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Mentre siamo al terzo tragico giorno di guerra, con l’invasione russa che prosegue in tutta l’Ucraina non “cantano” solo bombe e mitragliatrici. Un potente cyber attacco sarebbe stato portato al cuore delle istituzioni russe e anche ai centri dei broadcaster media, al punto che su alcune reti tv e radiofoniche si stanno diffondendo musiche e canzoni ucraine. Non difficile da immaginare la reazione del boss russo, Vladimir Putin che ha bloccato l’accesso a Twitter. Obiettivo: soffocare i flussi di informazione per tenere sotto controllo internamente la situazione, dopo che sui social erano passate impietosamente le immagini dell’attacco sferrato all’Ucraina. Secondo un rapporto del gruppo di monitoraggio di Internet NetBlocks risultano fortemente limitate tra tutti i principali provider di telecomunicazioni russi: vi si può accedere solo mediante i servizi VPN. A confermare il blocco di Twitter sono i numerosi giornalisti impegnati sul campo.

Il governo ucraino e la richiesta di Apple

Già ieri il Cremlino aveva attuato una prima fase di repressione delle varie piattaforme social a cominciare da Facebook, che in origine aveva rimosso gli account di quattro organizzazioni di media statali. La decisione è stata bollata (udite, udite, anzi leggete, leggete) dal governo di Mosca come “…una violazione dei diritti e delle libertà dei cittadini russi”. La tragedia che si sta consumando tanti alle porte di Kiev quanto in tutte le altre zone dell’Ucraina aveva già indotto il vice primo ministro Mykhailo Fedorov, a chiedere ad Apple a interrompere la fornitura di prodotti e servizi agli utenti russi in risposta all’invasione in corso nel Paese. Lo aveva fatto con una lettera aperta pubblicata attraverso il suo account Twitter, chiedendo di bloccare l’accesso all’App Store con questa motivazione: “Siamo sicuri che tali azioni motiveranno i giovani e la popolazione attiva della Russia a fermare in modo proattivo la vergognosa aggressione militare”. Intanto la guerra, o meglio l’invasione, continua.