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Il 2022 è cominciato male per gli utenti di Windows 10/11, numerose patch di Gennaio avevano troppi effetti collaterali, e le correzioni arrivate dopo la classica settimana non sono tutte scaricabili in automatico. In particolare chi ha un Server o delle VPN aziendali deve seguire le istruzioni fornite da Microsoft.
Per gli utenti casalinghi è invece ora di abilitare nuovamente Windows Update, i problemi alle VPN non riguardano le connessioni dei singoli pc o le reti locali. Nel frattempo è arrivato il preview delle patch di Febbraio, la KB5009596 installabile su richiesta, che contiene una bella serie di correzioni, un promemoria della fine vita di Internet Explorer 11 e una nuova funzionalità chiamata Sync Your Settings creata per semplificare il passaggio a Windows 11.

Nei forum continuano le proteste di utenti dotati di un PC compatibile con Windows 11 che si sono ritrovati il sistema aggiornato alla nuova versione e giurano di non avere mai dato il consenso. Microsoft nega ma annuncia una accelerazione nella distribuzione di Windows 11, quindi per evitare errori involontari bloccate il PC su Windows 10 versione 21H2, ormai collaudata e senza problemi.
Basta (fino ad oggi) una semplice chiave del registro. Copiate le 5 righe successive in un file con estensione REG e con un doppio click il PC resterà per sempre su Windows 10 21H2.

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate]
"TargetReleaseVersion"=dword:00000001
"ProductVersion"="Windows 10"
"TargetReleaseVersionInfo"="21H2"

Riguardo a Windows 11, nato chiaramente per le richieste aziendali di avere pc più sicuri, anche con un pc compatibile casalingo è meglio aspettare che Microsoft elimini gli immancabili bug e finisca le parti mancanti, come l’atteso emulatore APP di Android e un menu Start usabile. Se ne riparla quindi a fine anno.
Certo con il basso numero di pc compatibili con Windows 11 la fine del supporto a Windows 10 nel 2025 rischia di diventare una colossale creazione di rifiuti elettronici, oggi infatti 9 PC su 10 sarebbero da buttare e 4 anni non cambieranno di molto la situazione.