverso tatto e udito. Il team di sviluppo si avvale anche di non vedenti per creare il prodotto a partire dai loro bisogni. Freud’s Bones è un progetto di Fortuna Imperatore, conosciuta anche con lo pseudonimo di Axell Fox, giovane laureata in psicologia che ha deciso di partire dalle sue competenze professionali per diventare una game developer. Tornata a casa dal suo lavoro quotidiano, Fortuna per mesi si è immersa in un mondo alternativo e ha iniziato a sviluppare un gioco in cui il giocatore veste i panni di Sigmund Freud, inserendo l’esperienza nel suo vissuto e seguendo (anche) un percorso di crescita personale. Gamindo è una piattaforma per donare, creata da Nicolò Santin e Matteo Albrizio con l’obiettivo di convertire il tempo speso giocando in donazioni a enti non profit. Il meccanismo è semplice: Gamindo è un aggregatore di advergame, giochi creati per promuovere un’azienda, in cui le aziende fissano un budget da donare in beneficenza. Il budget è convertito in gemme che il giocatore accumula in funzione del punteggio ottenuto e vengono convertite in denaro da donare agli enti scelti dallo sponsor del gioco.