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Streaming e pubblicità, il sondaggio YouGov: tre italiani su quattro dicono sì, ma… “a patto di non pagare di più”

Streaming e pubblicità: una tendenza sempre più in crescita, come dimostrato dai piani ad esempio proposti da Netflix e Disney+. Ma cosa ne pensano gli italiani? L’istituto di ricerca internazionale YouGov ha condotto un sondaggio per indagare l’opinione dei consumatori su questo tema.

Le piattaforme più utilizzate

Dallo studio effettuato da YouGov emergono alcuni dati interessanti. Intanto per quello che riguarda le preferenze e le fruizioni. E allora, la classifica evidenzia che ben il 50% degli italiani dichiara di utilizzare Prime Video. Seconda piazza per il colosso di Los Gatos Netflix (48%) – piattaforma si prediletta dai giovani in particolare nella fascia di età 18-24 e 25-34, a cui fanno seguito Rai Play (che si conquista il target over 55 e Disney+. Dal video all’audio per ascoltare musica e podcast a guidare la classifica c’è Spotify (38%), mentre alle sue spalle s’insedia Amazon Music (23%). Tuttavia, evidenzia YouGov, almeno un terzo degli italiani afferma di non utilizzare ancora questa tipologia di servizi.

Streaming video e pubblicità: cosa dicono gli italiani

Ma passiamo a un tema caldo: che cosa pensano gli italiani del rapporto fra streaming e pubblicità? Ebbene: più di un italiano su due (52%) preferirebbe vedere la pubblicità piuttosto che pagare un prezzo più alto, il 26% sarebbe pronto a disdire la sottoscrizione mentre soltanto il 16% accetterebbe di pagare un canone maggiorato. Guardando alle prime tre piattaforme utilizzate e citate sopra nella classifica, l’indagine YouGov mette in luce alcuni indicatori precisi. Più della metà di chi è abbonato ad Amazon Prime Video preferirebbe guardare la pubblicità piuttosto che pagare un prezzo più alto, il 25% provvederebbe a fare disdetta e solo il 16% sarebbe d’accordo nel pagare un prezzo più alto. In più, il 60% degli abitanti del sud dichiarano che preferirebbero vedere la pubblicità per non pagare un prezzo più alto. Anche considerando il comportamento degli utenti di Netflix tale tendenza trova conferma in termini generali. La differenza sta nel fatto che il 19% degli di essi accetterebbe di pagare di più per non vedere la pubblicità. La tendenza complessiva è allineata anche guardando all’ambito dei servizi streaming nell’audio (musica e podcast) dove per altro la presenza di advertising è molto più diffusa: infatti, il 48% degli utenti accetta di avere interruzioni commerciali piuttosto che pagare un prezzo più alto al fine di saltarle. Mentre il 20% si dichiara disponibile a pagare un prezzo più alto, contro più di un quarto dei rispondenti (28%) che addirittura smetterebbe di usufruire del servizio.

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