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Tim: mette il turbo in borsa. Si sente il profumo di rete unica…

Tim protagonista del rally in borsa a Piazza Affari nelle ultime due settimane. Dallo scorso 16 dicembre il titolo della compagnia telefonica ha registrato un aumento del valore del 22% (per circa un miliardo di euro) riportando la capitalizzazione a 5 miliardi di euro. Tanto attivismo sarebbe legato, secondo molti analisti, al profumo che si sente nell’aria per la creazione di una rete unica di concerto con le intenzioni e la volontà del governo guidato da Giorgia Meloni che ha preso in mano il pallino delle operazioni.

Tim: le manovre dei fondi per la rete unica

Detto che il prossimo 18 gennaio è previsto il cda di Tim, un incontro legato al dossier incontro non è ancora stato fissato in agenda con il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, alla presenza dei principali azionisti di Tim, ossia Cdp (Cassa Depositi e Prestiti) e Vivendi. Ma al contempo si sta registrando un particolare attivismo da parte dei fondi, con gli americani di Kkr (vanta il 37,5% in Fibercop) e gli australiani di Macquarie (detiene il 40% di Open Fiber) che stanno scaldando i motori. Per altro vale la pena ricordare che proprio Kkr aveva tentato una scalata al 100% del capitale di Tim. In campo le opzioni non mancano. Ma la partita è estremamente delicata. Molti analisti propendono per una vendita della rete. C’è chi però evidenzia che sta pendendo corpo l’ipotesi relativa alla creazione di una newco con la partecipazione di uno o più fondi sotto la guida e il controllo di società pubbliche, con Cdp in testa, al fine di concludere l’acquisto di Netco.

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