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Samsung Galaxy S9+: la nostra recensione completa

Il Galaxy S9+ rasenta la perfezione. A Samsung è bastato (si fa per dire) prendere un design collaudato e di successo, aggiustare alcuni dettagli, migliorarne altri e impacchettare il tutto con le più recenti novità in fatto di processore, fotocamera e sistema operativo. Semplice? No, per niente. Nonostante i due S9 e S9+ assomiglino molto alla precedente generazione dei Galaxy S8/S8+, in realtà sono differenti in tanti aspetti. A iniziare da quello più evidente, per esempio, rappresentato dal display ma molti altri meno accentuati eppure sostanziali.

Design

Il design edge rimane il biglietto da visita di Samsung seppure rivisto. Sì, perché la curvatura dei due lati è meno incisiva rispetto alla precedente generazione e trae ispirazione dal Note 8, leggermente più squadrato. In sintesi, l’impugnatura dello smartphone risulta più confortevole ed è ancora più comodo interagire anche usando una mano sola. Il merito va ai due edge leggermente più squadrati, certo il dorso rimane in vetro liscio quindi consigliata vivamente una cover per aggiungere quel grip mancante.

Sempre sulla parte posteriore, si riconosce il primo importante perfezionamento attuato dal brand coreano. La posizione del sensore d’impronte è stata finalmente aggiustata e posta laddove più comodo: a circa il 70% dell’altezza dello smartphone (partendo dalla base). Per questioni estetiche, il lettore biometrico è incastonato nello spazio dedicato all’ottica imaging. Tuttavia questa soluzione, ossia spostato in basso e non di lato come sul Galaxy S8/S8+, rende l’utilizzo decisamente più comodo. Se prima impiegare il sensore d’impronte era quasi un optional, con gli S9 è tornato a essere il fattore principe della sicurezza.

In tema, la biometria non si limita alle dita ma comprende anche la lettura delle iridi e il riconoscimento del volto. Samsung ha saggiamente raggruppato queste modalità nel concetto di Scansione intelligente che sfrutta la fotocamera anteriore per riconoscere gli occhi o il viso. Invece appoggiando il dito sul sensore si sblocca in automatico il telefono. Infine, rimangono attivi anche pin e segno sul display. Questo per dire che è l’utente a decidere di volta in volta cosa impiegare per accedere al Galaxy, in totale libertà.

Messi vicini le due generazioni (S8+ e S9+) sono poco riconoscibili a prima vista, salvo per quanto riguarda la parte posteriore in vetro resistente. Non è stato toccato, e questo è un bene, il jack inferiore da 3,5 mm, oltre allo slot per la memory card fino a 400 GB. Così come rimane invariata la configurazione dei tasti laterali. Quello di accensione/spegnimento a destra; il bilanciere del volume a sinistra che sormonta il pulsante per attivare Bixby. Infine, la scocca è certificata IP68, quindi permette allo smartphone di sostenere immersioni in acqua dolce fino a un metro e mezzo per circa mezz’ora.

Display

Il Galaxy S9+ è dedicato a chi non sa rinunciare ai display di maxi dimensioni. Il pannello scelto da Samsung è un SuperAmoled da 6,2 pollici con risoluzione fino a 2.960×1.440 pixel (Quad HD+) e protetto da una lastra Corning Gorilla Glass 5. Il display occupa circa l’84% della superficie frontale in virtù del rapporto di visualizzazione di 18,5:9. La carta d’identità è identica a quello del S8+, tuttavia risulta migliore la qualità visiva per incisività dei colori e contrasto, ancora migliore. Citiamo gli angoli arrotondati che hanno il duplice pregio di rendere più moderno il design, riducendo al massimo i bordi laterali, e di assorbire meglio di urti in caso di cadute.

L’utilizzo del touchscreen è migliorato, come già accennato nella sezione relativa al design, grazie ai bordi laterali meno pronunciati che evitano tocchi involontari. Per quanto riguarda il software, lo schema di gestione del pannello è rimasto sostanzialmente invariato e ricalca lo stile Samsung. Così, nelle Impostazioni è possibile variare la definizione in tre step: 1.480×720, 2.220×1.080 (quella di default e consigliata per il rapporto prestazioni/consumi) e la massima Wqhd+.

Inoltre, in Modalità Schermo si può equalizzare la saturazione dei colori, mentre l’Ottimizzatore video entra in gioco in caso di riproduzione dei contenuti multimediali per enfatizzarne la visualizzazione. Chiudiamo citando che il display dell’S9+ è certificato Hdr10 e dispone del 3D Touch nella parte inferiore per simulare la presenza del tasto fisico Home.

