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Unieuro e #Cuoriconnessi: 7 anni contro il cyberbullismo. La video intervista a Giancarlo Nicosanti Monterastelli

7 anni di testimonianze, storie, incontri e confronti. L’edizione 2023 dell’evento di sintesi delle attività di #Cuoriconnessi porta sul palco, in senso metaforico, oltre 200mila persone interconnesse tra loro per celebrare la quarta edizione dell’omonimo libro proprio nel giorno intitolato al Safer Internet Day 2023 e in connubio con Unieuro. Cuoriconnessi è più di un sito: è una piazza viva e interattiva in cui scaricare libri, condividere e creare attenzione intorno al problema. In 7 anni questo progetto è riuscito a entrare nelle scuole e a penetrare nella società per aiutare, sensibilizzare, sostenere ed esserci laddove serve. Il ruolo di Unieuro è apparentemente semplice ma fondamentale: il nuovo libro, la quarta edizione ricca di storie e testimonianze, è disponibile online e ma anche nei punti vendita dell’insegna a titolo gratuito.

Perché le ferite provocate dal web sono vere, sanguinano sul serio non sul display, si rimarginano un po’ ma rimangono dentro. Internet è un mondo impalpabile. Combina virtuale e reale, astratto e concreto ma in modo strano e quasi impercettibile, tale che non fa percepire il pericolo concreto che si corre online perché parte dal web per avere delle conseguenze reali, siano essi contatti fisici fino ad azioni e reati. Mentre dal vivo si presta attenzione a ciò che si dice e si fa, on-line ciò non avviene perché ci si sente apparentemente protetti dal contesto digitale e virtuale e quindi non si adottano tutti quei comportamenti di sicurezza e attenzione che sono funzionali alla protezione personale e delle altre persone. Così come le cose scritte possono essere travisate o interpretate in modo diverso dall’intenzione perché manca il tono e la presenza. Questi fattori moltiplicano il livello di rischio. Le parole che descrivono il fenomeno sono tante: cyberbullismo, violenza, scherzo esagerato, infamia, colpevolizzare e giudicare gli altri, body shaming e così via. La problematica è una.

L’orgoglio e l’emozione di Giancarlo Nicosanti Monterastelli, ceo di Unieuro, presente sul palco di #Cuoriconnessi quasi taglia la voce ma non toglie importanza alla sue parole: “Abbiamo iniziato questo percorso tanti anni fa e abbiamo sentito raccontare tante storie e testimonianze. La cosa più importante è che questo percorso parla ed è centrato sui ragazzi: non c’è cosa più importante. Abbiamo creduto fin dall’inizio in Cuoriconnessi e possiamo vantare numeri elevati che rappresentano l’interesse, l’efficacia e l’esigenza di parlare di questi problemi con il linguaggio giusto e intonato ai più giovani. Essere riusciti a fare parlare i ragazzi delle loro esperienze. Il nostro dovere che vendiamo tecnologia è aiutare a farla conoscere e usare in modo responsabile, perché la tecnologia è utile ma può anche avere conseguenze impreviste e incontrollabili. È nostro dovere fare cultura affinché ciò che proponiamo sia usato nel modo più giusto possibile. Grazie alla Polizia di Stato siamo riusciti a dare valore alla parola solidarietà e a dare spessore a un progetto efficace e di successo, sul quale vogliamo continuare a essere attori di primo piano anche negli anni a venire”.

L’idea di base è tendere una mano ai più giovani affinché si trovi una soluzione ai problemi e anche lavorare per sensibilizzare e aumentare la conoscenza del problema. L’aiuto di grandi aziende impegnate nella consumer electronics, ma non solo, come nel caso di Unieuro, è fondamentale come volano per aumentare l’efficacia dell’azione dei Cuoriconnessi, anche grazie all’aiuto costante e quotidiano degli insegnanti e delle scuole che aiutano a raggiungere in modo capillare i più giovani e fare in modo che il messaggio arrivi e generi azioni virtuose.

Ancora Nicosanti: “La trasformazione digitale della società e quindi è necessario insegnare un uso corretto di questi device che scandiscono le giornate. Dobbiamo essere molto attenti all’uso che se ne fa, soprattutto se penso alla fascia dei ragazzi più giovani più esposti a un uso indebito dei dispositivi. A volte ci si trova da soli: l’appello che faccio è di non avere paura di parlare, con un amico, con l’insegnate, con i genitori, con chiunque possa dare una mano e aiuti ad affrontare il problema. Unieuro ha cercato di farlo, nell’ambito del nostro ruolo, per supportare questa cultura di prodotto più etica e rispettosa”.

Il supporto delle aziende impegnate nella tecnologia, siano esse produttrici o distributrici (come nel caso di Unieuro che distribuisce il libro dei negozi), è importante per stimolare i più giovani a prendere consapevolezza della problematica e incitarli a condividere e a parlare, perché solo dalla cultura del rischio e dalla condivisione si intraprende la strada giusta per affrontare e risolvere il problema.

Conclude Giancarlo Nicosanti: “Sono i ragazzi che alimentano il fenomeno della conoscenza e la filosofia di Cuoriconnessi. Questo entusiasmo è la benzina per noi di Unieuro per continuare a sostenere il progetto e per continuare a crederci per lungo tempo”.

Cuoriconnessi: i numeri di un fenomeno che inizia con uno scherzo e arriva al cyberbullismo più sfrenato e all’emarginazione

Spiega la Polizia: “Gli ultimi dati sul fenomeno evidenziano numeri in decrescita nel nostro Paese anche grazie al continuo lavoro di prevenzione e sensibilizzazione del progetto #Cuoriconnessi”. Ecco i dati, ve li proponiamo senza commenti perché ciascuno tragga le proprie conclusioni.

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