Tim telecom italia
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Tim affronta un’estete non meno calda della canicola che sta colpendo l’Italia. Sono giornate a dir poco intense per il gruppo delle telco. L’operatore telefonico si trova in una fase di passaggio molto delicata, anche a seguito delle turbolenze politiche che hanno determinato la caduta del governo di Mario Draghi e la decisione di andare alle elezioni il prossimo 25 settembre.  

Open Fiber e il nodo delle elezioni

Per Tim, se la rinegoziazione dell’accordo con Dazn per la trasmissione del Campionato di Serie A (rientrerà in gioco anche Sly?) non sembra generare ansie clamorose, l’estate si fa calda per altri due temi. Il primo: il 4 agosto dovrà essere delineata l’execution del piano di industriale dell’amministratore delegato Pietro Labriola (con segmentazione in quattro operations). Il secondo: sulla realizzazione della rete unica con Open Fiber avrà voce in capitolo il governo che uscirà dalle elezioni politiche (sempre che le urne esprimano un verdetto chiaro) del prossimo 25 settembre. Molti analisti hanno già manifestato la possibilità che con il varo di un nuovo esecutivo i tempi saranno destinati ad allungarsi. Del resto, si sostiene, la rete unica è un progetto di interesse nazionale e buona parte degli asset di Tim sono protetti dal Golden Power. Tuttavia, al di là delle previsioni, è chiaro che Cdp (cassa Depositi e Prestiti) e Tim stanno continuando alacremente a lavorare alla definizione della cornice dell’operazione per rispettare la scadenza del 31 ottobre per un accordo vincolante.

Tim e la rete unica

Ma per Tim sembra essersi aperto anche un altro fronte. Vivendi (che è azionista di riferimento della company) pare aver inscenato una sorta di gioco al rialzo, ponendo il valore e il prezzo dell’infrastruttura tra 31 e 34 miliardi di euro. Una cifra di gran lunga superiore a quanto ipotizza la stessa Tim. L’apertura di questo fronte, dice qualcuno, ha più un significato di tipo negoziale: di sicuro però contribuisce ad aggiungere un ulteriore “carico” sul tavolo, che serve magari a capire quale possa essere l’orientamento degli altri azionisti, da Macquarie a Kkr.