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Triennale Milano, in occasione della 23ª Esposizione Internazionale, presenta il secondo volume della Triennale Game Collection – una raccolta di nuovi giochi sperimentali creati da cinque dei più rinomati game designer indipendenti –, scaricabili gratuitamente su Apple App Store, Google Play Store e Steam. Viene inoltre aggiornata la versione della Game Collection Volume 1, disponibile da oggi 29 giugno.

Dopo il lancio e il successo (oltre 180.000 download) della Game Collection Vol.1 nel 2016 per la 21ª Esposizione Internazionale, Triennale ha incaricato una nuova selezione di artisti, provenienti da diverse parti del mondo, invitandoli a interpretare le sfaccettature degli Unknown Unknowns. Prendono così forma cinque storie molto personali, che spaziano dal rapporto tra elementi fisici e tecnologia alla pura gioia degli eventi cosmogonici, dall’elaborazione del lutto alla correlazione tra identità sociale e di genere.

Per il Volume 2, Pietro Righi Riva, fondatore dello studio di game production Santa Ragione, ha scelto i game designer Yijia Chen & Dong Zhou di Optillusion (Cina / USA), Fern Goldfarb-Ramallo (Argentina), Nina Freeman di Star Maid Games (USA), Akwasi Afrane Bediako (Ghana) e Llaura McGee (Irlanda) di Dreamfeel

I cinque autori presentano in anteprima, con una varietà di approcci e temi che rispecchia la diversità culturale di ognuno, cinque videogiochi, il cui filo conduttore è la riflessione sui misteri dello spazio esterno come chiave di lettura del proprio spazio interiore. La Game Collection regala uno sguardo al futuro, tramite opere d’arte immateriali, accessibili da qualsiasi luogo e alla portata di tutti.

I videogame:

WADE di Optillusion [Cina / USA] [disponibile dal 12 luglio]

WADE è una passeggiata lungo le rive di un ampio fiume che sfocia nel mondo sotterraneo. I giocatori sono immersi nell’acqua fino alle ginocchia e ascoltano i canti che provengono dagli abissi. Man mano che si avventurano in profondità, lo scenario inizia a cambiare e ci si imbatte in stranezze o curiosità: alcune passano semplicemente, altre invece sono ostacoli da superare. Alla fine del viaggio, qualcosa di strano li attende. Il gioco simboleggia e visualizza le fasi del lutto e i sentimenti di inquietudine che noi esseri umani proviamo quando affrontiamo l’ignoto. 

We Are Poems di Fern Goldfarb-Ramallo [Argentina] [disponibile dal 29 luglio]

Le regioni queer dello spazio profondo somigliano alla superficie di una bolla di sapone. Gli elementi si muovono e si modificano in modi inaspettati, si comportano sempre male e non gli importa delle nostre aspettative, impegnati come sono a sbocciare nella versione più elevata di sé. In un fluttuare di particelle sospese, il giocatore nuota in un’esplosione generosa e gioiosa di colori e luci distorte che si oppongono alla cupezza e abbracciano il vuoto come luogo da (ri)costruire.

Nonno’s Legend di Nina Freeman (Star Maid Games) [USA] [disponibile dal 26 agosto]

Nonno’s Legend è un gioco che consiste nell’immaginare luoghi mai visti prima. Da bambina, quando Nina andava a trovare i nonni giocava spesso con il loro mappamondo e si divertiva a esplorare la superficie terrestre con la punta delle dita. Il nonno – Nina lo chiama affettuosamente così per via delle sue origini italiane – le mostrava le proprietà magiche di quel mappamondo, che era capace di ridisegnare il pianeta! Muovendo terre di qua e di là, i giocatori scoprono oceani e formano nuovi continenti, creando la mappa di un nuovo mondo immaginario nato dal magico mappamondo del nonno.

MINE di Akwasi Bediako Afrane [Ghana] [disponibile dal 16 settembre]

MINE è un gioco di esplorazione in prima persona in cui il pubblico entra in una “miniera aperta” e osserva la correlazione ancora poco nota tra risorse minerarie e spazi virtuali. All’interno, la miniera viene esplorata attraverso rendering digitali di minerali e di alcuni dei loro prodotti finali: i componenti elettronici. MINE gioca sulla dis-connessione tra mondo fisico e digitale, sul modo in cui trascuriamo il legame intrinseco esistente tra le materie prime e gli spazi virtuali che abitiamo, e ipotizza che materiali futuri e sconosciuti renderanno possibili nuove realtà.

Contact di Llaura McGee (Dreamfeel) [Irlanda] [disponibile dal 30 settembre]

Contact è un gioco sulla ricerca di un’intelligenza extraterrestre. In particolare l’autrice si è ispirata a sé stessa, cresciuta in un piccolo villaggio sperduto credendo che non ci fosse nessuno con una sensibilità uguale alla sua. I giocatori interagiscono con una complessa interfaccia con l’obiettivo di decodificare e comprendere i segnali visivi sullo schermo, questi poi rivelano un testo parlato in cui si narra un ricordo d’infanzia dell’autrice. Il ricordo, sebbene sia un segnale tipicamente ambiguo, è l’inizio di un percorso di auto-riconoscimento di una giovane donna queer.