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TikTok negli Usa: stangata fiscale sulle azioni e legge per la cessione di ByteDance. Mentre nell’Ue i politici lo “amano”

TikTok: doppia partita tra Usa e Ue. Dall’altra parte dell’Oceano, sul social cinese gravano non poche nubi cariche di pioggia, per non dire di peggio. Dopo che – pena il divieto – la Camera ha approvato a stragrande maggioranza un disegno di legge che concederebbe BydeDance (proprietario di TikTok) circa sei mesi per cedere le attività statunitensi dell’app per brevi video ormai utilizzata da circa 170 milioni di americani, come riporta il Financial Times i dirigenti sono stati gravati da oneri fiscali multimilionari sulle azioni che non sono riusciti a vendere. Come caso viene citato quello del manager  Patrick Spaulding Ryan, che ha lavorato presso ByteDance dal 2020 al 2022 e che si trova a dover pagare una fattura fiscale di oltre 100mila dollari. Insomma, una situazione di vero e proprio accerchiamento, una morsa che si fa sempre più stretta.

TikTok: spopola tra i leader politici Ue

Di contro, come riporta l’agenzai Reuters, nell’Ue la situazione – nonostante gli impegni sottoscritti dalla Commissione di mettere sotto la lente di ingrandimento l’app di video non solo in omaggio alle nuove regole dei mercati digitali, quali DSA e al DMA – appare di connotazione contraria. Infatti, il social è il prediletto e certamente tra i più “amati” da parte di molti esponenti politici.  Che lo hanno eletto a veicolo privilegiato per le proprie comunicazioni, specialmente per intercettare il pubblico più giovane, nonostante gli appurati timori per la sicurezza di dati e privacy.

Il presidente francese Emmanuel Macron, in un’immagine del sito ufficiale e istituzionale elisee.fr

Del resto, il rapporto del Reuters Institute for the Study of Journalism dello scorso anno ha rilevato che meno persone ripongono la loro fiducia nei media tradizionali e più si rivolgono a TikTok per le notizie. Che si è confermato il social network in più rapida crescita nel rapporto, utilizzato dal 20% dei giovani tra i 18 e i 24 anni per le notizie. Simon Harris, diventato il primo ministro irlandese a marzo, ha pubblicato un un video con la scritta “Grazie” in caratteri gialli, raccontando ai suoi 95.000 follower della sua ascesa. In Germania, dove le agenzie di sicurezza tedesche hanno messo in guardia dall’utilizzare l’app per il timore che possa condividere dati con il governo cinese o essere utilizzata per influenzare gli utenti, il ministro della Sanità Karl Lauterbach è approdato sulla piattaforma dichiarando: “Non possiamo lasciare i social media al partito di estrema destra AfD”. Il politico ha affermato di poter avere delle riserve su TikTok pur riconoscendone l’efficacia. “Non do alcuna legittimità alla piattaforma utilizzandola”. Ma tant’è. E ancora. Il Belgio ha vietato a ministri e funzionari pubblici di installare TikTok sui loro dispositivi ufficiali, ma i politici riescono ad aggirare il problema utilizzando l’app su dispositivi separati. Ancora più eclatante il caso del presidente francese Emmanuel Macron che vanta 4 milioni di follower da quando si è unito a TikTok nel 2020. L’agenzia Reuters riferisce che il Capo dell’Eliseo vede sia l’utilità di TikTok, sia la necessità di una regolamentazione come questioni separate, ma “…non è possibile ignorare questa popolazione, la stragrande maggioranza della quale non guarda i notiziari. Intanto tra due mesi nell’Ue si terranno le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo e della futura Commissione di Bruxelles…

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