Galaxy S10 e Fold: Samsung punta alla Luna, ma tutti guardano il dito

Se volete un riassunto sintetico di come i cellulari sono cambiati negli ultimi dieci anni, non dovete faticare più di tanto. Vi basta guardare l’evoluzione della gamma Galaxy S ed è presto descritta l’evoluzione profonda che ha caratterizzato gli smartphone. I display si sono ingigantiti, le prestazioni sono aumentate, perfino la batteria (nonostante tutto) ha un’autonomia migliorata rispetto alla potenza espressa dal dispositivo, le fotocamere sono diventate così precise e di qualità da avere azzerato un intero comparto di prodotti imaging e le memorie hanno tagli paragonabili a quelle dei Pc. Eppure con i nuovi Galaxy S10, e soprattutto con il Fold, Samsung non è scesa a patti con una storia invidiabile e un lignaggio costruito su prodotti innovativi e di qualità. Ha portato la tecnologia in una nuova dimensione, creando una categoria di prodotti finora ipotizzabile solo con la fantasia e la computer grafica e ha posto le basi per una grammatica di prodotto innovativa.

Il brand coreano aveva bisogno di un evento in cui fosse esplicitata tutta la forza che si è costruita in anni di militanza nella consumer electronics. Sì, perché Samsung ha dato vita a un progetto venti anni fa, partendo dai Tv, poi arrivando sugli elettrodomestici e poi prendendo la mira su quelli che solo 12 anni fa erano considerati i Re assoluti della mobile technology: Motorola e Nokia.

Samsung c’era ed era piccola ma agguerrita: chi vi scrive nel 2006 sentiva i manager raccontare di come questo brand sarebbe diventato in pochi anni il numero uno al mondo. Oggi l’azienda distribuisce più di 300 milioni di unità all’anno. È il numero 1 incontrastato da più di un lustro (che fine hanno fatto i brand top di 10 o 15 anni fa?). Ma a Londra, Seul e San Francisco, dove si sono tenuti gli eventi di lancio dei nuovi Galaxy, è echeggiato un solo messaggio: “Siamo tornati”.

Un 2018 non così “nero”

In realtà l’anno sabbatico, se così si può chiamare, che si è preso l’azienda è stato “solo” nel 2018, complice un prodotto troppo simile al precedente (S9 rispetto a S8) e a una strategia troppo focalizzata sul device rispetto al contesto di mercato nel quale si muove il consumatore. Eppure Samsung ha mantenuto salda la posizione, ha attuato manovre laterali di riduzione dell’impatto e si è concentrata sulle altre fasce di prodotto. In Italia, inoltre, ha sviluppato piani di transizione alla gamma premium di nuova concezione: si pensi al progetto Rent, che consente di noleggiare un Galaxy top di gamma e di ricevere ogni anno il modello più recente a fronte di un canone mensile sostenibile; oppure ai programmi di trade-in di ritiro dell’usato per il passaggio al nuovo che fanno accedere a scontistiche interessanti.

I Galaxy S10 e il Fold sono il punto di ripartenza dopo un semestre esteso (da agosto 2018 a febbraio 2019) che è culminato nella presentazione di ieri. E che da molti è stata definita una prova di forza necessaria per ristabilire i pesi e le misure, e per reificare un messaggio già molto esplicito: “Siamo solo all’inizio di un 2019 ricchissimo”.

Chi vi scrive si è confrontato lungamente con i manager italiani presenti a Londra in occasione del Galaxy Unpacked 2019. Tutti concordavano su due punti fondamentali: da una parte l’eccellenza tecnologica profusa nei prodotti, che elevano nettamente i contenuti della famiglia S pur mantenendo una continuità stilemica con il passato; dall’altra parte la voglia e la necessità di esibire senza titubanza le possibilità tecniche ed estetiche a cui le fabbriche e i reparti R&D di Samsung possono arrivare.

Prodotti, non specifiche tecniche

S10 e Fold sono molto più della somma delle loro singole parti o caratteristiche: sono prodotti che conferiscono nuovo spessore e prestigio al brand Samsung. E non passa inosservato che il loro lancio esula dal Mobile World Congress 2019 e anticipa tutti, perché chiunque presenterà display full screen o smartphone pieghevoli o simili sarà il secondo, chi segue non chi anticipa tutti con una perfetta mossa di scacchi.

