PALADONE

Serie A: il calendario del prossimo campionato (inizio previsto il 22 agosto) è fatto. Ma la guerra dei diritti Tv e streaming è apertissima. L’ultimo colpo arriva da Tim (partner della piattaforma Dazn nell’acquisizione dei diritti con un contributo di 340 milioni di euro sugli 840 totali) che ha “attaccato” Sky, presentando un ricorso con la seguente motivazione: “Ha dato informazioni false ai clienti e ostacola le disdette”. 

Tim sferra il colpo

Un’accusa pesante e – in base a quanto si apprende – l’Autorithy avrebbe contestato a Sky l’adozione di “pratiche commerciali scorrette che violano il Codice di Consumo”. Più in dettaglio sul tavolo ci sarebbe “l’adozione di due distinte condotte scorrette. Una in relazione alle comunicazioni di informazioni ingannevoli in merito ai diritti calcistici agli abbonati. L’altra in rapporto all’applicazione di penali in caso di disdetta anticipata nonostante la possibilità di recedere senza costi”. Dal canto suo la Tv satellitare ha chiarito di aver agito nell’interesse dei client, attraverso “con una campagna informativa volta a dare agli abbonati comunicazioni tempestive e trasparenti. Tale campagna includeva informazioni riguardante i nuovi contenuti e l’azzeramento del costo del Pacchetto Calcio per tre mesi”.

Il ricorso Sky e l’istruttoria dell’Antitrust

Una guerra a tutto campo, ancor più perché la stessa Sky aveva presentato un ricorso contro Tim per pubblicità ingannevole. Un botta e risposta, una reazione netta attuata da Tim. Il colosso delle tlc guidato da Luigi Gubitosi ha inoltre ribadito che proprio l’intesa perfezionata con Dazn punta a sviluppare la concorrenza nel mercato della pay-tv, la visione dei contenuti in streaming e accelerare il processo di digitalizzazione del Paese a beneficio di tutti clienti e degli operatori di telecomunicazioni. In generale, l’istruttoria aperta dall’Antitrust (Agcm) su alcune clausole dell’accordo siglato fra Tim e Dazn (che detiene 7 partire esclusive della Serie A e 3 in co-esclusiva con Sky).

Diritti Tv e pratiche “restrittive”

La nota diffusa dall’Autorità garante delle Comunicazioni (Agcm) ha messo nel mirino tale intesa per comprendere se possa risultare “restrittiva della concorrenza con riferimento alle clausole dell’accordo che limitano commercialmente Dazn nell’offerta di servizi televisivi a pagamento, con l’effetto, fra l’altro, di ridurre la sua capacità di proporre sconti agli utenti finali e di ostacolare gli altri operatori di telecomunicazioni dall’intraprendere eventuali iniziative commerciali. La decisione dell’Antitrust – sufficientemente attesa e ipotizzata – fa seguito alle segnalazioni effettuate sia da altre società di operatori delle telecomunicazioni (vale a dire Vodafone, Wind e Fastweb), sia da Sky. 

Serie A: il calendario e i palinsesti di Sky e Dazn

A seguito di tutto questo appare sullo sfondo (ma non è così) la parte più importante della diatriba. Ossia, il contenuto. Per meglio dire il campionato di Serie A che ha definito il proprio calendario. Una rivoluzione rispetto al passato. Restano 38 le giornate ma la scansione delle giornate e l’ordine delle partite cambia rispetto al passato. Si è scelta la formula dei gironi “asimmetrici” tra andata e ritorno. Non solo. Nell’occasione la Lega ha fatto chiarezza sulla suddivisione oraria tra Dazn e Sky, che trasmetterà tre partite di ogni giornata in co-esclusiva, mandando in soffitta l’ipotesi di uno “spezzatino” completo: una gara per un orario. E allora ecco come saranno suddivisi i palinsesti per le trasmissioni in Tv e streaming delle partite. Tre le sfide previste al sabato alle ore 15 e alle 18 su Dazn, alle ore 20,45 su Dazn e Sky. Sei le gare in programma alla domenica. Inizio alle 12,30 su Dazn e Sky, poi i restanti cinque match (alle ore 15, uno alle 18 e uno alle 20,45) tutti su Dazn. Infine, il cosiddetto “Monday Night”, la gara del lunedì sera delle ore 20,45, che sarà trasmessa da Dazn e Sky. Ma da qui al 22 agosto manca ancor tanto tempo. E le sorprese potrebbero arrivare, anche in Zona Cesaarini.