Tim telecom italia
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Telecom Italia (TIM) ha firmato un accordo di riservatezza con l’istituto di credito statale italiano CDP (Cassa depositi e prestiti) per avviare colloqui formali sulla possibile integrazione delle infrastrutture di rete del gruppo telefonico con quelle dello specialista in fibra ottica Open Fiber.

La mossa arriva quando il ceo di TIM Pietro Labriola sta sviluppando un piano per rinnovare la più grande società telefonica italiana centrata sulla divisione delle sue operazioni di rete all’ingrosso dalle sue attività di servizi.

L’avvio dei colloqui, annunciato dalla società, è l’ennesimo segnale che TIM prevede di tracciare un percorso diverso rispetto a un approccio non vincolante per la cessione di tutte le sue attività al fondo statunitense KKR, secondo un progetto in fase di analisi e perfezionamento da novembre.

TIM ha fatto aspettare KKR per quattro mesi prima di concordare a marzo di impegnarsi in colloqui, mentre prosegue la riorganizzazione interna in tutta autonomia per sbloccare quello che il gruppo chiama il suo “valore non sfruttato”.

Una fonte a conoscenza della questione, contattata da Reuters, ha spiegato che KKR è pronta a inviare già nelle prossime ore una lettera formale nella quale terrà una posizione piuttosto inattesa. Si leggerà che non perseguirà un’offerta formale a meno che TIM non gli conceda la due diligence che il fondo richiede da mesi. Una due diligence che è diventata sempre più cruciale man mano che la situazione del mercato sta cambiando a causa di il conflitto ucraino.

TIM, che ha chiesto a KKR di confermare se i termini della sua offerta da 10,8 miliardi di euro fossero ancora validi, ha confermato che la revisione può essere solo di natura confermativa, nel senso che dovrebbe essere preceduta da un’offerta formale. Offerta formale che non è mai pervenuta da KKR, se non una lettera d’impegni.

Il prossimo 7 aprile il consiglio di amministrazione di TIM dovrà discutere la lettera di KKR e una proposta separata della società di private equity CVC per una partecipazione nella sua attività business che comprende i servizi alle imprese.

TIM: unica infrastruttura con Open Fiber per duplicare i costi

L’intento del Governo è stato di fondere le immobilizzazioni di TIM con quelle di Open Fiber per evitare costose duplicazioni degli investimenti necessari per potenziare la rete nazionale, ma un accordo in questo senso si è rivelato non risolutivo per questioni antitrust.

TIM ha dichiarato di puntare a concordare con la strategia di CDP entro il 30 aprile attraverso un protocollo d’intesa per definire gli obiettivi, la struttura e i principali criteri di valutazione del progetto di integrazione.

Open Fiber è partecipata al 60% da CDP, che a sua volta possiede anche il 10% di TIM. Secondo il piano di tie-up, la società statale CDP otterrebbe il controllo della rete unita, il che potrebbe alleviare le questioni antitrust in quanto TIM non avrebbe più la maggioranza.

Fonti interpellate sempre da Reuters hanno affermato che TIM potrebbe in seguito concordare un compromesso con KKR coinvolgendo il fondo nei suoi piani di accordo con Open Fiber. KKR possiede già una partecipazione del 37,5% nella rete dell’ultimo miglio di TIM.

Lo scenario di TIM su due fronti: KKR e CVC

Come detto poc’anzi, KKR prevede di abbandonare la sua proposta di acquisizione da 10,8 miliardi di euro (11,9 miliardi di dollari) di Telecom Italia SpA se il travagliato ex monopolio della telefonia non gli concederà la due diligence richiesta dallo scorso novembre. In una lettera prevista per il 4 aprile, il KKR dovrebbe ribadire il proprio interesse a fare una possibile offerta, ma le condizioni di mercato sono cambiate e questo impatterà sulle tempistiche. L’invasione russa dell’Ucraina e i recenti declassamenti del rating di Telecom Italia sono tra questi motivi. I portavoce di KKR e Telecom Italia hanno rifiutato di commentare.

Telecom Italia ha confermato in un comunicato di aver firmato un accordo di riservatezza con CDP per avviare le discussioni preliminari sull’integrazione della propria rete con quella di Open Fiber. Questo accordo è aperto anche a KKR e altri fondi. Labriola ha anche un piano per separare tutti i servizi commerciali di Telecom Italia in un’altra unità denominata ServCo, secondo il piano industriale di Telecom Italia.  Il mese scorso CVC Capital Partners ha presentato un’offerta non vincolante per il 49% della nuova unità di servizi alle imprese di Telecom Italia.