Hardware

Con i nuovi Galaxy S9, Samsung ha portato al debutto il chipset Exynos 9810 Octa. Ci concentriamo solo su questo modello, ossia quello disponibile nel nostro mercato, tralasciando la versione con il Qualcomm Snapdragon 845 prevista in altri Paesi. Il nuovo processore propone un incremento di prestazioni sensibile rispetto a quello impiegato sugli S8 e Note 8. Per iniziare, ha connettività Lte cat.18 che assicura velocità in download fino a 1,2 Gbps e in upload fino a 200 Mbps, gestore permettendo.

Nel nostro caso abbiamo con gli operatori 3 Italia, Vodafone e Tim abbiamo avuto picchi effettivi fino a 39 Mbps in download e 20 Mbps in upload (dati Speedtest). L’Exynos 9810 ha una architettura octa core con un sistema big.little. L’unità ad alte prestazioni è il Mongoose M3, costituito da quattro core costruiti a 10 nm ed è, di fatto, un progetto originale di Samsung. Opera a 2,7 GHz e punta a fornire un’efficienza superiore grazie a una geometria totalmente personalizzata dal brand coreano. L’unità quad core a risparmio energetico è di tipo tradizionale Cortex A55, opera a 1,7 GHz. A questi si aggiunge il reparto grafico affidato al Mali-G72 MP18, che vanta 18 pipeline di elaborazione a 850 MHz.

Sul Galaxy S9+ questo chipset è assistito da 6 GB di Ram (sono 4 GB sul S9), una generosa dotazione che fa sentire la sua incisività più nei benchmark che nell’utilizzo pratico. Tuttavia correda efficacemente la dotazione top di gamma dello smartphone di Samsung. Lo storage rimane di 64 GB, espandibili con microSD, tuttavia volendo cercare il pelo nell’uovo, anche 128 non sarebbero stati fuori luogo. Interessante la versione da 256 GB acquistabile a 1.099 euro solo sul sito di Samsung.

In questo articolo abbiamo approfondito i vari elementi che compongono il Galaxy S9+ a confronto con iPhone X e S8+ e quanto incidono sul costo di produzione. 

Benchmark

I risultati dei benchmark parlano da soli. Il Galaxy S9+ propone sostanziali incrementi rispetto alla precedente generazione di Samsung e si posiziona al vertice della classifica. Ecco gli screenshot.

A sinistra il risultato di Geekbench 4 e a destra quello di Antutu 7

Fotocamera

La novità più eclatante è rappresentata dal doppio sensore fotografico integrato nel Galaxy S9+. Il funzionamento è identico a quanto già visto sul Note 8, ossia permette di effettuare lo zoom 2x. Questo perché il sensore principale da 12 Mpixel ha una lunghezza focale di 26 mm, mentre il secondario, sempre da 12 Mpixel, è di 52 mm, esattamente il doppio. Inoltre, con gli S9 il produttore coreano propone un’apertura variabile dell’ottica che oscilla tra f/1.5 e f/2.4 tramite una palpebra che si apre e chiude, a seconda delle condizioni di luminosità ambientale.

Abbiamo descritto in dettaglio tutti i segreti del funzionamento della nuova fotocamera del Galaxy S9 in questo speciale: per leggerlo fai click qui.

In alto la foto con zoom 1x; sotto lo stesso scatto con zoom 2x

Al reparto fotografico si sommano le peculiarità dell’Exynos 9810 Octa, che ospita anche un doppio Isp per assistere in modo indipendente i reparti fotografici anteriore e posteriore e massimizzare così la resa delle immagini. Grazie a questi processori dedicati provvede a velocizzare le operazioni di autofocus e di applicazione di effetti e filtri in tempo reale, così come rendere più efficaci gli algoritmi di miglioramento degli scatti. Infine, lo schema a doppio Isp si occupa della stabilizzazione in tempo reale delle foto e dei video.

Questo processore entra nel vivo delle proprie potenzialità attivando la modalità Super Slow-mo che registra video a 960 fps in qualità HD (720p). Tenendo inquadrato il movimento nel rettangolo centrale, questo viene rallentato in modo spettacolare (slow motion) mantenendo invariati i dettagli e la qualità di ogni singolo elemento. Con risultati stupefacenti soprattutto quando le azioni registrate sono particolarmente divertenti o emozionanti. Aggiunge, insomma, un elemento emozionale ulteriore senza cimentarsi con impostazioni e funzioni da regista. La registrazione video avviene anche in modo classico con risoluzioni fino a 4K.

La fotocamera posteriore entusiasma per la qualità delle foto scattate. Il Galaxy s9+ dimostra di essere, nel momento in cui si scrive, il miglior smartphone fotografico. Gli scatti lasciano stupiti per texture e fedeltà alle condizioni ambientali. Inoltre la rapidità di messa a fuoco (grazie al sistema dual pixel) e scatto è uno degli asset irrinunciabili dell’S9+. La doppia focale regala effetti bokeh da fotografo professionista per la precisone nel riconoscimento dei contorni.

