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Twitter abbandona il codice volontario Ue contro la disinformazione. Ma gli obblighi restano

Twitter ha deciso di abbandonare il codice volontario dell’Ue al fine di contrastare la disinformazione. Ma come ha rilevato senza indugi il Commissario al Mercato Interno e ai Servizi, Thierry Breton, il social network di Elon Musk non può sottrarsi ai suoi obblighi e ha dichiarato proprio in un tweet: “Twitter lascia il codice di condotta volontario dell’Ue contro la disinformazione. Puoi correre ma non puoi nasconderti”. Le aziende che hanno aderito al codice sono tenute a fornire relazioni periodiche sui progressi con i dati sulla quantità di entrate pubblicitarie che hanno evitato dagli attori della disinformazione. Devono inoltre fornire informazioni sul numero o sul valore delle pubblicità politiche accettate o rifiutate e sui casi di comportamenti manipolativi rilevati.

Twitter e la prospettiva Ue del DSA

Attualmente, gli impegni che le aziende (specialmente le Big Tech) hanno deciso di assumere sono connotati da una matrice volontaria. Ma, come noto, la lotta alla disinformazione sarà un obbligo legale ai sensi dei DSA (Digital Services Act) a partire dal prossimo 25 agosto. E a Bruxelles hanno ribadito: “I nostri team saranno pronti per l’applicazione”. Il Digital Services Act (DSA) obbliga obbliga le grandi piattaforme tecnologiche (Google, Meta, Microsoft, Alibaba’s, AliExpress e altre grandi player online) ad agire in maniera efficace proprio per contrastare i contenuti online illegali. Le aziende rischiano multe fino al 6% del loro fatturato globale per violazioni.

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