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Stiamo usando lo Xiaomi 12 ormai da qualche giorno. Non siamo per le recensioni “mordi e fuggi”, di quelle che in tre giorni si declinano i giudizi di un prodotto che spesso arriva immaturo. E che si presta a critiche puntualmente da cancellare non appena arriva l’update del sistema operativo, quello che combacia con l’arrivo sul mercato e ha le funzioni effettive e non prototipali. Ecco perché vogliamo affidare le considerazioni sorte in questi giorni di utilizzo in un contenitore da “prime impressioni”, così da prenderci più tempo per una prova. Ma non lesineremo in fatto di particolari.

Perché Xiaomi 12 è il modello intermedio rispetto al top di gamma Pro e all’entry 12X, dunque riassume alcuni concetti interessanti: è dotato di processore Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1, ha batteria da 4.500 mAh, ha fotocamera Sony Imx766 e ha ricarica veloce a 67 Watt. In più, è compatto. Il display da 6,28″ lo rende tascabile, ben equilibrato come dimensioni e questo incide sull’elevato comfort di utilizzo senza però rinunciare alle prestazioni.

L’unità in prova affianca lo Snapdragon 8 Gen 1 con 8 GB di Ram e 256 GB di storage, proposto al prezzo nominale di 899,90 euro. Il display è Oled di tipo standard (non è Ltpo ed è prodotto da Csot per la precisione) e supporta il refresh verticale dinamico a 120 Hz. In realtà si può scegliere tra lasciare al sistema operativo di gestire la frequenza oppure fissarla a 60 o 120 Hz. Abbiamo scelto quest’ultima opzione, insieme con la massima risoluzione raggiungibile dal pannello: 2.400×1.080 pixel. In queste condizioni abbiamo eseguito i benchmark e valutato la durata della batteria.

I risultati nelle principali app di benchmark sono stati generosi, a dimostrazione della potenza compatta dello Xiaomi 12:

Antutu: 797.472 punti
Geekbench single-core: 1.211 punti
Geekbench multi-core: 3.382 punti
Geekbench Gpu: 5.946 punti

Valori da vero flagship, seppure le dimensioni compatte incidono sulla dissipazione del calore. Xiaomi ha integrato una generosa camera di vapore per dissipare lo Snapdragon 8 Gen 1 ma la scocca ridotta obbliga a fare i conti con la fisica e la superficie di contatto posteriore limitata, rispetto a modelli con display maggiori, concentra il calore percepibile nella porzione posteriore centrale e in corrispondenza della zona della fotocamera.

Facendo test ripetuti, il calore effettivo misurato è stato di circa 55°, attenuato in modo sostanziale dalla cover in silicone fornita di serie nel pacchetto.

Nell’utilizzo normale, lo Xiaomi 12 è reattivo, veloce e valorizza i contenuti multimediali grazie al pannello con profondità di colore a 12 bit. Film e serie in streaming sono una vera goduria. Goduria estesa alla parte acustica in abbinata con gli auricolari Xiaomi Buds 3, che si abbinano semplicemente aprendole di fianco allo smartphone e facendo tap sul touchscreen dello Xiaomi 12. Le sonorità delle Buds 3 sono molto buone tanto per ascoltare la musica quanto per la riproduzione multimediale e cinematografica. Il sistema di riduzione dei rumori (Anc) si comanda dalle impostazioni del sistema operativo ed è efficace nella maggior parte dei contesti di utilizzo.

In queste nostre prime impressioni promuoviamo senza dubbi l’hardware finora descritto, compresa la batteria da 4.500 mAh. L’autonomia è solo nella media, si arriva a fine giornata, ma la ricarica veloce a 67 Watt è un valido supporto per avere energia sufficiente per dare un “boost” maggiore. Tra l’altro lo Xiaomi 12 supporta anche la ricarica wireless a 50 Watt e in reverse charging a 10 watt.

Il tutto è affidato all’interfaccia Miui 13 che ha subito alcuni miglioramenti rispetto alle versioni precedenti, grazie anche alle linee più minimal imposte da Android 12, tuttavia rimane l’aspetto un po’ “fumettoso”. Ci sono i temi per personalizzare l’ambiente in base ai gusti, ma è nel suo insieme che la Miui dovrebbe forse adottare una grammatica estetica più semplice ed essenziale, come le linee tracciate da Google, e rinunciare a un po’ a quello che potremmo definire un eccesso di zelo.

Eccesso di zelo sia nel colorare e marcare ogni cosa, tanto che in alcuni casi è graficamente cacofonico, sia nell’introdurre processi (per esempio, il controllo di sicurezza attivato per default ogni volta che scarica un’app) che mirano a rendere più sicuro il sistema ma, per contro, a volte appesantiscono l’esperienza di utilizzo. Su un punto, Xiaomi ha lavorato ma presenta ancora qualche incertezza: il sensore di prossimità. Mentre sul Pro il progetto è stato cambiato e perfezionato, sul 12 si rilevano ancora alcune incertezze quando si telefona e non si tiene perfettamente adeso lo smartphone all’orecchio. Può capitare che si attivi il display o cose simili: il brand ha ottimizzato la sezione software ma è perfettibile.

Dato l’ottimo hardware e la scocca curata, un ringiovanimento della Miui sarebbe il giusto tocco per completare un telefono, lo Xiaomi 12, che ha molto da fornire in termini di prestazioni pure, in termini di caratteristiche e in termini fotografici.

Chiudiamo queste nostre esperienza di utilizzo parlando della sezione imaging. Lo schema a tre obiettivi è così compsoto:

primario Sony Imx766 a 50 Mpixel, f/1.9, 26 mm, Pdaf e Ois;
ultra grandangolare da 13 Mpixel, f/2.4, 12 mm, 123°;
tele obiettivo da 5 Mpixel, f/2.4, 50 mm (zoom 2x) con funzioni macro;
selfie da 32 Mpixel, f/2.5, 26 mm (grandangolare).

Lo Xiaomi 12, al pari del 12 Pro, registra video in 8K a 24 fps. Rimandiamo alla recensione vera e propria i giudizi definiti, tuttavia vi possiamo già anticipare che la registrazione di filmati è piuttosto stabile e con risultati qualitativi di livello. Mentre quella fotografica si esalta in condizioni estreme, come in situazioni di bassa luminosità e di forti contrasti di luce.

Lo Xiaomi 12 scatta bene, molto bene. E vi mostriamo alcune foto per iniziare a darvi testimonianza della cura profusa dal brand su questo fronte, anche per calibrare i colori tra i tre obiettivi affinché non vi siano differenze di tonalità negli scatti.

Xiaomi 12: galleria fotografica