In condizioni di scarsa luminosità, la palpebra mobile è aperta del tutto (f/1.5) e si ottengono risultati incredibili per quanto l’immagine appaia “illuminata”. Si nota soprattutto nelle foto di sera come lo smartphone tende a enfatizzare la scena, andando a volte a “bruciare” leggermente le zone più illuminate per cercare di restituire al meglio ogni singolo dettaglio inquadrato; in condizioni di poca o media luce ambientale compare un basso rumore di fondo. In tutti questi casi c’è una tendenza a rendere meno incisiva la texture complessiva, ma è davvero un dettaglio. E poi i piccoli difetti, con cui si può scendere a patti senza sforzi, possono essere attenuati o corretti cambiando il punto di fuoco scelto automaticamente dal Galaxy facendo tap sul touchscreen.

Si tenga presente che S9+ produce circa il 30% in meno di rumore fotografico rispetto a S8+ e ha un obiettivo più luminoso del 28%. Ecco perché quando si guardano le immagini sul computer o su un display più ampio e si apprezza la moltitudine di dettagli e la qualità della grana fotografica in ogni situazione. Se poi ci si vuole sbizzarrire con la propria creatività, non manca la modalità manuale con una rappresentazione visiva sul display del risultato delle modifiche apportate.

In ogni caso, è meglio ribadire che l’app di gestione di Samsung si rivela essere per semplicità e intuitività la migliore disponibile. Opera in perfetta simbiosi con il reparto fotografico: i risultati sono eccellenti.

La fotocamera anteriore per i selfie ha definizione di 8 Mpixel (f/1.7) e assicura scatti ottimali in ogni condizione. Con questo sensore sono stati introdotti gli Emoji Ar: in questo tutorial vi spieghiamo passo a passo come creare il vostro.

Sistema operativo

I nuovi Galaxy S9 e S9+ sono affidati ad Android 8.0 Oreo con interfaccia Samsung Experience 9.0. Non si notano significativi stravolgimenti rispetto a quanto già visto sui precedenti modelli, ma tanti miglioramenti. Lo schema generale di interazione rimane uguale, con lo swipe verso l’alto per accedere al menu che contiene le app installate. L’applicazione telefonica mantiene la sua unicità nel permettere di cercare numeri di telefono di servizi commerciali presenti nei paraggi (sfrutta il Gps) e nel riconoscere i numeri dei chiamanti, segnalando quando si tratta di spam.

Tolti i miglioramenti fisiologici a livello estetico e grafico, il funzionamento dell’interfaccia di Samsung mantiene le sue doti di semplicità e completezza. E rimane anche Bixby, il maggiordomo virtuale che si attiva facendo uno swipe verso destra dalla schermata Home oppure premendo il tasto laterale dedicato (funzione disattivabile).

Bixby elenca una serie di contenuti e informazioni attinenti alle abitudini di utilizzo dello smartphone e in virtù della posizione. Alla prova dei fatti tiene traccia di dove e come impieghiamo le app. Più interessante Bixby Vision. Si attiva dall’icona a forma di occhio presente nell’app fotografica e trasforma la fotocamera in un occhio virtuale che individua e riconosce gli oggetti inquadrati con una precisione spesso sorprendente. Il bordo edge viene sfruttato ancora con l’illuminazione per sottolineare le notifiche e i pannelli attivabili con uno swipe. In sostanza, la Experience 9.0 migliora rispetto al passato e adotta Android 8, mantenendo una tranquillizzante continuità di utilizzo che azzera il tempo di apprendimento da parte degli utenti Samsung.

Audio

Abbiamo recensito in modo dettagliato la sezione sonora e telefonica del Galaxy S9+ in questo focus approfondito: per leggerlo fai click qui.

Batteria

Il Galaxy S9+ integra una batteria da 3.500 mAh, sufficiente per resistere a una giornata lavorativa mettendo bene sotto stress lo smartphone, in linea con i risultati di S8+. Difficile pretendere di più ma per fortuna il caricatore rapido permette di avere circa il 40% di ricarica in una mezz’ora. In un’ora il telefono è al 100%.

Per ridurre i consumi, c’è la modalità a basso consumo, che però disattiva alcune funzioni più dispendiose come la sincronizzazione continua dei dati e delle app. Sono infine supportati i sistemi di ricarica wireless ma con velocità di caricamento tradizionale, ben lontane da quelle assicurate dall’alimentatore fornito in dotazione.

Samsung Galaxy S9 e S9+ sono in vendita in Italia. Come ottenere lo sconto e dove trovare la versione da 256 GB

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