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Grandi manovre intorno al mondo del calcio. Obiettivo: dare un calcio al Covid-19 e ricominciare. Mentre nei vari campionati nazionali si stanno studiando soluzioni, la Champions League gioca d’anticipo. In ballo ci sono milioni e milioni di euro, soprattutto legati ai diritti televisivi e agli spot pubblicitari. E le reti di tutto il mondo, a cominciare dalle pay tv, tornano così a gongolare dopo il brusco e lungo stop. Ma andiamo con ordine, perché non è per niente facile il puzzle da comporre per la massima competizione europea.

Champions, il possibile calendario

Stando a quando riportato dalla stampa britannica, la Champions League potrebbe tornare in campo con un primo calendario, con partite da giocare tutte e a porte chiuse. Con inizio tra l’8 e il 9 agosto delle gare di ritorno degli ottavi, tra cui Juventus-Lione e Barcellona-Napoli. L’11 e il 15 agosto si disputerebbero i quarti di finale mentre le semifinali andrebbero in scena dal 18 al 22 dello stesso mese. Gran finale infine il sabato 29 agosto. Sul tavolo però c’è anche l’ipotesi che dai quarti in poi si possa giocare le sfide in gara secca, unica. 

I blocchi europei, Germania esclusa. Per ora…

L’operazione, però, s’innesta sulle problematiche gestionali dei vari campionati, a fronte dell’emergenza Covid-19. Al momento, l’unica certezza di ripresa dei tornei nazionali è arrivata dalla Germania. La Bundesliga, dopo il disco verde della Cancelliera Angela Merkel, riprenderà a partire dal prossimo 15 maggio. I dettagli sono in definizione da parte della lega competente. Ma sul resto dei cieli d’Europa è buio pesto.

Calcio, lo stop francese alla Ligue 1

La ripresa della Champions League impatta in maniera evidente nel mondo pedatorio di alcuni paesi, In primis la Francia. Dove il primo ministro Edouard Philippe, ha annunciato che il calcio – dopo un primo rinvio a data da destinarsi – non riprenderà prima del mese di settembre. Insomma, la stagione 2019/20 della Ligue 1 può considerarsi conclusa, con tanto di scudetto assegnato a Psg di Mauro Icardi. Ma questo stop stop definitivo della Ligue 1 coinvolge da vicino le formazioni impegnate nelle coppe europee e in particolare nella Champions. Se il Psg è già qualificato ai quarti di finale, il nodo da sciogliere riguarda il Lione che invece deve ancora disputare la gara di ritorno degli ottavi contro la Juventus a Torino, dopo la vittoria dell’andata per uno a zero.

Serie A, notte fonda sul calcio d’Italia

La partecipazione della Juventus alla Champions ci porta inevitabilmente in Italia. La Lega ha deciso che si vuole riprendere il calcio di Serie A e ripartire. I costi di uno stop sarebbero onerosi e impossibili da sopportare e le casse piangono. La negoziazione die diritti televisivi subirebbe un duro colpo anche in prospettiva. Al momento alcune squadre di Serie A hanno ripreso gli allenamenti. Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora auspica che entro il 18 maggio i ranghi siano completi. Ma per il resto è notte fonda. Queste le sue ultime indicazioni: “La road map è molto chiara ed è tutt’ora valida. La mia linea e quella del governo non è mai cambiata. A oggi è impossibile definire una data certa della ripresa del campionato. Bisogna contemperare il valore assoluto della salute e dunque sono indispensabili protocolli sanitari adeguati”.

La Liga spagnola alla finestra

Sulla scia dell’Italia c’è anche la Spagna, nazione colpita pesantemente dall’emergenza Covid-19. Dopo aver annunciato la sospensione della Liga, ora pare di capire che si stiano aprendo nuovi spiragli di luce. Il Consiglio Superiore dello Sport ha approvato il protocollo per la Liga avendo dato il via libera ai test sierologici sui calciatori con sintomi dallo scorso 4 maggio. Semaforo verde alle squadre di riprendere gli allenamenti individuali. Ma la navigazione è a vista, la cautela prevale.

Inghilterra: la Premier e il progetto “Restart”

In Inghilterra, dove il lockdown potrebbe durare fino alla fine di maggio, sul tavolo degli addetti ai lavori ci sono svariate proposte. L’opzione che più colpisce è legata alla durata delle partite con tempi ridotti: si parla di 80 minuti di gioco. L’ipotesi è al vaglio all’interno del “Project Restart” messo a punto per far ricominciare la Premier League, dopo l’emergenza Covid-19, metà di giugno e la fine di luglio. In agenda da valutare anche altre suggestioni quali, ad esempio, l’aumento del numero delle sostituzioni come avanzato dalla Fifa. “Non sappiamo cosa ci riserva il futuro”, ha sottolineato –Gordon Taylor, chief executive della Professional Footballers’ Association, alla BBC Radio 4’s Today. Stiamo analizzando diverse strade per giocare partite a porte chiuse e in campi neutri. Siamo in una fase di studio, vorremmo ripartire prima possibile, ma serve ancora tempo. E nulla è da escludere”. Insomma, per dare un calcio al Covid-19 bisogna armarsi ancora di tanta pazienza. La Bundesliga tedesca farà da apripista. Le Tv di tutto il mondo sono pronte a riprendere le trasmissioni il più preso possibile.