Se poi si restringe lo scenario sui prodotti, i messaggi che si possono trarre sono altrettanto confortanti sull’incisività e la pugnacia con sui Samsung sta affrontando il 2019. La famiglia Galaxy S10 rasenta la perfezione per la sintonia tra dotazione tecnica (8 GB di Ram su tutti i dispositivi e storage da 128 GB; i display sono strepitosi; l’interfaccia One UI è la migliore finora vista per Android), design e prezzo. Su quest’ultimo fronte ci sentiamo di dire che i posizionamenti scelti da Samsung sono precisi al millimetro: si parte da 779 euro di S10e e si superano i mille euro per il S10+. Centrati, adeguati se si considerano nel panorama descritto pocanzi di tradein e renting.

Del Galaxy S10 ci è piaciuto il 5G, sarà il vero “hero product” per via delle specifiche tecniche ai massimi livelli e della possibilità di sfruttare subito al massimo le reti di prossia generazione, senza rinunciare ad avere in mano un prodotto “figo”.

Sì, stiamo indugiando. Perché i Galaxy S10 rappresentano il momento di discontinuità cruciale per celebrare il decennio appena festeggiato e per gettare le basi sui prossimi dieci anni fatti di 5G, display senza bordi e prestazioni senza limiti. Ma il protagonista assoluto è stato il Fold.

Il prezzo è giusto, punto e basta

Nel Galaxy Fold c’è tutta la voglia di rivalsa di Samsung, maturata nel 2018, fomentanta con i leak e la demo in penombra della conferenza dedicata agli sviluppatori e sublimata nei giorni precedenti all’Unpacked. Il Fold è totale: per l’idea, per le caratteristiche, per la qualità, per il prezzo. E chiunque si limiti a dire superficialmente che è troppo alto, beh per una volta lasciateci lanciare un messaggio diretto: “Ma basta dire scemenze a pappagallo!”. Il Fold è un prodotto unico, che dà origine a una nuova categoria di smartphone finora visti nei film di fantascienza. Eppure dal prossimo 8 maggio sarà acquistabile a un costo tutto sommato abbordabile.

Il resto è voglia di parlare a vanvera senza prendere in considerazione tutti i parametri. Per due motivi.

Primo motivo. Galaxy Fold è un prodotto elitario con una tecnologia unica e un design inequivocabile: chiunque lo acquisti sta prendendo l’unico smartphone di questo tipo in commercio; quantomeno il primo in assoluto. Non è un prodotto di massa ma volutamente un modello destinato a chi vuole farsi distinguere e sentirsi “unico”. Caratteristiche tipiche dei beni di alta moda e luxury, per natura esclusivi e per i quali nessuno metterebbe mai in discussione il prezzo.

Vi invitiamo a entrare in un negozio Louis Vuitton, Gucci, Chanel, Prada o Montblanc a chiedere lo sconto perché il prodotto è “troppo costoso” e balle simili che si leggono in giro: sarete accompagnati (in modo forse nemmeno tanto cortese) alla porta. E in questi negozi non è previsto l’acquisto a rate. Sul Galaxy Fold sì, grazie ai piani di finanziamento al consumo disponibili nei punti di vendita. Quindi invece di dare aria alla bocca e movimento alle dita per dire o scrivere “certe cose”, sarebbe interessante ragionare in modo più attento e attinente al mercato.

Secondo motivo, che dovrebbe imporre una censura a chi si lamenta continuamente del prezzo afferisce a ragioni storiche. A fine anni ’90 un telefono Ericsson (che oggi è paragonabile a un feature phone da 39 euro) era prezzato 1.799.000 mila lire + Iva, a cui si sommavano le bollette mensili (di almeno 100 mila lire + Iva) e non era possibile pagare a rate. Il top di gamma Nokia arrivava a 3.600.000 mila lire + Iva, più tutto il resto.

Ecco, se si pensa all’evoluzione tecnologica che passa tra questi “scatolotti” e l’elegante Fold si comprende come i dispositivi costassero ben di più relativamente al costo della vita e al reddito espresso in lire, mentre la tecnologia presente è enormemente superiore. Una differenza abissale tra ieri e oggi. Come se negli ultimi venti anni, a parità di prezzo, fossimo passati dalle auto a quattro ruote a quelle volanti a energia elettrica e velocità prossima a quella del suono.

L’ultima parola

Galaxy S10 e Fold aprono una nuova era di Samsung, che si declinerà nei prossimi mesi. Per oggi concentrarsi solo su logiche di prezzo e di confronto delle caratteristiche tecniche, soppesandone il posizionamento rispetto ad altri brand, equivale ignorare la Luna e a concentrarsi sul dito che la indica. Un po’ da stolti, insomma.