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Serie Tv e film: l’Intelligenza Artificiale e la generazione di “attori sintetici”

L’irruzione dell’Intelligenza Artificiale sta rischiando di far saltare il banco anche nel mondo dell’arte cinematografica e dell’entertainment.  Le manifestazioni di ieri davanti alla sede di Netflix, piuttosto che gli scioperi di autori e attori a Hollywood, al di là della desuetudine che può colpire, nascondono qualcosa più di un disagio o di una preoccupazione professionale legata cioè al posto di lavoro. Come noto, dallo scorso mese di giugno, a seguito dei modelli lanciati di IA generativa in grado di “duplicare” o di “riscrivere” molto e in vari ambiti (per non dire quasi tutto) gli studi e gli artisti di Hollywood discutono dell’utilizzo all’interno delle varie produzioni, dai film alle serie Tv. Il confronto si è trasformato in scontro con major e colossi dello streaming: non a caso ha preso vita il primo sciopero simultaneo dei vari professionisti dopo ben 63 anni. 

L’Intelligenza Artificiale e gli “attori sintetici”

Il negoziato ovviamente prosegue, (come riferisce l’agenzia Reuters) anche su questioni che vanno dall’utilizzo di immagini e performance come dati di addestramento per i sistemi di Intelligenza Artificiale fino all’alterazione digitale delle performance nella sala di montaggio. Gli attori (così come gli autori per la parte creativa e di scrittura legata alla proprietà intellettuale) sono preoccupati che quelli interamente generati dall’IA, considerati “metaumani”, e definiti “sintetici” possano rubare a quelli in carne e ossa lo sviluppo della carriera.  La creazione di “interpreti sintetici” potrebbe scaturire da una fusione di immagini di attori. Secondo uno studio ciò non è ancora accaduto: ma la strada appare spianata. Di più: la questione è al centro del confronto con i sindacati, dal momento che l’industria dell’entertainment appare intenzionata a considerare l’opzione e in ballo di sono i diritti da tutelare in sede di contratto.

Serie Tv e film: lo scontro fra le parti in una dura negoziazione

Il capo negoziatore del sindacato SAG-AFTRA, Duncan Crabtree-Ireland, ha affermato: “L’Intelligenza Artificiale pone una crisi esistenziale per gli attori che temono che il loro lavoro passato, presente e futuro venga utilizzato per generare artisti sintetici che possono prendere il loro posto”. Lo stesso Duncan Crabtree-Ireland ha affermato che il sindacato non sta cercando un divieto assoluto dell’IA, ma piuttosto che le aziende si consultino con esso e ottengano l’approvazione prima di scegliere un “attore sintetico” al posto di uno “vero”. Major e colossi dell’industria, desiderosi di preservare le opzioni creative, hanno accettato di fornire un preavviso a SAG se intendono fare ricorso a un “attore sintetico” per sostituire quello umano offrendo al sindacato la possibilità di negoziare. Un altro punto critico della trattativa è la creazione di repliche digitali di artisti di sfondo. I principali studi, rappresentati dall’Alliance of Motion Picture and Television Producers, hanno affermato che otterranno il permesso di un attore per utilizzare la sua replica digitale in qualsiasi film al di fuori della produzione per la quale l’attore è stato assunto. E sarebbero disposti a negoziare con gli attori sul pagamento quando verrà utilizzato il duplicato digitale: inoltre, avrebbero stabilito che la versione virtuale dell’attore non può sostituire il numero minimo di attori secondari richiesti come parte dell’accordo SAG. Ma il punto che emerge è anche questo: le aziende potrebbero in qualche modo “ricattare” l’attore della serie: se non ci dai il consenso che chiediamo, allora ti sostituiamo. 

Le scansioni del corpo in 3D

Gli Studios stanno anche cercando di continuare la pratica di lunga data delle scansioni del corpo 3D per catturare la somiglianza di un attore, in questo caso per creare repliche digitali generate dall’Intelligenza Artificiale. Tali immagini verrebbero utilizzate in post-produzione, per sostituire accuratamente il volto di un attore o creare un doppio sullo schermo. I produttori hanno promesso di ottenere il consenso di un attore e di contrattare separatamente per i successivi usi del doppelganger di un attore a fronte di un compenso appropriato. Ma secondo il sindacato il problema sarebbe il desiderio di mantenere i diritti sulle repliche digitali per lavori futuri, assumendosi di fatto la proprietà della persona virtuale. Allo stesso modo, gli studi cinematografici vogliono il diritto di alterare digitalmente una performance in post-produzione, in modo coerente con il personaggio, la sceneggiatura e la visione del regista. Questa capacità di sostituire una o due parole di dialogo, o di apportare un rapido cambio di guardaroba digitale, potrebbe far risparmiare centinaia di migliaia di dollari di costi per riprendere una scena agli Studios. La battaglia, che sta producendo alcuni rallentamenti nella realizzazione di svariate produzioni per film e serie Tv,  è solo all’inizio.

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