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“Via i cellulari dalle classi nelle ore di lezione”: questa la posizione ufficiale espressa in Tv dal ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. La dichiarazione è stata rilasciata nell’ambito di una intervista fatta da Monica Setta a Valditara durante il programma “Il Confronto in onda” su “Rai Italia nel mondo” e su Rai 2 (il sabato alle 6.30). Secondo il ministro, la proposta rientra nella direzione improntata a garantire sia gli studenti sia ai docenti un congruo tempo di studio in classe privo di qualsiasi distrazione. Dunque, l’intento è massimizzare l’apprendimento durante le ore scolastiche. Sempre in tema di scuola, Valditara, in aggiunta alla questione dei cellulari, ha ribadito nel programma la sua ipotesi di togliere il reddito di cittadinanza ai giovani percettori che non hanno nemmeno l’obbligo scolastico: “O colmano il gap, o perdono il reddito”. 

Il supporto del Codacons a Valditara

“Totalmente favorevole il Codacons al divieto di utilizzo dei cellulari all’interno delle scuole italiane, al punto da essere pronto a denunciare gli istituti che continueranno a consentire l’uso dei telefonini in classe”. Lo afferma l’associazione dei consumatori, commentando quanto dichiarato dal Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara intervistato da Monica Setta.

“Il divieto di uso dei telefonini a scuola è già previsto da anni dalle disposizioni nazionali – spiega il presidente Carlo Rienzi – La Direttiva Ministeriale 104 già dal 2007 vieta agli studenti di utilizzare il telefono cellulare, o altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività didattiche, disposizione purtroppo mai rispettata nelle scuole italiane”.

“Crediamo sia importante vietare l’uso dei cellulari in classe non solo per evitare distrazioni ai ragazzi, ma anche per prevenire abusi o usi distorti dei telefonini, come casi di bullismo, violazione della privacy, riprese non autorizzate ecc. – prosegue Rienzi – Per tale motivo invitiamo tutti gli istituti scolastici ad adeguarsi alla normativa nazionale e siamo pronti a denunciare alle competenti autorità le scuoole che non rispetteranno la direttiva ministeriale”.

La dichiarazione testuale di Valditara ripresa da True News

Valditara ha partecipato al panel “Una nuova stagione per l’Istruzione”. Nel dialogo col direttore di True-news.it, Fabio Massa, il Ministro ha parlato degli episodi di violenza che avvengono in classe; tra le varie possibili soluzione, Valditara ha proposto anche l’introduzione dei lavori socialmente utili. E qui si arriva al “metodo educativo basato sull’umiliazione”.

Il ministro Valditara ha quindi citato un episodio di bullismo in un istituto tecnico di Gallarate (provincia di Varese); come esempio positivo, che dimostra come le istituzioni debbano avere un ruolo centrale nell’affrontare il bullismo.

L’esempio di Gallarate citato dal Ministro

“All’indomani di un atto di violenza compiuta da uno di questi ragazzotti, un bullo; il dirigente scolastico ha riunito 2 mila ragazzi. Li ha voluti responsabilizzare in un discorso molto duro, ma anche molto maturo. Ha parlato ai loro cuori, alle loro menti, e ha avuto un grande successo”. Ha dichiarato Valditara.

Che ha poi proseguito, affermando cosa dovrebbero fare le istituzioni. «Non se ne lavano le mani. Ma chiedono anche il coinvolgimento di quello che è essenziale nella repressione delle devianze, il controllo sociale, la stigmatizzazione pubblica. Questo ragazzo ha compiuto un atto assolutamente da condannare, questo ragazzo ha sbagliato e nessuno, nessuno, è legittimato a dire “no, ma questo ragazzo, in fondo, magari poteva avere le sue motivazioni”. Questo ragazzo ha sbagliato, quel preside è stato un grande educatore». Si arriva quindi alla dichiarazione sull’umiliazione.

Valditara e l’umiliazione

«Ma se ci si limita a sospendere per un anno, il rischio è che quel ragazzo vada poi a fare fuori dalla scuola altri atti di teppismo, o magari addirittura si dia allo spaccio o magari si dia alla microcriminalità». Ha concluso il Ministro Valditara. «Quel ragazzo deve essere seguito, quel ragazzo deve imparare che cosa significa la responsabilità, il senso del dovere.

Noi dobbiamo ripristinare non soltanto la scuola dei diritti, ma anche la scuola dei doveri. Quel ragazzo deve fare i lavori socialmente utili, perché soltanto lavorando per la collettività, per la comunità scolastica, umiliandosi anche, evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità. Di fronte ai suoi compagni è lui, lì, che si prende la responsabilità dei propri atti e fa lavori per la collettività. Da lì nasce il riscatto. Da lì nasce la maturazione. Da lì nasce la responsabilizzazione».

Il video integrale dell’intervento di Valditara sulla scuola