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Lo abbiamo scritto più volte, il telemarketing aggressivo, quello che non si limita a un regolare e comprensibile lavoro di proposizione di prodotti o servizi ma supera ampiamente l’etica, la cortesia, l’educazione e le normative, arrivando allo stalking, è inarrestabile. Così, come si suol dire, “fatta la legge trovato l’inganno” (motto noto già ai tempi dei volghi latini), ecco che quasi magicamente i call center arroganti, che prendono anche a male parole chi risponde dai cellulari, di cui vi abbiamo dato testimonianza in passato hanno trovato il modo di superare la nuova normativa del RPO. Ossia del Registro pubblico delle Opposizioni recentemente aggiornato affinché potesse accogliere anche i numeri dei cellulari.

Questa novità, entrata in vigore il 27 luglio, è un fondamentale cambiamento nella gestione dei call center. Si legge nella legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di marzo: “Si comunica che entro il 27 luglio 2022 saranno attivati i nuovi servizi del RPO esteso a tutte le numerazioni. Durante la fase di avvio del nuovo sistema saranno sospesi i servizi”.

Ebbene, ora i call center chiamano da numeri esteri con prefissi quali +43 (Austria) o +44 (Regno Unito) per continuare nel loro imperterrito lavoro di persecuzione delle persone anche su numerazioni cellulari. Sono gli stessi che prima chiamavano variabilmente da un numero cellulare o da uno fisso, chiaramente italiani, per proporre buoni Amazon fittizi, crediti di trading mai accumulati, offerte varie di bonus che prevedono la sottoscrizione di un servizio con rata mensile fissa e credito promesso mai pervenuto. E sono le stesse voci, si riconoscono abbastanza facilmente nel loro accento non italiano, che promettono, che tentano di parlare e che insultano quando si fa loro presente che si sta subendo un abuso, una chiamata non voluta, un disturbo e perfino un eccesso di zelo nel numero di volte cui si viene contattati (ossia stalking telefonico).

Perché succede ciò se ora il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO) comprende anche i numeri di cellulare? Perché è sufficiente andare sul sito del RPO e leggere la normativa nel suo dettaglio per scoprire l’arcano. L’RPO è uno strumento italiano, che opera su numeri e riferimenti con base italiana, sia da parte del chiamante sia da parte del ricevente. Varcando i confini della Penisola, perde il suo valore legale centrato sulle leggi italiane. Come è ben descritto nella normativa all’articolo 2, che riportiamo qui di seguito. Dunque, sono tornati i call center aggressivi: ora però chiamano da numeri esteri.

1.Il presente regolamento disciplina il registro pubblico delle opposizioni di cui all’articolo 130, comma 3-bis, del Codice, per quanto riguarda il trattamento delle numerazioni e dei corrispondenti indirizzi postali presenti negli elenchi di contraenti, e all’articolo 1, comma 2, della legge 11 gennaio 2018, n. 5, con riferimento al trattamento di tutte le numerazioni telefoniche nazionali fisse e mobili.
2. Il presente regolamento si applica ai trattamenti, mediante comunicazioni telefoniche con qualunque mezzo effettuate, sia tramite operatore, sia, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della legge 11 gennaio 2018, n. 5, mediante sistemi automatizzati di chiamata o chiamate senza l’intervento di un operatore oppure tramite posta cartacea, per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, delle numerazioni telefoniche nazionali fisse e mobili, che siano o meno riportate in elenchi di contraenti, e degli indirizzi postali riportati nei medesimi elenchi, fermo restando il rispetto degli articoli 6, 7, 13 e 14 del RGPD, del diritto di opposizione di cui all’articolo 21, paragrafo 2, del RGPD, e della legge n. 5 del 2018.
3. Restano esclusi dall’ambito di applicazione del presente regolamento i trattamenti di dati riferiti alle numerazioni telefoniche nazionali fisse e mobili e agli indirizzi postali inseriti negli elenchi di contraenti, effettuati per finalità statistiche dagli enti e dagli uffici di statistica appartenenti al Sistema statistico nazionale ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.