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Rumble fa causa a Google per le pratiche pubblicitarie digitali: richiesta da 1 miliardo di dollari

Rumble, la piattaforma di condivisione video, ha citato in giudizio (presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California) Google, sostenendo che il colosso della tecnologia si è impegnato in pratiche anticoncorrenziali attraverso i suoi prodotti pubblicitari digitali. E ha chiesto danni per oltre 1 miliardo di dollari.

Rumble e le accuse contro Google

L’accusa di Rumble sostiene che Google ha monopolizzato lo stack pubblicitario “acquistando aziende su e giù per la catena, rappresentando contemporaneamente sia gli acquirenti che i venditori di annunci, gestendo anche lo scambio che collega quelle parti”. Non solo. Il colosso di Mountain View è anche accusato di mantenere il suo monopolio raggiungendo un accordo con Meta per impedire a Facebook di offrire alternative all’ecosistema tecnologico pubblicitario di Google. Che a sua volta replicato duramente, definendo le affermazioni di Rumble “semplicemente sbagliate. Non solo: ha ribadito che la piattaforma di condivisione video utilizza “dozzine di servizi pubblicitari concorrenti”.

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Un portavoce ha rilasciato all’agenzia Reuters la seguente dichiarazione: “Mostreremo alla corte come i nostri prodotti pubblicitari avvantaggiano gli editori e li aiuteremo a finanziare i loro contenuti online. Questa è la seconda volta che Rumble intenta una causa contro Google dopo quella nel 2021 in cui accusava la società di favorire se stessa e la sua piattaforma di condivisione video, YouTube, nei suoi risultati di ricerca. Ricordiamo che sul tema del monopolio pubblicitario si è da poco concluso il dibattimento (si attende il verdetto) del processo inscenato da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Google.

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