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Il colosso coreano Samsung ha annunciato un maxi-piano piano di investimenti: 360 miliardi di dollari per il prossimo quinquennio al 2026 al fine di ampliare in maniera sostanziale le attività nella bio-scienza e soprattutto nei semiconduttori. Ossia, un segmento che sta vivendo una fase critica di shortage e su cui si stanno concentrando svariate iniziative sia di grandi gruppi delle tecnologie sia dei governi.

Samsung e il legame con gli Stati Uniti

A ridosso della conclusione del viaggio in Asia del presidente americano Joe Biden – che non a caso ha visitato alle porte di Seul la fabbrica più grande al mondo di semiconduttori di Samsung Electronics – questo annuncio s’inserisce nell’intensa rete di relazioni che le due amministrazioni hanno deciso di cementare. Del resto, il colosso coreano negli Stati Uniti dà lavoro a circa 20.000 persone negli Stati Uniti, dove sono in progressione i lavori per costruire un nuovo impianto di semiconduttori in Texas (in agenda entro il 2024) per un investimento di 17 miliardi di dollari. L’ingente da 360 miliardi di dollari – che entro il 2026 dovrebbe generare la creazione di oltre 80mila posti di lavoro e il cui 80% sarà destinato all’ambito della ricerca e sviluppo – si prefigge di garantire da un lato il percorso di consolidamento e sviluppo a lungo termine nei settori dell’elettronica di consumo e degli elettrodomestici, dall’altro di mettere in campo risorse in settori strategici come quello biofarmaceutico. Secondo quanto riferito, l’operazione annunciata consentirebbe di “portate vanti la produzione di massa di chip basati sul processo a tre nanometri”, l’ultimo standard per ridurre ulteriormente le dimensioni dei semiconduttori e per aumentare la potenza di calcolo.