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Road to 2018: la tecnologia destinata a salutarci. Bilancio (spassoso) del 2017

Fine anno: tempo di bilanci, buoni propositi e risoluzioni. Ma anche tempo di dire addio, con malcelato distacco, ad alcune tecnologie che ci hanno ammorbato negli ultimi anni.

Alcune tecnologie hanno semplicemente compiuto il proprio fisiologico ciclo di vita. Altre sono state dapprima presentate come rivoluzionarie e imprescindibili, poi sono capitombolate nella tana del Bianconiglio dove ad attenderle avranno sicuramente trovato, tra gli altri, Windows Live Messenger, MySpace e i palmari – e speriamo possano presto trovarci anche il Fidget Spinner e qualunque altra diavoleria incagli il cervello tanto di ragazzini spaesati di fronte all’adolescenza e alle turbe ormonali quanto di uomini adulti eterni Peter Pan senza licenza di volare (alto).

Partiamo dalle note nostalgiche: l’addio agli iPod modelli Shuffle e Nano.
Da luglio di quest’anno Apple ne ha annunciato la messa fuori produzione, lasciando sugli scaffali dello store solo l’iPod Touch. Mai capita l’utilità di rimpinguare ulteriormente le tasche di mamma Apple acquistando un device che non fa niente di più dell’iPhone che ancora devi finire di pagare, ma tant’è. iPod Shuffle poi ha sempre rappresentato un punto interrogativo per me – forse perché era il preferito dai runner e io con quella categoria lì non ho niente a che spartire.

Apple dal 2016 ci sta anche costringendo a un altro addio: quello del jack audio. Pensavo che non mi avrebbe sconvolto la vita, pensavo che un ingresso vale l’altro e che, tutto sommato, non sono le forme a fare la differenza. Ma provate a dover scrivere contenuti di senso compiuto mentre  condividete il vostro ufficio con colleghe che toccano Do di petto che Pavarotti scanzati: l’ultimo rifugio sono le playlist di Spotify. Ma che succede se avete la batteria all’1% e siete costretti a mettere il telefono in carica? Vi lascio lavorare d’immaginazione.

Più scontata dei calzini a Natale, del pandoro al 70% il 27 dicembre e della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2018 c’era solo la dipartita dei televisori 3D. Intendiamoci: il mito di una tv che, non solo inizialmente costava un occhio della testa, ma che doveva pure essere guardata indossando gli occhiali più antiestetici sulla faccia della terra, e che comunque sarebbe veramente entrata di diritto nella quotidianità delle persone era giusto quello: un mito. Lasciamo stare la qualità dei film o dei – pochissimi – programmi tv a disposizione: ma quanto bisogna essere disconnessi dalla realtà per aver creduto sul serio che le persone avrebbero sborsato fior di quattrini per calarsi in faccia un pezzo di plastica per vedere Boldi e De Sica fare le corna alle rispettive mogli nel nuovissimo cinepanettone 3D? Per favore.
Ci rivedremo tra 10 anni tecnologia 3D (la realtà virtuale insegna). Speriamo con soluzioni più convincenti e dalla parte del consumatore.

E salutiamo per sempre anche il Kinect di Windows, la periferica di motion capture per Xbox 360 che, per la verità, non ha mai davvero conquistato il cuore dei gamers, che alla fine l’hanno relegata a sollazzo per party casalinghi dal variegato tasso alcolico. Questo Capodanno berremo anche alla tua, compagno di mille figuracce: se il tuo unico scopo su questa Terra era di rivelare quanto fossimo dei terribili ballerini nonostante l’ennesimo giro di tequila bum bum, potevi pure rimanertene dove stavi.

Una porta chiusa in faccia e tanti saluti. Così potremmo riassumere il benservito di Microsoft a Windows Vista. Atteso e amato quand’ancora non l’avevamo tra le mani, odiato e bistrattato quando, a momenti, tra le mani sarebbe stata più utile una ruota con un criceto in prognosi riservata, Windows Vista c’ha fatto penare più del necessario. Ed è così che anche il misero 0,72% dei computer connessi ad internet su cui ancora girava Vista lo saluterà: smettendo, finalmente, di penare. Ed entrando, dopo grandi fatiche, nel ventesimo secolo.

L’ultimo grande saluto del 2017? È sempre a firma di Microsoft, che ha detto addio anche a Windows Phone e a qualsiasi sviluppo di Windows 10 Mobile. Chi se lo sarebbe mai aspettato, con un’interfaccia così affascinante e il design comunque bello e attuale dei Lumia? A giocare a sfavore è stato un insieme troppo ricco di motivi ed errori di posizionamento, peccato perché l’attuale duopolio degli Os per smartphone non fa bene a nessuno.

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